L’ARTE NUOVA RITROVATA

La città di Como è famosa per il suo lago che attira turisti e vip da tutto il mondo, per gli innumerevoli palazzi in stile razionalista e le chiese romaniche e gotiche. Ma quanti sapevano che in questo territorio si trovano anche edifici che rappresentano in modo illustre l’Art Nouveau?
Dalle pendici dei monti, fino ad arrivare in riva al lago, sono molti gli esempi che possono raccontare questo periodo artistico conosciuto in Italia come movimento Liberty. Brunate,  piccolo borgo sulle rive del monte che si erge sul ramo occidentale del lago di Como, vanta la presenza di numerose residenze di lusso in stile eclettico e liberty.
Ma è stato l’interesse verso Villa Bernasconi, a Cernobbio, a far nascere l’idea della mostra
 “La chiave Contemporanea del Liberty”(aperta dal 16 maggio 2014 al 8 giugno, vedi l’articolo su UC News) allestita proprio all’interno degli spazi di questo edificio, edificato nei primi anni del ‘900Abbiamo intervistato Roberta Macchia, curatrice e organizzatrice dell’evento insieme a Lucia Magatti.

Da dove viene la decisione di scegliere come tema quello del Liberty?
In realtà, prima abbiamo scelto il luogo, poi il progetto è nato piano piano. La villa appartiene a questo stile e volevamo  valorizzare la location. Ovunque io mi trovi a lavorare, cerco di tenere ben stretto il valore del posto in cui le opere saranno esposte, anche a partire dalla scelta degli artisti (ndr: sono tre artisti comaschi e uno di Meda).

Qual è stata la percezione di questo movimento sul territorio comasco?
Su Cernobbio abbiamo il gioiello migliore rispetto a questo periodo. In Italia ci sono altri esempi bellissimi. Ma Villa Bernasconi a me emoziona sempre tanto, in primo luogo, a livello di estetica: all’esterno, infatti, possiamo notare una particolare lavorazione del cemento armato, il mattone rosso e le piastrelle decorate. È molto ricco rispetto ad altri edifici.
Sul finire fine degli anni venti, il Liberty ha avuto degli sviluppi più semplici, per poi trasformarsi in razionalismo, di cui abbiamo molti esempi sul territorio comasco.  Sappiamo cosa c’è di razionalista in questa zona, se ne parla anche tanto. Ma non si può trascurare il periodo antecedente, ugualmente importante. Nessuno ci ha mai pensato, nessuno si è accorto. Ad esempio, c’è un itinerario liberty a Brunate, zona che è diventata molto popolare proprio per la creazione di queste ville e residenze di lusso, avvenuta dopo l’industrializzazione.

Cosa significa declinare il Liberty in “chiave contemporanea”?
Sono tutte opere di arte contemporanea in cui si ritrovano richiami al periodo Liberty. Alcune sono nuove create appositamente, altre sono lavori che sono stati selezionati.
Nella mostra ritroviamo in qualche modo la filosofia di questo movimento: cosa voleva fare il Liberty? Non voleva guardare più al passato ma rinnovarsi, stupire, così come fa l’artista contemporaneo,  che non guarda a quello che è stato ma vuole fare quel salto in avanti, un salto di qualità.  Abbiamo riunito pittura, fotografia e disegno, un insieme di opere accomunate da tecniche di realizzazione innovative per sottolineare questa volontà al “nuovo”.  E poi ritroviamo accenni, particolari che richiamano lo stile Liberty in maniera diretta: flora e fauna acquatiche, con meduse e pesci, l’elemento floreale, l’uso del colore, la poliedricità dei materiali, la sinuosità delle linee. Ma, come detto, non si tratta quindi di riprodurre i dettagli in maniera fedele, ma di lasciarsi ispirare per andare oltre.

Come lo hanno interpretato gli artisti?
Matteo Galvano, ad esempio, ha scelto di disegnare delle architetture contemporanee che ricordano il movimento per la verticalità, la sinuosità dell’architettura e nel misto delle linee, a volte arrotondate, a volte più lineari. Sono opere in bianco e nero, un richiamo al ferro battuto. Tra i tanti, ha scelto di raffigurare lo stadio di San Siro poiché parte della costruzione risale al periodo Liberty. Troviamo anche la  Casa Batlló a Barcellona e la metropolitana di Parigi. Ha realizzato anche bozzetti di studio, penna biro su carta cotone, tra cui ritroviamo anche la nostra villa.
Giulio Mantovani caratterizza le sue opere per la poliedricità dei materiali. Usa infatti tanti materiali diversi, come facevano anche gli artisti del periodo Liberty. Sceglie legno, iuta, ferro, jeans per creare opere sempre nuove.
Marco Minotti si riconosce per l’uso della biro e del colore acrilico molto forte. Ricorrono nelle sue tele elementi di fauna acquatica e animale e il floreale.
Sara Piazza ha realizzato delle fotografie che si richiamano agli elementi vegetali.

Cosa possiamo svelare sugli eventi collaterali?
Il 23 maggio Maria Grazia Bernardi presenterà “Il giro del mondo in altalena”, un libro sulla poesia. Al suo intervento parteciperà anche Davide Cantoni, giornalista di “La Repubblica”.
Il 25 maggio, invece, ci sarà la presentazione del libro di Monica Maria Fumagalli “Il Tango e il mare”. Probabilmente a sorpresa si potrà assistere ad un momento dedicato a un ballo di tango su una musica di sottofondo che richiama le onde del mare.

Ricordiamo che l’ingresso è gratuito…
L’ingresso gratuito perché sono esposte le opere di artisti comaschi, che gente della zona già conosce. Ma vogliamo lasciare libertà di far conoscere sia glia artisti, sia la villa a chi non ne sospettava l’esistenza, vogliamo far avvicinare a questo luogo persone di qualsiasi età, e con qualsiasi interesse.

di Giulia Cattoni

In copertina: Giulio Mantovani, New Liberty (acrilico, legno, rame e ottone su juta)

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