GET EVERY ART, A CERNOBBIO

Il fil rouge dell’evento Get Every Art, in programma dall’8 all’11 maggio presso Villa Bernasconi di Cernobbio,  è una mostra di arte contemporanea a curata da Paola Re di Arte&Arte. Le opere degli artisti saranno esposte all’interno delle sale di Villa Bernasconi.

La location è un edificio costruito a Cernobbio nei primi anni del ‘900 seguendo lo stile liberty, in voga in quell’epoca, caratterizzato da forme organiche, linee curve e ornamenti. La predilezione per i dettagli vegetali e floreali propria di questa tendenza artistica si sposa con l’antica vocazione della città di Como, famosa per la produzione della seta e permette all’architetto Campanini di ispirarsi all’industria tessile per decorare la villa con motivi naturalistici come bachi, farfalle, foglie di gelso, legati alla produzione della seta.

La versatilità dell’arte contemporanea permette alle opere degli artisti, otto tra comaschi e stranieri, di adattarsi con facilità all’interno delle sale dei primi due piani della villa. Il risultato è percorso multisensoriale che si snoda attraverso varie forme espressive.

Percorrendo il viale che porta all’ingresso dell’edificio ci accorgiamo che l’esposizione non si accontenta dei soli spazi interni: un’installazione trova spazio in mezzo al cortile. Sull’erba è stata posizionata Wanda, un’orchidea ideata da Mimmo Totaro e realizzata in ferro e cotone, materiali scelti per riflettere sul binomio natura-tecnologia.
Entrati nell’atrio, l’attenzione viene rapita da decine e decine di icosaedri rossi, origami a cinque dimensioni sistemati lungo tutta la tromba delle scale dell’edificio.

Shape

Shape

È Sun Beings, un’opera dell’artista rumena Martin-Emilian Bartin che caratterizza i suoi lavori con la creazione di elementi modulari da ripetere negli spazi in modo identico per creare coinvolgimento e ritmo. Nella prima stanza al pian terreno troviamo Acqua, flusso vitale di Kela Cremaschi, frutto di ricerche e studi sulle tecniche di tessitura precolombiana. L’artista, di Buenos Aires, ha creato l’opera intessendo carta di giornale macerata a mano. Stupisce come le forme tridimensionali siano rese esclusivamente dal lavoro col telaio: nulla è stato cucito o posizionato in un momento successivo.
Sempre al piano terra troviamo l’istallazione multimediale Shape, idea di Massimo Colombo e Sergio Longhitano che consiste in un pannello bianco su cui sono posizionate alcune videocamere che catturano i suoni e movimenti. L’energia registrata viene riprodotta con delle immagini sul pannello.

Bon voyage the Love

Bon voyage the Love

Salendo al primo piano possiamo osservare l’istallazione di Ester Negretti dal titolo Impronte, fatta di intrecci di materiali diversi e inaspettati particolari in rilievo con lo scopo di creare un esperienza che va al di là dello sguardo.
Nella stanza di fianco, Fabrizio Musa compone un prisma a base triangolare con tre pannelli che raffigurano il tema delle energie alternative: Pannellisolaritxt1, Eolicotxt1, Energiaeolicatxt1. Cosa li rende unici? Sono realizzati su tessuto jacquard. L’opera di Bahk Seonghi non ha titolo, ma parla da sola: l’artista coreano usa piccoli pezzi di carbone intessuti da un filo di nylon per ricreare una geometria precisa e sospesa, un cilindro che culmina con un cono.  Grazie uno specchio posto alla base, la figura raddoppia le dimensioni buttandoci in una seconda dimensione e appare sospesa nel vuoto.
Bon Voyage the Love è un omaggio dell’artista giapponese Toshie Takahashi all’uomo che nella vita intraprende relazioni amorose non facili. Usa una tecnica personale per lavorare della carta riciclata che perde il suo aspetto convenzionale e assume le sembianze di un nuovo materiale. L’opera è una barca che attraversa il viaggio dei sentimenti.

Per visitare la mostra c’è tempo fino all’11 maggio.

di Giulia Cattoni 

In copertina: Acqua, flusso vitale di Kela Cremaschi

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