IL PAESE DEI BORGHI BELLI E FELICI

Avete mai pensato a come il nostro Paese sarebbe diverso, se fosse davvero capace di sfruttare il proprio patrimonio artistico e culturale?
E’ un discorso comune, soprattutto tra chi rientra da vacanze all’estero, quello sulle meraviglie d’Italia: poco o mal sfruttate, non sempre valorizzate, non comunicate, difficilmente messe in rete. Eppure sono luoghi ideali per chi ama conciliare la voglia di relax e la scoperta del patrimonio storico artistico che ci caratterizza.

Una miniera d’oro per le Pubbliche Amministrazioni, che oggi è solo in alcuni casi sporadici ben sfruttata.
Nata nel 2001 su impulso della Consulta del Turismo dell’Associazione dei Comuni Italiani (ANCI), I Borghi più Belli d’Italia è una iniziativa nata per tutelare, conservare, valorizzare e tramandare un immenso – e poco conosciuto – patrimonio di monumenti e memorie che altrimenti andrebbe irrimediabilmente perduto.

Perchè e necessario preservare e valorizzare i borghi?
Quali attività si fanno normalmente per valorizzare questi posti, e cosa portano al comune che li organizza?
Tanta parte del nostro Paese è fatta di piccole comunità e piccole amministrazioni, che rappresentano il tessuto connettivo dell’Italia, un presidio diffuso straordinario che non può semplicemente essere dismesso perché significherebbe dismettere più di metà dell’Italia, con evidenti ripercussioni per tutti. Spesso rappresentano la parte ambientalmente, paesaggisticamente, urbanisticamente, insieme più fragile ma anche più bella di questo straordinario Paese.
Non si può dismettere la storia, la cultura, le mille identità, non si può dismettere il presidio di territorio e di coesione sociale, non si può rinunciare ad amministrare e governare questi territori e queste comunità attraverso i Comuni”, afferma Mauro Guerra, deputato comasco sindaco del comune di Tremezzina, che ha recentemente Unito cinque piccoli comuni del centro Lario.

I borghi possono essere delle realtà da cui partire nel processo di innovazione del nostro Paese. Una nazione, una città, un paese è smart quando la cittadinanza è attiva, quando si crea una comunicazione intelligente tra pubblica amministrazione e cittadini, tra, e riesce ad instaurarsi uno scambio proficuo.

I borghi si distinguono dalle grandi città perché la gestione del processo per diventare “smart village” parte da una prospettiva diversa: è necessario coinvolgere direttamente la cittadinanza, le associazioni, le botteghe e gli artigiani. Ciò rappresenta una grande potenzialità perché in luoghi come questi i cittadini sono ancora legati alle tradizioni, il che significa una maggiore predisposizione da parte degli abitanti alla collaborazione. È per questo che, per proporre una linea di sviluppo, bisogna analizzare il contesto storico e culturale, il che significa porre al centro le persone e sfruttare la partecipazione e la creatività dei cittadini.

Per un comune, far parte del club dei Borghi più Belli d’Italia vuol dire appropriarsi di un marchio che, attestando la qualità del luogo, può contribuire molto alla sua notorietà. Inoltre, il club collega la realtà delle piccole comunità con le esperienze turistiche più evolute, da cui poter prendere spunto per intraprendere il percorso verso un efficace sviluppo del «turismo di prossimità».

Infine, questo progetto implica la creazione di una rete in grado di superare i vincoli, quali il reperimento di risorse finanziarie, che spesso sono causa di un sfruttamento superficiale delle potenzialità di questi siti di alto pregio storico e culturale.
Insomma, l’unione farebbe quella forza che un piccolo borgo da solo, confrontato ad una metropoli, non potrebbe possedere.

Come si costruiscono nel concreto queste dinamiche virtuose? Lo abbiamo chiesto a Brunico, comune altoatesino che fa parte dei Borghi più belli d’Italia e che quest’anno è stato incoronato “borgo più felice 2014”.

Quali iniziative e investimenti sono stati portati avanti nell’ottica di un maggior coinvolgimento dei cittadini, della trasparenza e dello snellimento della burocrazia della Pubblica Amministrazione?
“Siamo molto attenti nella scelta dei nostri collaboratori,  nella loro formazione continua nelle materie specifiche, ma puntiamo soprattutto anche sui rapporti con i cittadini.  La nostra struttura organizzativa è frutto della discussione interna e della collaborazione di tutti i livelli dirigenziali. Il punto di forza della nostra amministrazione è il teamwork: la stretta collaborazione tra la parte politica e quella amministrativa, le decisioni prese insieme e la gestione amministrativa trasparente. Negli ultimi tempi abbiamo per esempio rielaborato la modulistica nel settore dell’edilizia privata al fine di renderla comprensibile ai cittadini, abbiamo reso più comprensibile il linguaggio amministrativo ed attivato un servizio sms per facilitare ai cittadini il rispetto delle scadenze. I riscontri positivi dei cittadini in questo contesto ci spingono a migliorare ulteriormente i nostri servizi”, afferma Alfred Valentin, Segretario Generale del Comune di Brunico, che considera il titolo di “Borgo più felice 2014” uno stimolo per diventare ancora più efficienti, attivi ed innovativi.

Si parla dunque di un’impostazione non più legata a macrosistemi, ma ad esigenze reali, in cui entrano in campo anche prospettive sociologiche nella costruzione dei progetti i quali avranno una caratteristica in più: la forza di essere unici e sentiti. E quindi forse più forti.

Avete ricevuto commenti e/o riscontri positivi da parte della cittadinanza a fronte delle scelte operate?
“Riceviamo molti complimenti, però non ci rassegniamo neanche di fronte a parole critiche, che ci spingono a migliorare. Non sempre le scelte operate possono essere condivise da tutti i cittadini e quindi talvolta ci troviamo davanti alla difficoltà di dover spiegare le ragioni di certe decisioni difficili. Comprendiamo le difficoltà che spesso hanno i nostri cittadini nell’orientarsi nel groviglio amministrativo. Tuttavia siamo convinti che con il dialogo aperto si risolvano molti problemi”.

Per voi cosa significa essere smart? Come interpretate la sfida per diventare sempre più una città intelligente?
“Essere smart significa in prima linea puntare sul teamwork, insieme si è più efficienti e più flessibili. Una città intelligente sa sfruttare al meglio le proprie risorse, le gestisce con circospezione e nella sue scelte considera sempre anche le ripercussioni che avranno sul futuro. Essere intelligenti significa soprattutto non vivere a carico delle generazioni future”.   

Su cosa puntate per il futuro?
“Consolidare i risultati finora ottenuti e stare attenti alle esigenze che cambiano. Ci impegniamo al fine di mantenere la qualità di vita a Brunico quale centro economico della Valla Pusteria, ma anche luogo di studio, della cultura e dello sport. Una delle prossime sfide concrete del comune di Brunico in programma ancora questo mese, è la certificazione European Energy Award Gold per l’insieme delle misure di efficienza energetica prese nel nostro comune. Il primo European Energy Award che ci è stato conferito risale al 2011”.

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