TURISTI NON PER CASO

La sostenibilità ambientale in ambito turistico è ormai un must. E la tutela delle risorse naturali è in testa anche alle preoccupazioni dell’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite (UNWTO) che per la giornata mondiale 2013, in programma per il 27 settembre prossimo alle Maldive, ha scelto come tema la protezione delle risorse idriche.

Se di turismo sostenibile si parla a livello globale, con il segretario generale dell’UNWTO Taleb Rifai che ribadisce la responsabilità dell’industria turistica in tal senso, anche nel nostro Paese l’attenzione si sta facendo sempre più alta. Secondo Magda Antonioli, docente di Economia del Turismo alla Bocconi, il connubio ambiente turisti è ormai inevitabile: “Il discorso ambiente ha assunto una valenza sempre più rilevante, il concetto ormai è imprescindibile nell’ambito turistico”.

Se le organizzazioni mondiali si stanno muovendo per indirizzare l’industria verso il rispetto e la protezione del territorio, con il segretario UNWTO Rifai che ha affermato la necessità che tutti gli attori coinvolti nel settore partecipino alla giornata mondiale, anche i viaggiatori sembrano avere l’ambiente in testa alle loro priorità. Vacanza sostenibile diventa in questo senso sinonimo di incontro genuino con il territorio. Un’attenzione all’elemento naturale a tutto tondo, nel momento in cui l’ambiente è inteso come la materia prima più importante. Un elemento, quello ambientale, che si lega a doppio nodo a quello culturale: “Anche la stessa cultura è conoscere l’ambiente nel senso di entrare in comunione con quella che è la storia, con l’autenticità del luogo, con le sue tipicità”, ha affermato Magda Antonioli.

E se a prima vista il turismo sostenibile potrebbe sembrare una nicchia per pochi, secondo la professoressa Antonioli così non è: turismo sostenibile non significa spendere di più. “L’ambiente diventa il connotato basilare per qualsiasi tipo di turismo – ha continuato Magda Antonioli – quindi non è sempre detto che i ricchi cercano l’ambiente e i poveri no. Le persone vogliono sentirsi in pace con se stesse nell’andare a visitare, a vedere, a scoprire, a fare sport. Anche nel low cost l’ambiente conta”.

Viaggiare nel rispetto dell’ambiente significa coinvolgere diversi attori: turisti, strutture ricettive, agenti di viaggio, destinazioni turistiche. E se per i primi il discorso ambientale sembra ormai un’opportunità, un modus vivendi e una ricerca continua, le destinazioni, soprattutto quelle italiane, sembrano ancora poco attente all’offerta sostenibile. “L’Italia è in ritardo a capirlo come offerta, come settore”, ha dichiarato la professoressa Antonioli, aggiungendo: “L’industria turistica non può più prescindere da questi fattori”. La distanza, secondo Magda Antonioli, tra l’Italia e il Canada o i Paesi nord europei, dove il turismo è in sintonia con la risorsa ambientale, è piuttosto netta.

E se si vuole colmare questo gap non si può che puntare sui cittadini: “La cittadinanza è un driver in quest’ottica, è quella più attenta, è quella che lo chiede”, ha concluso la professoressa Antonioli. Partecipazione attiva del cittadino per rendere più appetibili le destinazioni italiane quindi, dove il turismo sostenibile dovrebbe diventare, anche in Italia, strumento indispensabile del polis maker illuminato.

di Elena Roda

In copertina Losanna © Antonella Montagner

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