Piano Strategico del Turismo: sostenibilità, innovazione, accessibilità

Il 2016 per il turismo in Italia è stato un anno d’oro: per i principali centri di ricerca, gli arrivi internazionali hanno abbondantemente superato i 60 milioni. Una crescita che, secondo le previsioni Confturismo-CISET, non si fermerà.

Secondo il Country Brand Index  turismo e cultura si confermano, per l’Italia, i principali fattori di attrattività e riconoscibilità. Un pensiero condiviso dal Governo, che ha approvato in via definitiva il Piano Strategico del Turismo 2017-2022, che farà da cornice e da direttiva per la programmazione in materia di economia del turismo, identificando visione, obiettivi e linee di intervento condivise. Un quadro di riferimento semplice e leggibile, che fissa chiari orientamenti per produrre innovazione e competitività, moltiplicare l’impatto economico del turismo ed integrare strettamente nelle politiche turistiche il tema della valorizzazione territoriale, ambientale e culturale.

Posizionamento dell’Italia nel Country Brand Index 2014-2015 di Future Brand

Tre parole d’ordine:  sostenibilità, innovazione e accessibilità.
Quattro obiettivi fondamentali: la diversificazione dell’offerta turistica, per “far crescere un turismo sostenibile, di qualità, colto e intelligente, che sappia apprezzare il museo diffuso presente su tutto il territorio nazionale, non solo in certi luoghi o località”; innovazione del marketing del brand Italia, collaborando con Enit, ampliando i mercati di riferimento e adottando strategie condivise per stimolare i diversi segmenti della domanda turistica nazionale ed internazionale; accrescimento della competitività migliorando la rete delle infrastrutture e avviando la rivoluzione digitale; miglioramento della governance del settore, semplificando il sistema normativo e creando condivisione e sinergia.

Le motivazioni di un Piano Strategico di Sviluppo del Turismo in Italia risiedono nella necessità
di recuperare terreno sul piano dell’innovazione, delle tecnologie digitali, della valorizzazione del patrimonio e del territorio, del rapporto qualità/prezzi, del marketing.

Highlights dello scenario competitivo – Fonte: PST

Il Piano sarà monitorato di anno in anno, diventando così uno strumento costantemente aggiornato in grado di far evolvere in modo condiviso obiettivi e politiche e creare un sistema stabile di governance del settore. Il processo stesso di costruzione del Piano è stato condiviso e partecipativo: istituzioni pubbliche, operatori di settore, stakeholders e comunità – per migliorare le politiche sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta – hanno partecipato al processo, coordinato dalla Direzione Generale Turismo del MiBACT. Un confronto tecnico che si è svolto anche attraverso piattaforme web e social.

Sembra essere il giro di boa per il mercato del turismo in Italia. Un mercato che, se gli esiti del Piano saranno positivi, oltre a diventare sempre più proficuo a livello economico, accrescerà l’occupazione e metterà in campo creatività e talento – doti che tutto il mondo riconosce agli italiani – come motore della valorizzazione dell’offerta. “È una grande sfida, soprattutto – ha chiarito il Ministro Dario Franceschini – perché vogliamo far crescere nel nostro Paese anche un’occupazione sostenibile e intelligente, di cui l’Italia ha un gran bisogno”.

“Vogliamo rafforzare l’idea di Italia come museo diffuso sul territorio proponendo anche nuove destinazioniE per far questo bisogna che sempre più i nostri luoghi oltre che ben tutelati diventino anche attraenti. Siamo bravi nella tutela, i primi nel mondo, ora dobbiamo recuperare il tempo perduto nella valorizzazione, che per troppo tempo è stata messa in contrapposizione ideologica con la tutela”

di Eleonora Marzano

In copertina: map – Italy – IMG_1660 © N i c o l a

 

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