MILANO SLOW. GITA IN CITTÀ

Non sono di Milano. Conosco il centro, l’università, qualche bar sui navigli e in zona Colonne, i negozi in corso Buenos Aires. Milano mi ha sempre attirato per la sua vivacità di metropoli, gli eventi, la moda, gli spostamenti agili, la gente. Ora so che la città ha tanto altro da offrire: grandi spazi verdi ai più ancora nascosti, tranquilli, estranei al caos quotidiano, ai tacchi e ai tailleur scuri.

Ho scoperto queste realtà con i miei compagni e professori di università, frequentando il master “Comunicare il turismo sostenibile”. Come conclusione del corso abbiamo lavorato a un progetto con lo scopo di promuovere l’area verde a ovest della metropoli, farla conoscere ai milanesi e a chi proviene da fuori città. Abbiamo raccontato questi luoghi con suoni e colori attraverso parole, foto e video. Insieme, ci siamo spogliati delle vesti di studenti per indossare quelle di turisti-esploratori e, armati di bloc-notes, macchine fotografiche e bottigliette d’acqua, ci siamo addentrati in una Milano insolita, per documentarne la storia e i segreti.

Ho esplorato spazi a cui accedere a piedi o in bici. Per farlo mi è servito poco: un biglietto della metro con fermata Lotto o Lampugnano, a solo un quarto d’ora dal centro. Partendo da qui, sono entrata nelle scuderie di San Siro, ho conosciuto fantini e allenatori, ho osservato un artiere mentre preparava la sua cavalla per la corsa, la stessa che, poche ore dopo, ho tifato dagli spalti dell’Ippodromo mentre correva in pista. Ho scrutato i cavalli dirigersi verso la pista o tornare lentamente dall’allenamento giornaliero guidati al passo su un lungo viale alberato che proietta un’ombra sul terreno assopendo l’afa dei giorni d’estate. Girovagando tra le corti ho conosciuto Bonzo, un merlo parlante di ventitré anni e Giannetta una gatta che vive perennemente sui fienili sopra le scuderie, costruite a fine Ottocento. Ho percorso gli interminabili viali del Parco di Trenno tra compagnie di ragazzi che giocavano, cani che inseguivano la palla lanciata dal padrone, gente che faceva pic-nic o prendeva il sole. Nel Parco delle Cave ho scoperto l’importanza che l’acqua ha per Milano, un azzurro fondamentale per i sentieri che costeggiano i laghetti, favorendo, anche dopo secoli, una delle ultime coltivazioni a marcita ancora in attività, e facendo di Milano il secondo comune agricolo d’Italia.
Ho ascoltato storie di scrittori e cantori delle bellezze del luogo e agricoltori che spiegavano il fragile equilibrio tra campagna e città. Ho incontrato gli abitanti delle cascine e chi ci lavora. Ho assaggiato il miele appena smielato e ho osservato bambini mungere un capretto colmi di entusiasmo.

Da questa esperienza è nato un magazine online. Il nostro progetto è dedicato a chi ha bisogno di distrarsi dalla frenesia della città, a chi è alla ricerca di momenti di tranquillità, per stare con se stesso oppure con gli amici, per leggere un libro o fare una passeggiata ma, sopratutto, è una proposta per il futuro.

Milano è anche slow, e non vede l’ora di diventare famosa anche per questa sua anima un po’ più nascosta, un po’ meno convenzionale.

UNA GITA NEL VERDE, AI CONFINI DELLA CITTÀ

Per vivere quest’esperienza unica a pochi passi dal centro di Milano recati di mattina presto in via Ippodromo 134. L’ippodromo chiude per la stagione estiva ma gli allenamenti si fanno lo stesso. Al cancello chiedi ai portieri se è possibile entrare per guardare qualche cavallo*. Tranquillizzali spiegando loro che sai bene che in questo ambiente bisogna essere molto accorti perché movimenti bruschi o rumori forti possono spaventare i cavalli. Dopo aver esplorato le scuderie e aver chiacchierato con la gente che lavora qui, puoi gustarti un caffè o un panino al bar degli artieri e continuare la tua giornata al Parco delle Cave, con la visita alle Cascine Carldera Linterno passeggiando tra i laghetti nati dopo la dismissione a cava di tutta la zona. Si può provare a pescare presso la sede dell’associazione dei pescatori della Cava Cabassi o visitare l’associazione degli arcieri, la Shadow Archery Team. Tornando verso casa, vale la pena uno stop al Boscoincittà per una merenda nell’ampio spazio dedicato ai picnic, dietro la cascina San Romano. Prima di rientrare passa anche a salutare la signora Campi nella sua cascina a Trenno, dove puoi acquistare qualche prodotto locale per la cena e  ricordare, a ogni boccone, le tappe del tuo viaggio d’altri tempi.

di Giulia Cattoni

In copertina: Parco delle Cave © Giulia Cattoni

*Normalmente per accedere alle aree di allenamento è necessario avere un apposito permesso rilasciato dalla società Trenno. Per informazioni vedi il sito:http://www.ippodromimilano.it/contatti.php

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