TOGLIETEMI TUTTO, MA NON IL MIO SMARTPHONE!

È all’ordine del giorno prenotare voli e hotel all’ultimo momento, preferire un blog di gente con i tuoi stessi interessi al posto della solita agenzia di viaggio per avere consigli per prenotare le vacanze. Se la rete internet, fruibile da un computer, ci ha abituati ad avere tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno stando comodamente seduti alla scrivania, con un consueto “paio di click”, ora, con gli smartphone, vogliamo poter accedere a questo “tutto” sempre, ad ogni ora, in ogni luogo. Specialmente in vacanza. Con un “paio di touch”.

Che tempo farà domani? Domani è aperto il museo e quanto costa il biglietto? Quanto costa qui la benzina?
Dai dati forniti dall’Osservatorio Mobile Marketing & Service del Politecnico di Milano e Doxa, abbiamo stilato la classifica delle app a cui proprio non sappiamo rinunciare, anche in vacanza.
Nonostante la sabbia e il sale siano insidie per tutti i componenti elettronici, nella borsa della spiaggia, tra le creme solari e la settimana enigmistica, un posto per lo smatphone o per il tablet lo si trova sempre. Tra il 9° e il 6° posto troviamo quotidiani e settimanali digitali (8%), giochi (8%), video e musica in streaming (9% e 10%). Tra cronaca bianca, nera e rosa, scrolling fra i suggerimenti di youtube e sfide a chi per primo batte il record del nuovo giochino, la noia delle lunghe code o dell’attesa per l’imbarco scompare definitivamente. Anche se la modalità “aereo” e l’assenza di wifi o dati nelle più alte quote comincia a generare crisi di astinenza.
Al 5° posto news e meteo (11%). “Cielo a pecorelle, pioggia a catinelle”. Forse, a volte, i vecchi detti sono più attendibili di alcune previsioni meteo. Ma per quanto riguarda la temperatura esterna, quella del mare, il livello di umidità e l’indice UV? Asseriamo che le applicazioni sono decisamente più comode, soprattutto se vogliamo informazioni di un posto lontano.
Ad un passo dal podio, utility e tempo libero (15%) per organizzare e gestire tutte quelle azioni quotidiane senza dover rinunciare alle proprie abitudini. Per non parlare delle applicazioni per le news sportive, super “touchate” a fine agosto dai fanatici del pallone, per l’irrinunciabile calcio mercato.
Medaglia di bronzo per la ricerca di informazioni di servizio (21%): consultare i servizi di mobile banking ma anche ricercare gli orari dei mezzi pubblici, confrontare i prezzi, trovare gli orari di apertura di bar, negozi e ristoranti. Per chi vuole pianificare tutto e lasciare nulla al caso.
Due punti percentuali in più per le mappe (23%), sempre più interattive, che aiutano a orientarsi e permettono di viaggiare più leggeri, senza libri o mappe cartacee.
Senza alcuna sorpresa, il gradino più alto del podio se lo aggiudicano, con distacco, i Social Network e la Messaggistica Istantanea (49%). Durante tutto l’anno le nostre bacheche si riempiono di foto e check-in geolocalizzati, specialmente nei mesi più caldi dell’anno. Volente o nolente, siamo venuti a conoscenza di tutti i colori di bikini e costumi dei nostri amici e sappiamo dove si concentra la movida notturna in ogni località. Con Instagram, InstaWeather, e le app che creano cartoline virtuali sappiamo, giorno per giorno, che sfumatura di azzurro possiede ogni cielo europeo, se a Londra bisogna uscire col cappotto o se a Notre Dame vendono già le caldarroste. Va a finire che poi, quando arriva il nostro turno, un po’ per ripicca, un po’ senza malizia, un paio di foto le pubblichiamo a nostra volta.

C’è chi la chiama dipendenza e chi usa termine “phubbing”, additando chi, nei contesti sociali, preferisce tenere gli occhi incollati al display, snobbando chi gli sta intorno. C’è anche chi parla del nuovo fenomeno denominato “smoasting” (social media boasting), un termine traducibile con “vantarsi sui Social Media”. Neologismi che descrivono perfettamente alcuni atteggiamenti dell’era del Web 2.0.
Ciò non toglie che, senza addentrarsi in questi complicati discorsi, l’inno rimane lo stesso: “Toglietemi tutto, ma non il mio smartphone!”

di Giulia Cattoni

In copertina: una ragazza che usa lo smartphone © Magnus Franklin

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