QUALITÀ DELL’ARIA: PAROLA ALLA MAPPA

Oggi tutti i cittadini europei sono consapevoli che l’inquinamento atmosferico ha gravi effetti sulla loro salute. Questo vale particolarmente per soggetti anziani, bambini o persone che soffrono di problemi respiratori. Uno dei nemici da combattere è l’ozono troposferico, generato dalle azioni stesse dell’uomo e che causa gravi danni non solo alla salute, ma anche a piante, animali, beni artistici e monumenti.
Per monitorare questa forma di inquinamento l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha messo a punto un sito web aggiornato che ogni cittadino può liberamente consultare e che fotografa la situazione dell’aria europea.

In Europa, il compito degli stati membri è comunicare regolarmente alla Commissione Europea, attraverso l’Agenzia Europea dell’Ambiente, il superamento del livello di ozono consentito e stabilito per legge informando allo stesso tempo anche i cittadini.
Paul McAleavey, Responsabile del Programma Aria e Cambiamento Climatico dell’EEA, afferma “le formazioni di ozono sono aumentate nel corso di questa estate e questo è da attribuire al livello dei precursori di inquinamento presenti. L’Europa deve ancora lavorare molto per ridurre le emissioni di inquinanti che causano l’innalzamento dei livelli di ozono”.

Ma facciamo un passo indietro. Cos’è e da dove si origina l’ozono troposferico?
L’ozono è naturalmente presente negli strati alti dell’atmosfera terrestre, in particolare in una porzione della stratosfera ad un’altezza compresa fra i 30 e i 50 km dal suolo, detta anche ozonosfera. Ha una funzione vitale per la vita dell’uomo. Protegge infatti la superficie terrestre dalle radiazioni ultraviolette emesse dal sole che sarebbero dannose per la vita degli esseri viventi.
Il gas è presente anche nella troposfera (al di sotto dei 10-15 km di altezza dal suolo), in basse concentrazioni. Queste però possono aumentare entrando in contatto con i cosiddetti “precursori inquinanti” prodotti dall’uomo (dai combustibili fossili, ai trasporti, ma anche raffinerie, solventi, discariche, acque reflue) che provocano attraverso reazioni chimiche quello che viene definito “smog fotochimico”.
In tutto questo il clima è un fattore determinante perchè contribuisce a aumentare i livelli delle concentrazioni.
Nel periodo estivo, in particolari condizioni di alta pressione e bassa umidità, le elevate temperature e la scarsa ventilazione favoriscono infatti il ristagno e l’accumulo degli inquinanti e il forte irraggiamento solare innesca le reazioni fotochimiche responsabili della formazione dell’ozono.

Ma come è andata questa estate nella nostra Europa?
Considerando luglio 2013, gli studi eseguiti dall’EEA, ci dicono che si è trattato di un mese molto più caldo del solito in tutta L’Europa Centrale e Occidentale. A Roma, Praga, Parigi e Copenhagen non si registravano temperature così alte dal 1996. Lo stesso vale per i mesi di aprile e maggio di quest’anno che hanno registrato dei livelli più elevati se comparati con lo stesso periodo dell’anno precedente.
Nella prima parte del mese, le “concentrazioni soglia” sono state superate nel Nord Italia, in Spagna e nel sud della Francia, mentre nella seconda parte un’alta concentrazione di inquinanti è stata riscontrata anche nel nord Europa.

E in questi giorni di fine estate quali sono le concentrazioni di ozono?
Per saperlo basta consultare le mappe di qualità dell’aria aggiornate contenute nella piattaforma dell’EEA
Basandosi su circa 2.000 siti di monitoraggio, il visualizzatore permette a chiunque di controllare la qualità dell’aria in una specifica regione così come in tutta Europa.

In copertina: Mapa de Europa / Por Faustino Paluzie © Biblioteca Nacional de España

di Stefania Mancuso 

 

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