CES 2014: TECNOLOGIA IN CITTÀ

L’Epifania tutte le feste si porta via, ma come da tempo accade, ha nel sacco l’edizione annuale del CES, il Big Event dell’elettronica che ogni anno affolla di nerd, appassionati, e tecnologici la città di Las Vegas. In mostra tutto ciò che le case produttrici di smartphone, tablet, sensori, pc, elettrodomestici, domotica (e chi più ne ha più ne metta) si sono inventati per attirare e coinvolgere fasce sempre diverse di consumatori.
E basta dare un occhio al catalogo, per capire che questo è l’anno dell’Internet of Everything. Non solo sensori, non solo app, non solo wearable. Tutto dialoga con tutto. La robotica e l’elettronica si infilano dove non ci saremmo mai immaginati. I fornelli sono gestiti da un’app android, l’assistente elettronico Mother (nipote eccellente dell'”antico” Nabaztag) controlla la casa. Lo spazzolino da denti si interfaccia con lo smartphone per controllare se serve una passatina in piú. I games si fanno sempre piú perfetti. Gli schermi si ingrandiscono, tablet da 27 pollici, e si incurvano, sia nel campo delle tv che dei devices portatili.

Cosa succederà in città?
Facile immaginare che i sensori modificheranno l’interazione con l’ambiente: quelli indossabili (contenuti in capi di abbigliamento, bracciali, orologi, fasce per la corsa ecc) metteranno in rete dati relativi all’interazione con l’ambiente. Sudore, pressione, battiti. Le informazioni diventano involontarie.
Le automobili vanno verso una sempre maggiore interazione con i sistemi operativi dei cellulari di ultima generazione, su un percorso che conduce verso l’auto dotata di Siri, o di altre assitenti vocali. Assistente che guiderà al posto nostro, senza che siamo costretti a tenere le mani sul volante ma semplicemente ascoltando la direzione una volta che saremo nell’abitacolo. Driverless car, e le nostre strade potrebbero riempirsi di auto di ogni dimensione, intelligenti e più diligenti degli umani, che dimenticano la freccia e non rispettano gli stop. Auto che consentiranno l’accesso alla mobilità individuale a tutte quelle persone che finora, per motivi di ogni genere, dallo stato di salute alla mancanza dell’età legale per la patente, non possono muoversi autonomamente in città.
Schermi per migliorare la qualità delle informazioni pubbliche, assistenti tecnologiche e immateriali, ma grazie a sofisticati software di sentiment analysis realistiche nella conversazione e nel ragionamento a integrare e sostituire dove possibile gli sportelli pubblici, app, interfacce semplici, intuitive e divertenti.
Il futuro delle nostre città è già arrivato. La questione, come sempre, starà nel come le PA sapranno tradurre nuovi comportamenti e nuovi dati in ricchezza per i territori.
La sfida riprende a Barcellona, tra il 24 e il 27 febbraio, per il Mobile World Congress.

di Emanuela Donetti

In copertina: cppuukev © Don Richards

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