LA LEGGE ELETTORALE

L’attuale legge elettorale italiana, in vigore dal 2005, è da tempo al centro di un acceso dibattito. La legge n. 270, formulata dall’allora Ministro per le Riforme Roberto Calderoli, sostituì le leggi 276 e 277 del 1993 (il cosiddetto Mattarellum), introducendo un sistema radicalmente differente, che ha modificato il sistema elettorale italiano. La normativa prevede un sistema proporzionale che nei fatti limita le possibilità degli elettori di esprimere la propria preferenza diretta sulla scelta del candidato eletto, e lascia quindi la possibilità di decidere chi far sedere in parlamento direttamente alla coalizione o la lista.
Vediamo i punti più importanti del Porcellum (termine nato da una dichiarazione dello stesso Calderoli che per definire la sua stessa legge usò il termine “porcata”)…

COLLEGI UNINOMINALI

Abolizione dei collegi uninominali. I collegi sono zone in cui è suddiviso il territorio durante il procedimento elettorale e si distinguono tra collegi uninominali e collegi plurinominali. Ad ogni collegio uninominale corrisponde un seggio da assegnare, quindi si può elegger un solo candidato. I collegi uninominali sono adottati solo nei sistemi maggioritari nei quali un solo candidato vince e rappresenta tutti gli elettori del collegio. Con l’abolizione  l’elettore, anziché votare direttamente su due schede separate il candidato prescelto nel proprio collegio uninominale (parte maggioritaria) e la lista da lui preferita, da cui eventualmente scegliere un candidato (parte proporzionale), si limiterà a votare la lista stessa.

PREFERENZA

Non è possibile esprimere la preferenza per un singolo candidato. Si può votare soltanto per il partito che in secondo tempo decide quali siano gli esponenti da portare alla Camera oppure al Senato.

PREMIO DI MAGGIORANZA

Viene previsto un premio di maggioranza sia alla Camera che al Senato. Alla Camera viene garantito alla coalizione che ottiene il maggior numero di voti, (esclusi elettori in Valle D’Aosta e all’Estero) un numero minimo di seggi pari a 340. Al Senato il premio viene dato regione per regione con la sola esclusione del Molise che, avendo un numero di votanti piuttosto basso, assegna soltanto due seggi. Il premio al Senato consiste nel garantire alla coalizione vincente in quella regione, almeno il 55% dei seggi.

COMUNICAZIONE DEI CANDIDATI

Ogni partito o coalizione ha l’obbligo di indicare il proprio candidato con relativo programma.

RAPPRESENTANTI

Alla Camera hanno diritto ad essere rappresentate tutte le coalizioni che superano quota del 10% dei voti ottenuti. Se invece si tratta di un singolo partito non coalizzato, la soglia si abbassa al 4%. Al Senato la quota minima per le coalizioni è del 20% con inoltre i partiti che ne fanno parte devono raggiungere almeno il 3%. Per partiti non apparentati la soglia è del 4%.

di Stefania Mancuso

 

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