LA COSTITUZIONE ITALIANA

Davanti a noi i programmi elettorali. Ancora pochi giorni e l’Italia sarà chiamata al voto.
Per riuscire a interpretare al meglio pensieri e azioni della nostra politica, ci pare che la Costituzione, ancora troppo poco conosciuta, faccia al caso nostro. Urbano CreativoNEWS ha deciso di compiere una piccola riflessione proprio a partire da questo documento.

La legge fondamentale dello Stato italiano e fondativa della nostra Repubblica entra in vigore il 1°gennaio 1948. Da allora, nonostante modifiche e proposte di revisione, ha accompagnato la società italiana per più di settant’anni lungo il suo percorso di crescita e cambiamento. Al di là di possibili ristrutturazioni future e critiche di obsolescenza, ha il grande merito di aver introdotto principi definiti dai suoi padri costituenti come “fondamentali”. Si pensa infatti ad un documento che intenda l’individuo non solo come cittadino, ma anche come parte di una comunità. E per la prima volta si parla di “pieno sviluppo della persona” . Una persona che studia, che lavora, che fa parte di un gruppo, che costruisce una famiglia e ha la libertà di esprimersi in tutti gli aspetti della sua esistenza. Da qui nascono i principi alla base della nostra Costituzione, temi ancora attualissimi e di cui vi facciamo una breve sintesi attraverso l’analisi dei principali articoli.

Art. 1 – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
In questo primo articolo troviamo il Principio lavorista. Il lavoro è inteso non solo in funzione dell’aspetto economico, ma soprattutto come valore sociale che dà dignità ed eleva l’individuo.

Art. 2 – La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Ecco spuntare il Principio personalista. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo intesi come diritti naturali e non creati giuridicamente dallo Stato.

Art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Questo articolo sancisce il Principio pluralista e quello di Laicità. Per tutti quindi, c’è la facoltà di esercitare il proprio credo religioso, politico, sociale. Unico limite: non intaccare la libertà altrui a favore dell’espressione della propria. Altri principi che troviamo sono quello  uguaglianza e quello solidarista che fanno dello Stato colui che ha il compito di difendere questi diritti e allo stesso tempo di rimuovere ostacoli che impediscono la formazione di ciascuna  personalità.

Art. 4 – La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Questo articolo amplia il concetto espresso nell’articolo 1  assegnando al lavoro il duplice ruolo di diritto e dovere, intesi come un fine cui lo Stato deve tendere ed un dovere morale cui ciascun individuo deve compiere nel rispetto della propria libertà. Il riconoscimento del lavoro come  uno dei principi fondanti della Repubblica, rimanda alla funzione che il lavoro stesso svolge nella società. Non solo un mezzo di produzione di ricchezza economica, ma soprattutto come realizzazione di sè e quindi della comunità.

 Art. 5 – La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
L’articolo 5 sancisce il Principio dell’unità e indivisibilità della Repubblica vientando ogni forma di secessione o di cessione territoriale. Allo stesso tempo definisce il Principio autonomista. Lo Stato riconosce alle collettività territoriali (Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni) una forte autonomia attribuendogli poteri normativi e amministrativi propri), grazie alla quale i cittadini sono in grado di partecipare più da vicino e con maggiore incisività alla vita politica del Paese.

Art. 6 – La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art.7 – Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.

Art. 8 – Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 9 – La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10 –  L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

Art. 11 – L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Gli ultimi due articoli definiscono il Principio pacifista e  internazionalista confermandosi in linea alle norme comunitarie. In particolare l’articolo 11 consente, in condizioni di parità con gli altri stati, limitazioni alla propria sovranità nazionale al fine di assicurare una pacifica coesistenza tra le Nazioni.

Per approfondire, la Costituzione in formato completo.

di Stefania Mancuso

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