I PROGRAMMI ELETTORALI. DIAMO I NUMERI

L’IMU, le tasse, le accuse ai governi precedenti, l’abolizione di norme più o meno invise alla pubblica opinione, e una spolveratina di sostenibilità ambientale ed energie rinnovabili. Questi i temi di una campagna elettorale che si sta combattendo su tutti i Media e in qualche piazza, ma sempre meno sulla base di un programma scritto confrontabile.
Dato che la saggezza latina, “Verba volant, scripta manent” (le parole volano, gli scritti restano) è tuttora inconfutabile, abbiamo provato a dare un’occhiata a quello che i partiti italiani propongono al loro elettorato per l’appuntamento di domenica e lunedì 24 e 25 febbraio prossimi.

COSA C’E’ DI NUOVO?

Riappare un timido Centro. Ci sono schieramenti che chiaramente non stanno né a Destra né a Sinistra. Parliamo della lista Monti, di Fare per fermare il declino, ma anche del Movimento 5 Stelle, che ancora non ha chiarito da che parte sta. Sono questi gli schieramenti a cui bisognerà fare più attenzione e che più sorprese faranno agli italiani martedì prossimo. Sono anche i partiti con programmi più dettagliati e definiti.

GLI INDECISI E I DELUSI

Poco europeisti, difficili da interpretare, troppo lunghi, o troppo corti, pochi accenni, e scontati, alle nuove tecnologie, attenzione minima agli under40. Il risultato che ne abbiamo tratto é un 4 politico… “Potevano impegnarsi di più”.
Sono anche le prime elezioni in cui l’opinione pubblica, e i Media in generale, si sono occupati della “soddisfazione dell’elettorato”. Dopo gli innumerevoli scandali degli ultimi mesi, dalla sottrazione di denaro alle casse dei partiti, all’accumulo spropositato di rimborsi elettorali, all’acquisto di diamanti, per tacere delle varie vicende a sfondo becero-sessuale, sarebbe stato impossibile che i giornali non si occupassero della sciura Maria, e della sua quotidiana fatica ad arrivare a fine mese.

DIFFICILE CONFRONTO

Il motto dello stato texano è “Don’t mess with Texas”. Forse dovremmo farlo nostro. Non fate casino con l’Italia.
 Dunque… Non c’è un programma che sia confrontabile all’altro. Né per contenuti né per forma. 
La palma del programma più lungo di sicuro va all’Agenda Monti, che divide il premio con Fratelli d’Italia. Il più corto? Rivoluzione civile (Ingroia) e Casini: non arrivano alle due pagine. Pienamente comprensibili, ma più brevi, e di conseguenza sicuramente più generici. Il più chiaro? Quello di Giannino: dieci punti dieci, introdotti da un’infografica, novità assoluta, e approfondimenti cliccabili.
Voto: 10 a Giannino, che usa la tecnologia a servizio dell’elettore.

L’OCCASIONE MANCATA

Donne e giovani sono come sempre l’occasione mancata. La maggior parte dei programmi elettorali non tiene in debita considerazione che il 50% dell’elettorato è di fatto una “quota rosa” e che il 20% è rappresentato dagli under40.
Voto 2 per la miopia. “Houston, non ci siamo”.

IL METODO

Quel che più si capisce meglio si condivide. L’Agenda Monti è l’unica a presentare una strategia di futuro. Nel senso che è redatta come un piano di lavoro: ragioni della situazione attuale, punti del programma, metodo per raggiungerli. Di sicuro sconta l’esperienza di docenza dei redattori: chiara e comprensibile, estremamente deduttiva. Metodo simile per Fratelli d’Italia: un programma che parte da una “sfida” ed è seguito dai punti programmatici presentati come “scelte”. Deduttivo e molto puntuale.
Voto 10. “Elementare, Watson”.

IL PATTO CON GLI ELETTORI

Fa parte del linguaggio politico del Pdl e del suo leader in generale, il contratto con gli italiani. Anche questa volta Berlusconi ne sigla uno con i suoi elettori, ma questa volta l’impegno è condiviso da tutti i candidati e dal gruppo intero. Nelle prime 5 pagine del programma Pdl, infatti, si riporta il Patto del Parlamentare, “sottoscritto dai candidati del Popolo della Libertà”: “Nel candidarmi alle prossime elezioni prometto solennemente di: 1. Votare il dimezzamento degli emolumenti dei parlamentari. 2. Approvare la riforma della Costituzione con il dimezzamento del numero dei parlamentari. 3. Votare una legge che azzeri il finanziamento pubblico ai partiti. 4. Non tradire il mandato degli elettori, passando ad altro gruppo parlamentare. 5. Impegnarmi alla totale trasparenza sulla mia attività e sui miei redditi. 6. Impegnarmi al servizio del Paese per non più di due legislature, a partire da questa”.
Fa un pochino promessa degli Scout, ma è di certo l’unico programma a fare di impegni molto precisi degli slogan elettorali di certa presa sull’elettorato stremato dalla malapolitica. A questi impegni segue la lettera di Silvio Berlusconi, leader ma candidato a Ministro dell’Economia, che non rinuncia nemmeno stavolta ad apporre la sua firma autografa: nel testo condivide con gli italiani il proprio impegno e la passione, e soprattutto l’esortazione a non cedere alla sfiducia, da parte di un signore che è appena diventato nonno per la settima volta.
Voto: 7 per la capacità di comunicare all’elettore: “Siamo tutti sulla stessa barca”.

L’ART. 114, COMMA BIS

Il programma per specialisti? Pdl e Lega. Il pamphlet verde-azzurro è pieno di riferimenti a leggi e ad articoli specifici, comprensibile quindi solo a specialisti: avvocato, tributarista. La sciura Maria deve per forza fidarsi, o sperare che quelli che voterà sappiano di cosa si sta parlando.

Voto: 4 per la comprensibilità. “Tu non pensarci, mi occupo di tutto io”.

EUROPEISTI

Sel, Rivoluzione Civile, PD, Agenda Monti, Fratelli d’Italia, Fare per fermare il declino. Questi i programmi che più fanno riferimento alle politiche europee. In particolare Sel, Rivoluzione Civile e PD per quanto riguarda i tratti legati alle questioni famigliari.

SOSTENIBILITA’ E AMBIENTE

Per un Paese che non ha un Piano Energetico Nazionale i programmi della maggior parte dei gruppi sono disperanti, generici e assolutamente prevedibili. Non si immaginano innovazioni tecnologiche, non si prevede ricerca, si parla molto vagamente di incentivazioni. L’Agenda Monti la più strategica, Movimento 5 Stelle il più completo ed esaustivo. Di sicuro la dimostrazione che nel gruppo gli esperti di ambiente ed energie rinnovabili non mancano.
Voto 8 per la completezza. “Diamoci la scossa”.

LO SAPEVATE? #Sapevatelo

Due sono i programmi perfettamente confrontabili, sia per forma che per contenuto. Nel senso che le uniche differenze dei programmi di Pdl e Lega stanno nel colore tipografico, blu nel caso del Partito della Libertà, e verde nel caso della Lega, e l’impaginazione, che nel caso della Lega non prevede repertorio iconografico. In pratica, non ci sono le figure. Per il resto la coalizione Berlusconi – Maroni presenta lo stesso testo, identico, perfino nelle virgole.
 La domanda sorge spontanea: oltre a condividere il programma condivideranno anche il rimborso elettorale?
Voto: Inclassificabile. Ci penseranno gli elettori a decidere se il programma risponde alle anime dei due diversi schieramenti.

IL DITO PREMUTO SUL PASSATO

L’unico programma a fare riferimento chiaro e diretto alla Costituzione italiana come base valoriale è quello del PD. E lo fa nella prima riga dell’introduzione. I contenuti programmatici del Partito Democratico sembrano però sempre riferirsi a “qualcos’altro”: la stagione della Destra, il passato berlusconiano. Di certo è l’unico programma che non assegna la leadership a un uomo solo ma alla comunità degli elettori: “Noi, cittadine e cittadini…”.

Voto: 6/7 basta parlare di ieri. “Ritorno al futuro”.

I PROGRAMMI

Casa, lavoro, garanzie per la salute, scuola, non dovrebbero farci sobbalzare dalla sedia. Diciamo che sono standard minimi. 
Li troviamo nei programmi ancora oggi, ma sono poi le cose che chiedevano gli italiani che uscivano dalla Seconda Guerra Mondiale, alle prime elezioni nel 1948. Oggi forse ci aspettiamo di sentir parlare con competenza dei temi del mondo in cui vivremo nei prossimi cinque anni: Europa, politiche monetarie che vadano al di là degli slogan, innovazione, lavoro adeguato alla formazione scolastica e universitaria, cultura e turismo visti come la migliore delle nostre materie prime. Altro che diamanti.

di Emanuela Donetti

One thought on “I PROGRAMMI ELETTORALI. DIAMO I NUMERI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *