AMBIENTE E POLITICA. RELAZIONE PERICOLOSA

Leggere i programmi elettorali è un po’ come in quel vecchio cartone animato, “Alla ricerca della valle incantata”. Lì alla fine i dinosauri alla ricerca trovano la valle. Noi invece cerchiamo le politiche ambientali nei programmi delle elezioni 2013 e da alcuni non riusciamo a cavarci un ragno dal buco. O meglio, qualcosa troviamo ma in molti casi gli accenni sono talmente generici che ci viene da chiedere: e quindi, in pratica, che si fa? Ce lo siamo chiesti noi che di ambiente, territorio e sostenibilità ci occupiamo da anni e che ogni giorno parliamo con esperti, partecipiamo a eventi, progettiamo, ci informiamo e vi informiamo.
Noi siamo abituati a tracciare una linea tra teoria e pratica, idee e fatti. I programmi di alcuni partiti ci sembrano invece il solito riferimento all’ambiente del tipo “lavoriamo per una politica verde”, “ci impegniamo per la sostenibilità ambientale”, “puntiamo a ridurre l’inquinamento”, “promuoviamo la green economy”, senza dare una minima indicazione su come mettere in pratica queste “buone prassi”. Ce lo siamo chiesti noi e lo hanno chiesto le associazioni ambientaliste italiane riunendo i partiti e, semplicemente, facendo domande.
Una “società civile” che entra nel dibattito elettorale e che fa le pulci a una politica che su questioni dove serve precisione, idee ma anche strumenti per portarle a compimento sembra un po’ latitare. Le associazioni ambientaliste con il loro “Diario elettorale” hanno fatto un po’ quello che fa il professore con l’alunno un po’ svogliato e poco preciso. Dante ha scritto la Divina Commedia ma perché ha messo papa Bonifacio VIII tra i dannati?
Le associazioni ambientaliste chiedono, e in certi casi, non per tutti i partiti, ottengono risposte. Sollecitano i gruppi politici a spiegare in modo chiaro cosa intendono con le loro proposte, come pensano di agire. A gran voce chiedono che le tematiche ambientali siano messe al centro dell’agenda politica e del lavoro del prossimo governo. Con domande che vanno a toccare la messa in pratica delle idee virtuose. Un po’ quello che vorrebbero chiedere i cittadini ai loro candidati: dove troviamo i soldi? Cosa cambierà nella mia vita? Perché è importante mettere in pratica quello che proponete?
Non tutti i partiti hanno risposto alle domande delle associazioni ma quelli che lo hanno fatto qualche cifra l’hanno fornita: 7,5 miliardi di euro per il social housing, edilizia scolastica e bonifiche, ripopolamento delle campagne e 500 mila posti di lavoro in più, per fare qualche esempio. Quello che manca ancora, a nostro parere, è la presa di coscienza della centralità che le tematiche legate a ambiente e territorio dovrebbero ricoprire nel dibattito elettorale e non solamente nel dibattito.
La nostra esperienza in materia ci dimostra che anche le piccole scelte possono migliorare radicalmente la qualità della vita del cittadino. Se queste sono fatte in un’ottica più ampia, in un momento delicato come quello attuale che deve fare i conti con le catastrofi ambientali e gli strascichi della crisi mondiale, allora acquistano un valore ancora maggiore. I nostri interlocutori sono gli attori mondiali. Con programmi così poveri in materia di ambiente, a stento riusciremo a dire la nostra. Serve fare di più e concretamente serve confrontarsi con chi la materia la mastica giornalmente.
In campagna elettorale le associazioni ambientaliste hanno toccato tasti scomodi. Ci aspettiamo che nei prossimi cinque anni alle parole si aggiungano i fatti. Noi lavoreremo per questo.

di Elena Roda

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