UN VERNICE MANGIA INQUINAMENTO

Combattere lo smog e l’inquinamento è una sfida, non un’utopia, anche in una città come Milano. Martedì 22 marzo 2016, presso il 31esimo piano del palazzo Pirelli si è svolta la presentazione del progetto che vuole tendere una mano a Milano nella lotta contro l’inquinamento per una migliore vivibilità e la qualità dell’aria. Si tratta di un problema serio e concreto: nella Pianura Padana si registrano i tassi di mortalità da inquinamento più alti d’Europa e Milano, secondo i dati OMS, attestando 5 mila morti all’anno per inquinamento atmosferico, è la città con più morti causate fattore.

Consapevoli di questo contesto, Retake Milano e l’Associazione Vivaio presentano e promuovono una nuova tecnologia rivoluzionaria chiamata Airlite sviluppata dai due italiani Massimo Bernardoni e Antonio Cianci. Airlite non è altro che una pittura che agisce in modo simile alla fotosintesi clorofilliana delle piante: usa la luce, sia artificaile, sia solare per attivare un meccanismo che permette di ridurre la concentrazione di inquinanti nell’aria. Gli sviluppatori sostengono che un metro quadrato dipinto con Airlite ha lo stesso effetto di un bosco di un metro quadrato. Un metro quadro dipinto è in grado di neutralizzare in 12 ore 0,069 grammi di ossidi di azoto. Dunque, basandosi sulla percorrenza media in un ambiente urbano, 1000 metri quadrati di Airlite eliminano in 12 ore l’inquinamento prodotto da circa 96 autovetture a benzina.
Airlite si può applicare normalmente, con pennelli o rulli e così le pareti di scuole, ospedali o gli ambienti pubblici potrebbero diventare dei depuratori d’aria naturali usando l’energia della luce. Sono già stati fatti dei testi, ad esempio nel tunnel Umberto I di Roma, e sono risultati positivi.

Andrea Zoppolato, socio fondatore di Vivaio, conclude così il suo intervento: “La più grande forza dell’Italia è saper fare critica: siamo i numeri uno a capire le cose che non vanno, ad evidenziare ciò che non funziona. Dobbiamo però partire da qui per migliorare le cose. Ci sono organizzazioni attive che non si pongono limiti e credono nel faticoso sogni di migliorare concretamente l’ambiente urbano”.

Di seguito una raccolta dei tweet della giornata.

di Giulia Cattoni

In copertina: Exchange Square © Agelshaxe

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