Scuola Garibaldi a Soliera. Realizzazione Rubner

SOCIAL HOUSING E AMBIENTE. IL FUTURO E’ QUI

“Soluzioni abitative per quei nuclei familiari i cui bisogni non possono essere soddisfatti alle condizioni di mercato e per le quali esistono regole di assegnazione”. Così il Cecodhas, Comitato europeo per la promozione del diritto alla casa, ha definito nel 2006 il social housing. Un concetto portato avanti in primis dall’azienda altoatesina Rubner che dal 1926, anno della sua fondazione, si occupa di progettare e costruire edifici in legno, ponendo l’accento sull’importanza del materiale, la protezione dell’ambiente e il comfort di chi vive la casa.
Il Gruppo Rubner ha presentato ieri i suoi nuovi progetti al MADEexpo in Fiera Milano, dove è stata sottolineata l’importanza assegnata dal gruppo alle attività in materia di social housing e di ricostruzione. “Rubner ha dato avvio a progetti di social housing già qualche anno fa in Germania”, ha dichiarato Alessandro Lacedelli, amministratore delegato di Rubner Objektbau, branca del gruppo che si occupa di edifici pubblici, industriali, commerciali e di grandi opere. “L’importanza del social housing per Rubner è molto alta da una parte perché si parla di progetti di un certo rilievo, dall’altra per le caratteristiche proprie del legno che lo fanno un elemento adatto per la sua leggerezza e il benessere ambientale”, continua Lacedelli.
Sul tavolo ci sono due realizzazioni nuove e di ampia portata. La prima è l’edificazione di 72 alloggi a Brescia, grazie all’assegnazione del bando indetto dall’A.L.E.R (Azienda Lombarda per l’Edilizia Residenziale) bresciana, con termine lavori prevista per fine ottobre. La seconda novità importante, in materia di ricostruzione, è la prima settimana di vita della scuola elementare Garibaldi a Soliera, in provincia di Modena, edificata nell’ambito della gara per la riedificazione post-terremoto indetta dalla Regione Emilia-Romagna.
Alloggi a BresciaNel caso di Brescia il gruppo Rubner ha puntato su una realizzazione tutta in legno, in totale armonia con il paesaggio, attraverso l’uso di colori che richiamano il territorio circostante. Gli alloggi sono in classe A, sono stati progettati per ridurre il fabbisogno energetico e permettere l’utilizzo di fonti rinnovabili attraverso l’implementazione di un impianto fotovoltaico e di ventilazione meccanica controllata. Gli alloggi sono destinati al social housing, con alcune unità a canone moderato e altre a canone sociale. In questo caso il social housing, inteso come edilizia destinata a quelle fasce della popolazione che, come definito da Cecodhas, non possono accedere a soluzioni abitative alle condizioni imposte dal mercato odierno, diventa anche una tipologia di edilizia legata a una visione più ampia che mette in evidenza l’importanza del rispetto dell’ambiente e della sostenibilità ambientale delle nuove edificazioni. “Il progetto di Brescia è per noi importante perché è forse il primo progetto in Italia di quattro edifici, con un totale di 72 unità abitative, che viene concluso in 150 giorni. La buona riuscita del progetto dipende dalla stretta collaborazione che fin da subito abbiamo stretto con i progettisti. In un progetto come questo tutto si gioca nel primo 10% di lavoro che poi condiziona il restante 90%”, precisa l’amministratore delegato di Rubner Objektbau. Nel progetto bresciano è stata coinvolta tutta la filiera Rubner “con un grande sforzo finalizzato al raggiungimento di questo importante obiettivo”.
Il discorso di preservazione e di rispetto dell’ambiente entra in gioco in misura importante anche in riferimento all’edificio di nuova fabbricazione della scuola elementare di Soliera. In questo caso il gruppo Rubner si è impegnato in un progetto di ricostruzione a seguito di un evento distruttivo, come il terremoto dell’Emilia, costruendo in 43 giorni un edificio scolastico di classe energetica A, con pannelli fotovoltaici che permettono un risparmio del 30-40%, con l’utilizzo di strutture prefabbricate in legno, elemento resistente e particolarmente adatto all’utilizzo in zone ad alto rischio sismico. “La sfida era quella di organizzare tutto nel periodo di agosto, coinvolgere fin da subito progettisti e aziende in un periodo dell’anno nel quale le aziende di solito non lavorano. Noi siamo riusciti a concludere il progetto esecutivo in undici giorni e a ultimare la fase esecutiva nei tempi giusti. Questa è una conferma importante di quanto la fase di progettazione, il famoso 10%, sia fondamentale per la buona riuscita dei progetti”, conclude Alessandro Lacedelli.
Il discorso social housing è portato avanti anche da altre realtà italiane come ad esempio Ars Aedificandi, impegnata in un progetto di palazzine social housing a Bergamo, e CO.GE.IN. che punta sull’edificazione di abitazioni di qualità, a prezzi di realizzazione contenuti e con una certificata garanzia ambientale e di efficienza energetica.

di Elena Roda

 

 

 

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