ARTE E ARCHITETTURA: È S.M. ART

Creare edifici con un estetica molto particolare, ispirata in modo esplicito alle opere d’arte, con un cuore green e un approccio progettuale all’avanguardia: questo, in sintesi, è l’obiettivo di un gruppo di architetti e ingegneri (AI Architettura e Ingegneria) che ha dato vita al progetto ARTITETTURE S.M.ART Sustainability Meets Art“. Si parte da un tema artistico, centro della proposta architettonica che, successivamente, viene reso compatibile con una progettazione eco-sostenibile, completata con uno studio di dettaglio fino alla sismica, all’impiantistica termotecnica ed elettrica, e all’analisi degli scenari economici in gioco.
Portiamo il tema artistico fuori dalle tele e traduciamo quel pensiero in un linguaggio architettonico” spiega Lorenzo De Carli, ingegnere, architetto e capofila del gruppo, al quale abbiamo rivolto qualche domanda per capire meglio l’anima del progetto.

Chi siete e cosa fate?
AI Architettura e Ingegneria è un gruppo di architetti e ingegneri, del quale faccio parte, provenienti da esperienze professionali diversificate. Abbiamo sommato le nostre competenze offrendo un servizio integrato che copre l’intero iter di progettazione e direzione lavori. Mattia Riceputi, è stato il primo collaboratore del progetto ma il raggruppamento sta crescendo, si sta evolvendo e si sta impegnando anche nella combinazione di soluzioni divergenti ed emozionali (proprie dell’arte) con scelte oculate, precise e ponderate (proprie della scienza). Sull’onda di questa mission aziendale abbiamo tradotto i nostri sforzi in un’idea imprenditoriale ARTITETTURE S.M.ART Sustainability Meets Art, con la quale stiamo partecipando ad un concorso “Nuove idee nuove imprese” della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.

/Users/lorenzo/Desktop/CONCORSO ARCHITETTURA LEGNO CASE/20151001Come è nata l’idea di esprimere l’arte figurativa attraverso l’architettura?
Amiamo l’arte e la bellezza e siamo convinti che questi siano temi su cui fondare la vera rigenerazione urbana di cui oggi tanto si discute. Il comparto delle costruzioni verte in una situazione complicata e l’unica nicchia di mercato che offre concrete possibilità lavorative è quella delle ristrutturazioni e degli interventi di riqualifica energetica degli immobili. Abbiamo pensato di differenziarci e distinguerci da una progettazione votata alla esclusiva ricerca della prestazione.

Che particolarità hanno i vostri edifici in termini di sostenibilità ambientale?
Si cerca già in fase di elaborazione dell’architettura di considerare volumi compatti, di avere un approccio progettuale che si basi sui principi della bioclimatica e si compie uno studio appropriato delle aperture e degli irraggiamenti. Ovviamente, laddove è possibile, una delle nostre priorità è l’uso dei materiali eco-sostenibili, così come tutto il sistema di impianti ad alta efficienza energetica. Tuttavia, dire a priori come queste caratteristiche saranno studiate nel dettaglio è difficile: noi presentiamo quella che è ancora un’idea ancora primordiale, non di dettaglio. La tematica della sostenibilità ambientale si affronta nel momento in cui entriamo nello specifico del progetto, caso per caso.

Che valore aggiunto può dare l’architettura all’arte? E viceversa come un edificio cambia con l’apporto dell’arte?
Sono due discipline unite, visceralmente. Spesso si mescolano, quasi si confondono. Mentre ti rispondo sto pensando a Gaudì: dove finisce l’architettura e dove inizia l’arte? E’ tutto molto relativo e discutibile. Adesso invece sto pensando a Yona Friedman: alcuni dei suoi progetti irrealizzabili sono assimilabili più ad opere pittoriche che non a veri progetti architettonici.
L’architettura ispira l’arte e viceversa, si pensi al mondo del design: l’architettura può dare all’arte il senso del vero e può innescare quell’agitazione creativa nella stessa misura in cui l’arte può farlo nei confronti dell’architettura. Viceversa, l’arte è per l’architettura un’ inesauribile fonte creativa, portatrice di un messaggio sociale, di un pensiero e/o di un emozione interiore. In questo modo, con l’apporto dell’arte, un edificio cambia perché accresce il suo livello di dialogo con l’esterno e diventa veicolo fisico di riflessioni, oltre a luogo per l’abitare.
Ritengo che una soluzione per la riqualifica di edifici, città e periferie, risieda nell’uso dell’arte quale principio ispiratore portatore di bellezza, naturalmente nell’ambito della compatibilità ambientale, territoriale, storica e culturale in cui si opera.

Per chi sono pensati gli edifici?
Per tutti e per nessuno. I nostri lavori sono da intendersi come dei “concepts” e in quanto tali hanno un elevato grado di adattabilità e flessibilità. Le progettazioni esecutive vengono poi concordate con ciascun cliente.

Che artisti avete studiato?
Abbiamo sviluppato un progetto completo ispirandoci al neoplasticismo di Mondrian. L’ortogonalità delle linee, i colori impattanti e la popolarità delle sue opere ci hanno portato a sceglierlo come primo movimento artistico da trattare. E’ diventato infatti il “progetto manifesto” del nostro lavoro e non a caso ha riscosso un incoraggiante indice di gradimento nel giro di pochi giorni dalla pubblicazione su blog e social network.
Sempre su Mondrian abbiamo sviluppato anche una variante di uno dei suoi famosi alberi come argomento da proporre per un concorso di case in legno. Il tema “nascosto” di questo nostro progetto è proprio il tentativo di ricondurre l’oggetto artistico (l’albero) all’origine del materiale da costruzione in questione (il legno).
Recentemente abbiamo creato anche un concept partendo dal cubismo. In particolare ci siamo ispirati a “I Paesaggi dell’ Estaque” di Braque e abbiamo cercato delle forme, colori ed una integrazione vegetale che riporta al dipinto, emblema del cubismo. Oggi stiamo lavorando in equipe con alcune importanti aziende italiane per lo studio di facciate efficienti, partendo dallo sviluppo dell’astrattismo di Paul Klee.

braque ibrida ok

Quali sono le caratteristiche dell’architettura moderna?
In un mondo sempre più urbanizzato ed energivoro dove l’ambiente costruito determina la qualità della vita dell’uomo, l’architettura non può più prescindere dalla sostenibilità ambientale.
Un altro aspetto che mi sta molto a cuore è la potenza sensoriale ed epidermica dell’architettura che, a dispetto delle stupefacenti contemporanee digitalizzazioni di progetto, rimane ancora oggi l’argomento più emozionante e significativo di tutta la disciplina. Lo studio e l’applicazione concreta della materia sopravvive come una gemma preziosa nell’epoca dell’effimero, dell’immagine, del digitale e dell’immateriale ma purtroppo non sempre questo è un bene.

Qual è la cosa che ti piace di più del tuo lavoro?
Veramente ci sono molti “mi piace” che contraddistinguono questa professione, su tutti il fatto di avere giornate sempre differenti l’una dall’altra e raramente monotone. Non ci sono limiti territoriali e di pensiero, è possibile liberare la propria fantasia dando una forma concreta a studi, riflessioni e idee, un po’ come stiamo facendo con ARTITETTURE S.M.ART o come accade, con più vincoli, quando dobbiamo ristrutturare un edificio esistente. Questo mestiere ti porta al continuo confronto con un’ enorme diversità di interlocutori e questo rappresenta a mio avviso una ricchezza inestimabile per la crescita umana e professionale di un architetto o di un ingegnere.

Per seguire il progetto visitate la pagina facebook o il sito web.

di Giulia Cattoni

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