MILANO, LABORATORIO DI SMART CITY

Come si costruisce una Smart City? Quali sono i temi strategici su cui puntare?

Milano ci prova con le Linee Guida, risultato di un percorso di partecipazione organizzato tra aprile 2013 e febbraio 2014. Un processo di sintesi, frutto della collaborazione e dello scambio tra i vari stakeholders, dalle Istituzioni ai cittadini, al mondo dell’impresa, al terso settore, che  ha portato all’elaborazione di un modello d’azione per la città di Milano.
Le Linee Guida sono state elaborate pensando a Milano come un vero e proprio laboratorio d’azione e di sperimentazione su temi strategici per la città smart: dall’inclusione sociale, alla mobilità, e ancora alla gestione dei rifiuti e all’utilizzo degli open data.

Il percorso per arrivare ad avere una città più amichevole, inclusiva e sostenibile, cioè una Smart City, è lungo e non sempre agevole – spiega Renato Galliano, direttore del settore Innovazione Economica e responsabile del progetto per il comune di Milano – Nel processo occorre distinguere almeno due aspetti: quello relativo alla governance e quello relativo ai progetti. Milano cerca di tenere insieme questi due aspetti e, in tema di governance, i risultati sono stati: la condivisione e l’approvazione  delle Linee Guida Milano Smart City e la costituzione della Associazione Milano Smart City che sta terminando il proprio iter procedurale interno proprio in queste settimane. Vorrei dire che entrambi i risultati sono frutto di una coprogettazione partecipata che ha coinvolto i principali stakholders (Università, imprese, associazioni di cittadini, vari livelli della pubblica amministrazione). Per quanto riguarda i progetti , e quindi i finanziamenti, ben sapendo che i Comuni non hanno risorse da investire le uniche fonti, allo stato attuale, derivano dal cofinanziamento di progetti attraverso bandi europei, nazionali o regionali”.

Nelle Linee Guida si dichiara esplicitamente come la sfida per Milano sia trasferire ma anche acquisire pratiche e competenze per diventare città faro delle politiche urbane intelligenti. E come acquisire competenze? I tavoli, ad esempio, hanno risposto con la proposta di realizzare progetti entro i confini territoriali ma incentivando anche  collaborazione con altre metropoli, imprese e università di tutta Europa, promuovendo un continuo confronto.

“E’ quindi necessario, ma anche opportuno, che si sviluppi un circuito, delle partnership, tra il  pubblico e il privato che permettano di raggiungere obiettivi pubblici attraverso prodotti e servizi innovativi realizzati dalle imprese.
E’ questo quello che sta facendo il Comune di Milano
 coordinando le azioni e i risultati previsti da 14 progetti, finanziati dal Miur o dal Por Regionale in tema di Smart City  a delle partnership industriali e accademiche. Gli obiettivi delle imprese di realizzare nuovi e innovativi  servizi e/o prodotti devono rispondere anche alle esigenze che il comune ha espresso nei diversi ambiti su cui i progetti intervengono (mobilità sostenibile, innovazione sociale, ambiente ed energia, semplificazione e sicurezza del territorio)”.

Ognuno di questi ambiti ha un preciso riferimento nelle Linee Guida. Per quanto riguarda la mobilità sostenibile si punta a gestire in maniera coordinata il traffico urbano, attraverso iniziative sul territorio e ponendosi come guida nella gestione di sperimentazioni della sharing e della peertopeer mobility; dall’altra riorganizzando la gestione della mobilità in maniera efficace ed efficiente incentivando un approccio intermodale, migliorando l’utilizzo dei servizi di trasporto pubblico e dei sistemi di sosta e parcheggio.
Per ridurre l’inquinamento gli obiettivi sono: efficientamento energetico degli edifici, illuminazione pubblica innovativa, miglioramenti nella gestione del ciclo dei rifiuti, rete intelligente per la gestione di acqua ed energia. A queste proposte più tecniche si deve associare l’attenzione a colui che abita la Smart City ad esempio promuovendo nuove forme di welfare comunitario, o anche grazie al ricorso a strumenti innovativi e tecnologici di sostegno  e supporto a tutte le fasce sociali nelle loro diverse esigenze.

“L’ammontare del finanziamento pubblico a questi progetti è rilevante
– continua Galliano –  e, oltre a rappresentare un volano economico per le imprese e i centri di ricerca coinvolti, deve produrre risultati concreti e tangibili per i Comuni per realizzare alcuni dei tasselli che, nel loro insieme, costituiscono una Smart City. 
Questo incrocio tra progetti rappresenta inoltre un buon sistema per raggiungere più obiettivi contemporaneamente e per valorizzare le sinergie sia tra i vari ambiti tematici sia tra il pubblico e il privato.

Non dimentichiamo, infine, il valore della gestione dei dati per la velocizzazione delle pratiche urbane: semplificare tempi e modi della PA è un’azione fondamentale per facilitare i rapporti e accorciare le distanze. La strada da seguire è snellire  i processi burocratici e allo stesso tempo fornire ai cittadini le informazioni nella maniera più chiara e snella possibile.  L’alleato perfetto per farlo è rappresentato dalla tecnologia: open data e open services saranno indispensabili per conoscere operato e processi delle PA e usufruire dei servizi con facilità. Milano ci ha già pensato aprendo le sue banche dati secondo il principio per cui i dati  possano essere utilizzati  secondo il  sistema di licenze  “Creative Commons”. Questo significa consentire a qualsiasi utente  la possibilità di  riprodurre, distribuire,  trasmettere ed adottare liberamente e  gratuitamente i dati,  anche a scopi commerciali, a condizione che venga citata la fonte laddove necessario.

La pratica partecipativa ha soddisfatto non solo gli uffici comunali ma anche la cittadinanza stessa che ha partecipato ai lavori di stesura delle Linee Guida. Tanto che viene suggerita come metodo di riferimento: “coinvolgere i cittadini fornendo loro gli strumenti per vivere bene e partecipare attivamente alla vita della propria città – si legge nelle Linee Guida, infatti –  è il primo passo per costruire una cultura e una metropoli del benessere che sia multifunzionale per le esigenze di residenti, turisti e city users e attiva sul fronte della riprogettazione di spazi e luoghi pubblici”.

Saprà Milano trasformare le  Linee Guida in progettualità concrete e con una ricaduta visibile sul territorio? Il viaggio verso la Smart City è molto stimolante e solo all’inizio. Ora non resta che tirarsi su le maniche.

I giochi sono ancora tutti aperti, come conferma Galliano: “chi desideri informazioni, chi volesse partecipare ai prossimi appuntamenti, o semplicemente suggerire delle buone idee o pratiche può consultare il sito www.milanosmartcity.org.

di Stefania Mancuso e Giulia Cattoni

In copertina: Grattacieli a Milano © Paolo Serena

 

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