METTI UNA SMART CITY. A GENOVA

I progetti per rendere le città più virtuose e sostenibili ci sono e crescono anche nel nostro Paese. Ne è un esempio Genova che ha avviato un progetto a lungo termine, con molte risorse e attori coinvolti e con uno sguardo attento all’ambiente e al benessere dei cittadini. Gloria Piaggio, dirigente dei progetti europei di Genova Smart City, ci racconta la trasformazione della città.

Come è nata l’idea di Genova Smart City?
“Dal ragionamento che al fine di diffondere l’uso di energie rinnovabili è necessario che siano le città stesse ad essere impegnate e coinvolte in prima linea. Da questo abbiamo esteso il concetto della città intelligente anche a campi diversi da quello energetico. Intendiamo la città come un organismo vivente che necessita di un cervello per guidare una crescita sana”.

Quali sono i problemi  più immediati che si possono risolvere con una gestione intelligente della città?
“Ogni città è unica e la Smart City accoglie ogni differenza consentendo di individuare le priorità legate alle specificità. I problemi sono analoghi ovunque: mobilità, energia, informazioni, lavoro, qualità della vita ma è evidente che vi sono priorità diverse. Il processo Smart giustappone le griglie di bisogni, strategie, tecnologie, finanziamenti, norme per poter realizzare i progetti, azioni e iniziative considerate importanti”.

Allo Smart Village del MADE expo 2012 a Milano ha parlato della città smart come città multitasking, una città “donna”. Quali sono le sue caratteristiche? Cosa la rende “multitasking”?
“Per rimanere alla metafora, pensiamo alla mamma lavoratrice che organizza la complessa giornata sua e della famiglia: prepara la merenda, il pranzo, risponde all’invito per il convegno, ricorda di fare la spesa, chiama un collega, compra il regalo per la festa…
La città è questo. Una serie infinita di fattori che si influenzano ed interagiscono tra loro, obiettivi e interessi diversi, simili, contrapposti, attori molteplici, infrastrutture, finanze in crisi, anziani che aumentano e giovani che se ne vanno, merci che si spostano.
La città intelligente deve far lavorare e guadagnare le imprese che potranno assumere giovani e pagare tasse, deve risvegliare la burocrazia dormiente, deve sensibilizzare le banche e studiare i modi per finanziare la trasformazione pubblica e privata e deve infine ascoltare i cittadini e tenere conto delle loro esigenze, ambizioni e bisogni”.

Quanto è importante il ruolo della città nella lotta ai cambiamenti climatici?
“Lo dicono i numeri: il settanta per cento degli europei vive in città, trecentomila persone vi si trasferiscono ogni giorno. Gli edifici usano i due terzi dell’energia in Europa. Il Patto dei Sindaci, da noi promosso a Genova, è un’iniziativa importantissima che responsabilizza i primi cittadini, sebbene le adesioni pongano qualche interrogativo. In Italia hanno infatti aderito quasi duemila comuni mentre in Gran Bretagna solo quaranta. Le città poi sono molto diverse e diverso è lo stato dell’arte del loro consumo energetico e quindi dei possibili miglioramenti”.

Quali sono i progetti più importanti che Genova Smart City sta portando avanti?
“Cito alcuni progetti europei: “Transform” che prevede un’analisi della pianificazione integrata di una Smart City, insieme con Amsterdam, Copenhagen, Amburgo, Lione e Vienna, “Celsius”, per una micro rete di teleriscaldamento, “VerySchool”, una gestione intelligente dell’energia in una scuola con il coinvolgimento degli insegnanti e “Icity”, con la creazione di piattaforme di dati per la creazione di apps”.

Com’è la risposta dei cittadini?
“Occorre un maggiore sforzo di comunicazione. I cittadini, che sono i protagonisti della città intelligente, vanno maggiormente coinvolti, prestando loro maggiore attenzione. Quando però il messaggio arriva, il cittadino non può che accettarlo e sposarlo perché offre finalmente la visione di un futuro vivibile e di qualità”.

Quali sono i vostri obiettivi a più lungo termine?
“Proseguire nel processo di trasformazione di Genova verso la Smart City, coinvolgendo sempre più attori e sempre più categorie. Nel contempo vogliamo continuare a promuovere SmartItaly, la rete nazionale per il sostegno al processo di trasformazione”.

di Elena Roda

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