MEDIA E CROWDSOURCING: CITTADINI AL CENTRO

A differenza del vecchio “World Wide Web”, il Web 2.0 si caratterizza per l’alto livello di interazione tra sito e utente gestito attraverso l’insieme di tutte le applicazioni on-line come blog, forum, chat o social network. Le potenzialità delle nuove tecnologie e unite al Web 2.0 sono ampiamente sfruttate da settori come quello del design, la riqualificazione urbanistica, lo sviluppo di programmi open source, raccolta di informazioni, la condivisione di file multimediale e la raccolta di fondi. Infatti, la rete permette sia di fornire nelle mani delle istituzioni e delle associazioni politiche un formidabile mezzo per veicolare informazioni verso i cittadini, sia la partecipazione dei cittadini al dibattito politico ed alla formazione degli indirizzi e degli orientamenti. È con queste premesse che Alessio Barollo propone nella sua tesi un metodo di progettazione sostenibile basato sull’idea del “crowdsourcing” e una sua possibile applicazione nel campo dell’architettura, specialmente quello della rigenerazione urbana. Con questo termine si intende un sistema che consente di guidare i processi orizzontali (ovvero gestiti in modo non gerarchico) alla base della progettazione partecipata, il cui punto di forza è la possibilità di utilizzare una quantità non determinata di idee provenienti da qualunque persona per risolvere problematiche di vario genere. Il principio chiave su cui si basa ènessuno sa tutto, ma tutti sanno qualcosa”.

Usufruire della pianificazione partecipata significa riuscire a catalizzare e canalizzare la spontaneità di espressione e le istintive rivelazioni di necessità dei cittadini, i quali sono persone competenti e attive, produttori di territorio e ambiente. Questo metodo favorisce l’analisi territoriale, che è possibile, infatti, grazie alla conoscenza locale nei sui svariati aspetti culturali e economici e alimenta un continuo scambio tra i diversi soggetti del processo progettuale alimentando l’ascolto critico.
La necessità di un mezzo come il crowdsourcing per gestire i processi degli spazi urbani moderni viene chiaramente spiegata così da Alessio: “La città moderna si presenta come un insieme di elementi in relazione fra loro, come un città cognitiva, cioè che mette a disposizione tutta una serie di dati necessari alla formazione di qualsiasi contenuto di conoscenza. In questo tipo di città le piattaforme urbane ad alta interattività, favorita da collegamenti internet sempre più veloci e diffusi nel territorio, sono destinate ad accelerare i processi di riconversione urbana e ad introdurre fattori innovativi nella direzione di favorire processi orizzontali”.

Il “crowdsourcing” si presenta come il mezzo per gestire questo tipo di processo e ha come interfaccia operativa il “Crowd Village”. Questo si basa sui “cloud computing” e su una piattaforma tecnologica che faccia da punto d’incontro tra tutti i portatori d’interesse, all’interno della quale “potremo trovare dati in tempo reale su qualsiasi attività o servizio, informazioni su governance locale, lasciare idee e suggerimenti, ricevere consulenza, partecipare alla progettazione della città”.
La codifica di un modello basato su un approccio intersettoriale e multiculturale pone la volontà di dimostrare quando la democratizzazione del processo di progettazione possa dare vantaggi significativi, sia responsabilizzando i cittadini, sia migliorando i rapporti con l’amministrazione.
“Nel Crowd Village il cittadino assume un ruolo da protagonista. Viene utilizzata la sua conoscenza locale del territorio, può proporre idee, attraverso la digitalizzazione e la rete internet può intraprendere nuove attività attraverso start-up e connessioni globali, partecipare attivamente allo sviluppo e alla crescita della città valutando e commentando progetti pubblici e infine ricevere servizi on-line per il miglioramento degli stili di vita”.

Tratto dalla Tesi di Laurea Magistrale “Crowd Village, Crowdsourcing as a Method for Sustainable Design”  di Alessio Barollo (Corso di Laurea in Architettura per la Sostenibilità, Facoltà di Architettura – IUAV di Venezia)

Foto in copertina: networking ©jairoagua

 

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