L’IT PER I TRASPORTI. QUALE FUTURO?

Futuro. E’ questa la parola più usata (e abusata) durante questa edizione di IT-TRANS.
La Fiera dedicata alle soluzioni tecnologiche per il settore del trasporto pubblico, ospitata a Karlsrhue (Germania) dal 18 al 20 febbraio, si è aperta con le parole di Vernon Everitt (Transport for London), che ha parlato del tema centrale dell’evento: l’uso degli smartphone e dei tablet per ricevere informazioni in maniera veloce e in tempo reale, ha fatto crescere la domanda di servizi per il trasporto pubblico. E le compagnie ora si trovano a dover affrontare sfide sempre più importanti nei campi della infomobilità, dell’intermodalità e della bigliettazione.
Stefan Lauder di GLUE ha voluto iniziare il suo intervento sulle soluzioni IT “out-of-the-box” con un video. Tanto semplice quanto esplicativo della “digital revolution” di cui devono tenere conto oggi gli operatori del settore.

Sfida non semplice, sempre secondo Lauder, visto che la competizione si fa sempre più agguerrita (basta vedere il numero di operatori presenti in fiera, e le innumerevoli soluzioni proposte), che nuovi player si stanno affacciando sul mercato e che i clienti (principalmente municipalità e società di TPL) hanno un primo, chiaro obiettivo da raggiungere: la riduzione dei costi. D’altro canto i numeri parlano di un mercato in crescita, sempre più “affamato” di nuove tecnologie che rendano l’esperienza del trasporto pubblico più semplice e più veloce. Ecco come si presenta il futuro delineato dagli operatori presenti a IT-TRANS: prendere un mezzo pubblico sarà sempre più comodo e semplice; non sarà necessario comprare il biglietto se non fino all’ultimo, e in alcuni casi sarà l’utente a decidere quando e come comprarlo – una volta salito sul bus, quando il viaggio è terminato, o addirittura a fine mese. Il principio Be-in/Be-out permette infatti ai viaggiatori di salire e scendere dai mezzi di trasporto senza dover mostrare il proprio biglietto o smartcard per la validazione. Basta averlo in tasca o nel portafoglio perché venga “catturato” dai sensori presenti all’entrata e all’uscita del mezzo, o anche durante il viaggio. Questo tipo di sistema registra il percorso effettuato dall’utente, compresi eventuali cambi di classe, e addebita il costo del viaggio applicando la tariffa migliore. I nostalgici potranno continuare a comprare i classici biglietti cartacei, che qui non vengono trattati come reperti archeologici, ma che diventano uno solo dei tanti mezzi a disposizione dei viaggiatori. Quindi via libera a tutte le modalità possibili di validazione: visuale, elettronica, in 2D, su smartphone ecc… Forse questa rimane l’unica nota stonata all’interno di una fiera ben organizzata. Ci si aspettava probabilmente più tecnologia “immateriale”, ma sembra che il settore sia ben lontano dalla completa dematerializzazione, visto che in esposizione sono stati presentati ancora distributori di biglietti cartacei e validatori a contatto. Che anche se sono stati costruiti su design di Giugiaro, per molti suonano ancora troppo “vecchia scuola”.

Il viaggio non è solo pianificazione e acquisto del biglietto però… Cosa succede quindi una volta saliti a bordo? Non mancano soluzioni di infotainment, per viaggiatori sempre connessi, in cerca di novità ma che durante i loro spostamenti vogliono anche divertirsi. Ad esempio con le funzioni self-service, che permettono di customizzare al massimo l’esperienza di viaggio, decidere con quali social network condividerla, e di guadagnare ricompense e punti premio.

Infine integrazione. Un’altra parola chiave della mobilità del futuro. Se è vero che oggi le persone preferiscono essere sedute in auto in coda piuttosto che prendere la metro, l’intermodalità sembra la via da seguire per invertire questo trend. Il pubblico trasporto mira a diventare più conveniente e meno complicato agli occhi degli utenti, che per la maggior parte dei loro spostamenti continuano a utilizzare la propria auto. La sfida per gli operatori è quindi integrare diversi sistemi e servizi di mobilità e di iniziare a pensare all’importanza di creare un network tra operatori differenti. Per offrire un servizio migliore  che sia anche più semplice da utilizzare. Una cosa non così immediata come si potrebbe pensare, che richiede di passare a un modello accessibile di servizi, senza dare preferenza a un operatore piuttosto che a un altro. Secondo Nils Schmidt di Siemens, un passaggio che però è ormai obbligato. “Oltre a ottimizzare e modernizzare le infrastrutture esistenti, oggi è necessario creare un network dei servizi, se si vuole arrivare a una significativa crescita del settore del trasporto pubblico. Dare l’opportunità alle persone di passare in maniera facile e veloce dall’auto al bus, dal treno al bike sharing significa facilitare l’intermodalità, con conseguenti benefici sia per il trasporto privato che per quello pubblico”. La tecnologia dal canto suo può sicuramente facilitare questo processo. Ma tocca agli operatori avere la volontà di percorrere questa strada e di uscire da un modello chiuso per aprirsi alla condivisione.

Il prossimo appuntamento con IT-TRANS sarà nel 2016. Nella speranza che questo “passaggio epocale” sia stato finalmente fatto.

di Micaela Terzi 

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