L’ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI OVVERO UNA PANCIA IN METROPOLITANA

Compito a casa: descrivere una fotografia.

La fotografia immortala una scena metropolitana, una scena in metropolitana. Si vedono infatti quattro persone, a partire da sinistra, sedute. Alle loro spalle si intravede la banchina del metrò, mentre sullo sfondo appare il sostegno di metallo a cui appigliarsi durante le corse lungo i cunicoli sotterranei. Si tratta di quattro esemplari di genere maschile della specie homo sapiens sapiens: sebbene le figure non siano interamente visibili, lo si può intuire dall’anatomia del busto, dalla superficie pelosa e anche dall’abbigliamento. L’ultimo dal fondo sta usando un cellulare, su cui è presumibilmente concentrato, almeno nell’istante immortalato dalla foto. Dopo di lui, il secondo esemplare dal fondo ha le braccia rilassate, forse esauste, mentre con le mani regge un cellulare che però non ha la forza di guardare: il suo mento è rivolto verso l’alto, e sta presumibilmente guardando un punto nel vuoto. Ed ecco l’esemplare dotato di occhiali per vedere meglio e più lontano: guarda di fronte a sé, chissà chi, chissà che cosa. Ed infine, si intravede solo un braccio e parte del busto della prima figura.

Passando invece al lato destro della foto, si vede in primo piano una maglietta da ragazza che racchiude una forma tondeggiante, e da questa viene lievemente deformata. Si tratta di una forma tipica di esemplare di genere femminile della specie homo sapiens sapiens: la sua svettante prominenza non lascia dubbi circa il contenuto, che sarebbe Francesco, anche se è invisibile agli occhi.

Ora, è risaputo che “l’essenziale è invisibile agli occhi, non si vede che col cuore”, ma i quattro esemplari di genere maschile della specie homo sapiens sapiens potrebbero usare il cervello se l’intuitività del cuore non li aiuta. Potrebbero collegare nervo ottico a cervello e cervello a fondoschiena e gambe, per eseguire un movimento di elevazione corporea che li porti ad assumere posizione eretta e liberare un posto a sedere da destinare ad una giovane donna in attesa.

di Anna Pisano 

In copertina: Scena metropolitana © Elisa Torretta

 

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