LE SAGRE DEI CROTTI

Tra frigoriferi, impianti di aria condizionata, stufe e caldaie, sappiamo quanto sia costoso e quanto nuoce all’ambiente il nostro bisogno di mantenere temperature ideali. E, come capita spesso, esistono dei meccanismi naturali molto più “smart” delle nostre tecnologie. Forse non tutti sanno che, ad esempio, nelle regioni montuose delle Alpi e, in particolare nelle zone del lago di Como e della Svizzera meridionale (Canton Ticino e Grigioni) esistono anfratti naturali, i crotti, all’interno dei quali spira una corrente d’aria costante che si mantiene alla temperatura di circa 8 gradi, sia in estate, sia in inverno. In Svizzera lo spiffero viene chiamato “fiadiré”, mentre in Italia “sorèl”. Data la peculiare caratteristica, le cavità sono spesso state usate per conservare alimenti, prodotti agricoli locali come vino e formaggio, e sono stati frequentemente legati a feste di tradizione popolare.
Con il passare del tempo e l’evolversi dei metodi di conservazione, molti crotti sono diventati meri magazzini. Tuttavia, in alcune località si è deciso esplicitamente di mantenere vivo il legame con le antiche tradizioni locali riproponendo i crotti sia come punto di aggregazione per la popolazione, sia come attrattiva turistica.
Come a Stazzona, piccolo paese dell’alto Lario famoso per la presenza di numerosi crotti che vengono aperti e messi in funzione per la tipica sagra durante tutto il mese di Agosto. A Chiavenna, invece, domenica 7  è stato il primo giorno della Sagra dei crotti, ma si replica tra venerdì 12 e domenica 14, per tre giorni di bresaola, formaggi e vini. Anche Albavilla si anima in autunno: durante i primi due weekend di ottobre (quest’anno il 4-5 e 11-12 ottobre). Tra lucine colorate e musica, è possibile visitare i crotti, anche privati, che saranno aperti per l’occasione, degustare e acquistare prodotti tipici.
Ci siamo fatti raccontare da Luca della Bitta, Sindaco di Chiavenna, l’evoluzione e il significato di questo appuntamento che riunisce tradizione, attenzione al territorio e cultura della buona tavola.

Quando è nata questa iniziativa e come si è evoluta nel tempo arrivando ad essere un evento di riferimento come lo è ora?
Siamo giunti alla 55esima edizione della sagra dei Crotti di Chiavenna. Una lunga tradizione dunque che va avanti da molti anni e che ha consolidato nel tempo la sua importanza. Una manifestazione che ha sempre saputo raccogliere l’interesse e la partecipazione di migliaia di visitatori e che ha visto un continuo lavoro di miglioramento della qualità delle proposte. Partiamo dal riconoscimento della nostra città come Bandiera Arancione del Touring Club Italiano ma soprattutto come Città Slow. Infatti, anche in questa edizione, vi sarà la possibilità di partecipare ai percorsi “Andem a Crot” che consentono di visitare la città, le frazioni ed i comuni limitrofi soffermandosi in diversi Crotti per le diverse proposte enogastronomiche. Insomma… Tradizione ma guardando al futuro.

Quanto e come questa manifestazione riesce a coinvolgere attivamente la cittadinanza e le diverse realtà del territorio?
La sagra dei Crotti é un momento di comunità. Il motto della sagra, iscritto su una botte di un Crotto privato, é il seguente: “Si vende vino Bono e tiene schola de umanità“. Il Crotto dunque come simbolo di unione, di ritrovo, di confronto, di collaborazione. La sagra dei Crotti é possibile grazie al lavoro di centinaia di volontari che attraverso le associazioni sportive, di volontariato, culturali aprono i Crotti ai visitatori ed offrono prelibatezze locali da gustare. I protagonisti sono loro, i volontari ai quali rivolgo un enorme e sentito ringraziamento. Sono loro la forza della sagra e della nostra città!

A che target di visitatori puntate per un evento di questo tipo?
La sagra dei Crotti  é un evento per tutti. Per i giovani che valorizzano soprattutto le serate del venerdì e del sabato. Per le famiglie che trovano una città accogliente nelle diverse giornate di apertura. Per coloro che amano la montagna, la cultura, le tradizioni.

Molti eventi e manifestazione legate alla tradizione e alla cultura dei luoghi sono diventati in Italia esempi riusciti di marketing territoriale portando spesso alla nascita di veri e propri marchi. Che senso ha  oggi il crotto per la vostra economia locale e che sviluppi intravede in questo in questa direzione per il futuro?
Il Crotto é simbolo di una comunità e delle sue ricchezze: culturali, ambientali, enogastronomiche, delle tradizioni… Sogniamo di candidare i Crotti a patrimonio dell umanità e stiamo lavorando in quel senso.

Come si è trasformato questo evento della tradizione locale con la tecnologia del web, e qual è, se c’è, il mezzo migliore a livello di divulgazione dell’evento?
Certamente stiamo cercando di valorizzare al meglio le nuove opportunità offerte dalle tecnologie moderna. I risultati stanno arrivando. La nostra migliore pubblicità resta ancora la soddisfazione piena di chi ci è già venuto a trovare nel corso delle precedenti edizioni.
Vi aspettiamo!

di Giulia Cattoni

In copertina: Chiavenna © Stephen

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