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LA RIVINCITA DI TWITTER

Oggi la comunicazione passa da Twitter. Il microblogging più famoso della rete è stato infatti incoronato da Zeta Interactive, l’agenzia di marketing che ogni anno stila la classifica delle reti sociali più di moda, il social network più amato al mondo del 2011. Motivo principale di questo successo è sicuramente la sua capacità di diffondere notizie e informazioni in tempo reale. In Italia Facebook, almeno per il momento, rimane ancora il social network più diffuso in rete, ma la “febbre” dei tweet sta crescendo anche nel nostro Paese. Non è un caso infatti che i “cinguettii” siano ormai utilizzati quotidianamente da giornali e telegiornali come fonte di informazioni e che gli stessi politici e figure pubbliche utilizzino questo strumento per le loro comunicazioni ufficiali.
Per capire meglio cosa sta succedendo al mondo dell’informazione in rete  ci siamo rivolti a Claudia Vago, meglio conosciuta come “tigella”, blogger e autrice di Year in Hashtag, un racconto-calendario del 2011 dal punto di vista della Rete e dei suoi utilizzatori.

Claudia come spiega questo “boom” improvviso di twitter?
“Twitter ha vissuto nel 2011 il suo anno di gloria. Le rivoluzioni nel mondo arabo e i movimenti di protesta che ne hanno fatto un uso intensivo per comunicare al mondo quanto accadeva momento per momento. In tutto il mondo, e con un po’ di ritardo in Italia, si è capito l’enorme potenziale di Twitter per rinnovare il mestiere del giornalista. La stampa ha iniziato a interessarsi a Twitter e, di conseguenza, il pubblico. Poi, e penso in particolare all’Italia, c’è anche da considerare l’arrivo di “vip” di ogni tipo e, conseguentemente, all’apparizione di account per ogni programma radio e tv, che non fanno altro che aumentare la curiosità intorno a Twitter”. 

Pensa che il 2012 sarà l’anno di twitter?
“Il 2011 lo è stato senz’altro. Il 2012 non saprei. Non sono nemmeno particolarmente brava a fare previsioni, non essendo il mio mestiere quello di analizzare i social media, la loro diffusione, il loro utilizzo. Probabilmente il 2012 sarà l’anno di Twitter in Italia”.
 

I tweet sempre più spesso vengo utilizzati, da politici e comuni, come comunicazioni ufficiali. Cosa pensa riguardo a questa nuova forma di comunicazione e l’uso che ne fanno i politici?
“Quello che il 2011 ci ha insegnato, anche in Italia, è che c’è una crescente domanda di partecipazione da parte della gente che non vuole più essere spettatrice, un numero nelle percentuali di voto alle elezioni. Le persone vogliono partecipare, dire la propria, essere ascoltate. Twitter è un ottimo strumento per accorciare le distanze tra politica e istituzioni da un lato e cittadini dall’altro. Io sono molto favorevole all’uso di Twitter (ma della Rete in generale, anche Facebook) come canale di comunicazione politico e istituzionale, ma a un patto: che sia usato per il suo potenziale, che è anche, e soprattutto, quello di permettere di ascoltare suggerimenti, critiche, osservazioni. Non solo come una tv con altri mezzi”. 

Bisogna però saper “twittare” nel modo giusto. Ci può indicare cosa e come le istituzioni dovrebbero comunicare e cosa invece dovrebbero assolutamente evitare?
“Non credo esistano argomenti da evitare a priori. Di certo occorre fare attenzione al linguaggio usato, che deve essere chiaro, inequivocabile e, possibilmente, corretto: capita di leggere certi errori grammaticali e sintattici, a volte!”

di Matteo Arnaboldi

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