LA CITTÀ IMPOSSIBILE È REALTÀ A SEATTLE

Ecologiche, confortevoli e leggere da trasportare ovunque si voglia. Sono le micro case solari che architetti volontari e adolescenti hanno costruito e dotato alla comunità nomade di Seattle di Necksville.

L’idea è stata portata avanti dai ragazzi della Seattle Youth Violence Prevention Initiative, un gruppo di teenagers che ha deciso di combattere contro i pregiudizi dei cittadini. Hanno raccolto fondi di Indiegogo con il progetto “La Città Impossibile” e hanno attivato una collaborazione con l’organizzazione non-profit SawHorse Revolution e gli architetti volontari Olsen Kundig Architects. Il risultato è stato un lavoro interdisciplinare, educativo sia dal punto della sostenibilità che della tolleranza.

I ragazzi hanno effettuato sopralluoghi nell’accampamento, disegnato le micro case, scelto materiali e tecnologie per sostituire a baracche e rifugi isolati male, pesanti e privi di ogni comfort, abitazioni comode ed efficienti.
In specifico, hanno progettato micro case solari con sottotetto e spazio per riporre gli oggetti, finestre nella parte alta delle pareti per preservare la privacy, pavimento in gomma facile da pulire e prese alimentate dall’impianto fotovoltaico della copertura. Le idee non finiscono qui: la seconda fase del progetto si focalizza sulla progettazione di una cucina comunitaria, una stazione di ricarica solare ed un sistema di compostaggio dei rifiuti. Il rivestimento delle piccole case sostenibili è ottenuto con elementi riciclati e nella prima abitazione sono stati utilizzati vecchi cartelli stradali per isolare ed impermeabilizzare la struttura in legno.
Una bella lezione di architettura, di sostenibilità e di tolleranza per i ragazzi di Seattle, e una bella realtà da raccontare.

di Emanuela Donetti

In copertina: Kitchen Window © Rebecca Sims

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