INTELLIGENTE E SOSTENIBILE: LA CITTA’ VISTA DA CHI LA FA

La città smart e ecosostenibile. Come si stanno muovendo i progettisti per disegnare edifici e quartieri che siano green e intelligenti? Lo abbiamo chiesto al Prof. Alberto Clementi, Preside della Facoltà di Architettura di Pescara, che giovedì scorso allo Smart Village al MADEexpo ha presentato tre progetti per eco-quartieri in Abruzzo e ha insistito sull’importanza di progettare per la città sostenibile e di agire sulle aree dismesse per farle diventare generatori per la nuova città.

Cosa significa parlare di smart city nel 2012?
Parlare di smart city vuol dire riferirsi all’impiego di tecnologie intelligenti attraverso cui gestire al meglio le diverse funzioni della città, grazie a software sempre più potenti che consentono di controllare sistemi d’interdipendenza di grande complessità tra le molteplici variabili in gioco e che, al tempo stesso, possono indurre significative trasformazioni nei comportamenti degli abitanti e nei loro modi d’uso della città, stimolando anche processi di trasparenza e partecipazione sociale impensabili negli anni scorsi.

Quali sono gli spazi urbani sui quali si concentrano i progetti della smart city?
Le applicazioni più avanzate riguardano gli spazi delle infrastrutture, in particolare della mobilità, che si prestano molto bene alle innovazioni di processo con cui ridurre i livelli d’inquinamento ambientale e migliorare la fluidità del traffico urbano.
Esperimenti più limitati interessano singole parti della città che vengono predisposte per un funzionamento assistito da sistemi intelligenti, soprattutto al fine di migliorarne l’efficacia delle prestazioni, anche in ordine alla sostenibilità ambientale come la produzione di energie rinnovabili, la gestione efficiente dei cicli dell’acqua, la razionalizzazione del sistema di raccolta e il trattamento dei rifiuti urbani con un’elevata quota di riciclaggio dei residui.
Ma in prospettiva la partita più interessante si gioca sulla gestione efficiente dell’intera città, intrecciando i cicli di produzione e utilizzazione delle risorse come acqua, energia, suolo, mobilità, beni alimentari e rifiuti urbani.

Come si stanno muovendo i progettisti italiani? Quali sono le realtà alle quali guardare e da prendere a modello?
La progettazione in Italia è ancora concentrata soprattutto sui temi dell’edilizia residenziale. Scarse sono le applicazioni che investono contesti urbani di estensione significativa. Non conosco realtà da prendere a modello, c’è ancora da inventare e sperimentare molto prima di arrivare ai modelli.

Quali sono le novità smart degli eco-quartieri da lei presentati allo Smart Village?
I nostri progetti per eco-quartieri nascono all’insegna della green economy. Sono stati discussi con la committenza pubblica, la Regione Abruzzo con i Comuni di Pescara, Chieti e Teramo, e al tempo stesso con le imprese dell’ANCE Abruzzo, anche per valutare l’interesse degli investitori privati al rilancio dell’economia immobiliare in una fase di stasi del mercato.
Dal punto di vista progettuale, ogni eco-quartiere tematizza una chiave particolare di sostenibilità, in relazione al contesto circostante. In comune i diversi progetti hanno la prospettiva di fungere da spazi mirati a catalizzare la trasformazione della città esistente verso un funzionamento ecosostenibile.
Nello specifico, quali sono le caratteristiche proprie di ogni progetto?
Houses under light” a Teramo prevede la riconversione di un’area industriale dismessa, quella della Villeroy&Boch, importante nella storia della città. Le nuove abitazioni e gli spazi pubblici si trovano al riparo di “ombrelli tecnologici” che captano energia e acqua, configurando un paesaggio innovativo che vale anche come brand per facilitare l’attrazione di investimenti privati.

Case e campi” a Pescara propone lo sviluppo di una periferia urbana estensiva a Fontanelle, un’area attualmente in condizioni di forte marginalità sociale e ambientale, ma con notevoli potenzialità di trasformazione, per la sua prossimità con l’aeroporto. La tipologia insediativa, a corti aperte definite da edificazioni di altezza contenuta, si articola in “stanze climatiche” che tematizzano le diverse dimensioni della sostenibilità: acqua, verde, energia, suolo.
Case e Tigli”, a Chieti Scalo, utilizza l’eco-quartiere come strumento di riqualificazione per un’area industriale in via di dismissione, alle spalle della stazione ferroviaria. Sono previsti spazi d’inter-modalità gomma-ferro e servizi urbani per rafforzare il ruolo della stazione, attualmente sottodimensionato. Le residenze sono al piede degli alberi offrendo l’opportunità di abitare in un bosco messo a dimora appositamente, come nucleo iniziale di una rinaturalizzazione destinata a estendersi progressivamente alle aree industriali circostanti.

 Cosa rende una città “sostenibile”?
Sotto il profilo ambientale, la sua capacità di ridurre drasticamente i consumi di risorse non riproducibili, attivando processi virtuosi di recupero e riciclaggio di quelle impegnate nel metabolismo urbano complessivo. Dal punto di vista sociale, la capacità d’includere socialmente popolazioni eterogenee, rafforzando i legami di coesione interpersonale. Infine, dal punto di vista economico, la sua capacità di offrire adeguate opportunità d’occupazione, in particolare ai giovani, un reddito accettabile e più complessivamente condizioni soddisfacenti di attrattività per gli investimenti esterni.

 Cosa manca alle città italiane ora per essere davvero “smart”?
Le città italiane, soprattutto quelle di medie e piccole dimensioni, dispongono di un patrimonio storico-culturale assolutamente invidiabile, insieme con l’offerta di una qualità di vita che tocca il suo apice nell’esperienza del gusto ma che spesso permea gradevolmente anche gli spazi dell’incontro e delle relazioni in pubblico.
Manca però in generale la capacità di gestire i complessi sistemi organizzativi da cui dipende l’efficienza della macchina urbana nella modernità. Viene esasperata per conseguenza la fatica dell’abitare, del lavorare e del muoversi, vanificando le enormi potenzialità che queste città presentano rispetto alle altre città europee.
Effettivamente le tecnologie smart, se ben impiegate, rimettendo in discussione le attuali modalità di erogazione dei servizi, possono fornire un contributo determinante per migliorare i livelli di funzionalità e, più complessivamente, di abitabilità della città esistente.

di Elena Roda

Urbano Creativo ha seguito la presentazione dei progetti dei quartieri eco-sostenibili allo Smart Village con una diretta live su Twitter #SmartVillage
Immagini: http://smartvillage.edilportale.com/

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