EUROPA, BRASILE E UN NETWORK PER SMARTCITY

L’unione fa la forza, anche se di mezzo c’è un intero oceano. È quello che vogliono dimostrare trentuno città di Europa e Brasile con il progetto “Open & Agile Smart Cities Task Force”, presentata al Cebit 2015, fiera internazionale tedesca concentrata sui temi relativi a It e digitalizzazione.
Di cosa si tratta? Di una piattaforma di condivisione di best practice lanciata e coordinata dal network europeo Connected Smart Cities (CSC) che coinvolge 26 città europee e 5 brasiliane. In sostanza: amministrazioni, enti locali e tutti i cittadini delle città coinvolte potranno lanciare sul mercato progetti pilota di applicazioni che abbiano come scopo migliorare alcuni aspetti nell’ambito dei trasporti, della sanità, dell’istruzione, dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale così da rendere così ogni città un po’ più smart. Progetti e idee da condividere con le altre metropoli partecipanti al progetto per migliorare ogni aspetto legato alla società e alla cittadinanza.
Gli strumenti?  Open source e cloud computing che si baseranno su elementi come l’internet of things, smart grid, big data, e tutti i nuovi strumenti e servizi che sono protagonisti della progressiva trasformazione della nostra quotidianità (se già vi gira la testa e siete curiosi di capire meglio di quali innovazioni stiamo parlando, sfogliate il glossario con le parole e significati della smart city).

Martin Brynskov, presidente della Connected di Smart Cities, parla della propria piattaforma come un modo concreto per realizzare soluzioni che possano essere messe in atto da tutti e a beneficio di tutti, per attivare la transazione verso il digitale da parte delle città e dei cittadini. Secondo il manifesto di Open & Agile Smart Cities, i motivi per cui l’innovazione “open” debba essere il più possibile stimolata sono semplici: deve riuscire a includere una grande varietà di stakeholders per creare un mercato competitivo per gli sviluppatori aumentando la qualità ma evitando monopolizzazioni.
Gli stati europei che insieme al Brasile partecipano al progetto sono Belgio, Danimarca, Finlandia, Portogallo e Spagna. Risponde all’appello anche l’Italia: presenti Milano, Lecce e Palermo.

di Giulia Cattoni

In copertina: Anima Sarah Lavoy © kris krüg

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