ENERGIA: I CERTIFICATI BIANCHI

Certificati bianchi. Una parola che si sente spesso quando si parla di risparmio energetico.
Ma cosa sono? Proviamo a fare un po’ di chiarezza.
I Titoli di Efficienza Energetica, questo il secondo nome dei certificati bianchi, attestano il conseguimento di risparmi energetici dei distributori di energia e gas attraverso l’applicazione di tecnologie e sistemi efficienti.
Introdotti con i decreti ministeriali del 2004 e del 2007, i TEE si basano sulla definizione di obiettivi di risparmio obbligatori che si concretizzano nella realizzazione di interventi negli “usi finali” dell’energia. Ad esempio l’installazione di caldaie o elettrodomestici ad alta efficienza, interventi di isolamento termico degli edifici, azioni per aumentare l’efficienza energetica dei processi industriali; in generale tutte quelle azioni che comportano un beneficio diretto in termini di riduzione della propria spesa energetica.

Come funzionano
I distributori devono consegnare annualmente all’Autorità per l’energia elettrica e il gas (dal 2 febbraio 2013 l’attività di gestione, valutazione e certificazione dei risparmi è trasferita dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas al Gestore dei servizi energetici) un numero di “titoli d’efficienza energetica” equivalente all’obiettivo obbligatorio, che viene fissato ogni anno. Tali obiettivi sono espressi in tonnellate equivalenti di petrolio risparmiate (TEP). Ogni titolo di efficienza energetica certifica il conseguimento di un risparmio di energia primaria pari a un TEP, equivalente a circa 5,3 MWh elettrici e circa 1.200 Nm3 di gas naturale.
Gli interventi di risparmio energetico danno quindi diritto al riconoscimento di Certificati Bianchi, sulla base di una comunicazione del Gestore che certifica gli effettivi risparmi conseguiti. I distributori di energia elettrica e di gas naturale però possono conseguire gli obiettivi di incremento non solo attraverso la realizzazione diretta di progetti di efficienza energetica, ma anche acquistando TEE da altri soggetti. Insomma una compravendita di titoli, ma sempre gestita e regolamentata dall’Autorità.

Siamo i primi
L’Italia individua per la prima volta lo strumento dei TEE per promuovere l’efficienza energetica negli usi finali. La Commissione Europea ha dedicato una serie di studi e analisi ai certificati bianchi e nel 2006, con la direttiva 32, li indica come uno degli strumenti che gli stati membri possono utilizzare per conseguire gli obiettivi energetici.

I soggetti abilitati. Grandi distributori, società con energy manager, ESCo

  • imprese di distribuzione dell’energia elettrica e gas naturale non soggette all’obbligo;
  • società terze operanti nel settore dei servizi energetici, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili;
  • soggetti operanti nei settori industriale, civile, terziario e dei trasporti che nell’anno hanno avuto un consumo di energia superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio;
  • imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici;
  • privati, professionisti, imprese, associazioni no profit e i condomini

I titoli di efficienza energetica sono soldi
I soggetti che ne fanno richiesta e dimostrano di aver ridotto il proprio impatto sull’ambiente, ottengono un incentivo economico (pari a circa 100 euro per ogni tonnellata equivalente di petrolio risparmiata).
Questo meccanismo sembra quindi incoraggiare un uso più razionale dell’energia sia in ambito industriale che civile.

È importante, per fare sempre meglio, che questi strumenti siano accompagnati nel nostro paese così come in Europa da una politica energetica coerente che abbia la capacità di individuare nuove opportunità e allo stesso tempo risolvere le criticità del complesso mondo dell’energia.

di Stefania Mancuso

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