UN’INDIA INSOLITA TRA LUCI E INQUINAMENTO

Molte immagini possono venire alla mente quando si pensa all’India – il Taj Mahal, un grosso grasso matrimonio indiano in tutta la sua magnificenza, magari il piccantissimo curry e qualche volta anche i suoi magnifici festival. Diwali, conosciuto anche come Deepavali, il Festival delle Luci, è celebrato da milioni di persone in tutta l’India, accendendo lumini e sparando fuochi d’artificio come simbolo del trionfo del bene sul male.
Nel corso degli anni però, nelle città più grandi, Diwali è diventato anche sinonimo di inquinamento atmosferico, a causa dei miliardi di fuochi sparati. Durante il festival una spessa nuvola di fumo scende sulle città di Nuova Delhi, Mumbai, Kolkata e Chennai, causando a molti cittadini problemi respiratori e mancanza di fiato. Alcuni studi condotti in molte città indiane hanno mostrato un incremento significativo di gas nocivi, inquinanti e metalli tossici durante Diwali. Uno studio portato avanti dalla Chest Research Foundation dimostra che l’utilizzo di fuochi d’artificio incrementa il livello di diossido di zolfo di 200 volte sopra il limite fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Le nuvole di fumo che si alzano durante il festival hanno fatto scattare campanelli d’allarme su vari fronti. Gli ambientalisti, insieme ai governi statali, come quello di Nuova Delhi, hanno promosso il Diwali senza fuochi, con campagne per promuovere una maggiore presa di presa di coscienza del problema da parte dei cittadini, specialmente dei bambini, sulle conseguenze dell’uso dei fuochi d’artificio su salute e ambiente. Il rumore causato dalle esplosioni ad ogni ora del giorno e della notte ha spinto, già nel 2005, la Corte Suprema dell’India a vietare l’utilizzo di fuochi e petardi tra le 10 di sera e le 6 del mattino. La Corte Suprema ha anche bandito l’utilizzo di materiale esplosivo che causa rumore superiore ai 125 decibel, per fronteggiare la crescente preoccupazione in materia di inquinamento acustico.
Sebbene bandire i fuochi potrebbe essere una scelta discutibile a causa della valenza religiosa del festival, i produttori di fuochi pirotecnici hanno pensato a soluzioni alternative ecosostenibili che producano meno fumo e siano quindi meno nocive per l’atmosfera. Ambientalisti e Ong hanno anche sollecitato l’uso di lumini in terracotta, più ecosostenibili.
Non sembra però che la gente abbia messo davvero in pratica tutte le misure adottate per un Diwali più verde. Questo è evidente soprattutto se si guardano i dati sull’inquinamento relativi al festival 2011. Le città di Mumbai, Kolkata e Chennai hanno raggiunto un livello di inquinamento dell’aria mai toccato prima d’ora. Un dato in controtendenza invece per Nuova Delhi che ha invece registrato un calo rispetto agli anni precedenti. Il giornale The Hindu sottolinea che questo abbassamento del livello di inquinamento potrebbe essere però stato causato dalla forte presenza di vento nel giorno del festival, e non dalle misure adottate dal governo.
Qual è quindi la soluzione? Gli indiani dovrebbero stare a guardare le loro città che diventano una grossa nuvola di fumo a ogni Diwali? La risposta è e deve essere un forte ‘no’. Le aziende produttrici di fuochi d’artificio sono finite sotto inchiesta negli anni Novanta a causa delle sfruttamento di lavoro minorile. Nonostante sotto i 14 anni in India non si possa lavorare nelle fabbriche, i dati risalenti al 2002 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e quelli più recenti del 2011 della Campaign Against Child Labour dicono che il problema dello sfruttamento del lavoro minorile è ancora presente. Ora l’obiettivo principale per gli ambientalisti, per le organizzazione di tutela dell’infanzia e per il governo è quello di organizzarsi insieme e portare avanti una campagna contro i fuochi d’artificio in tutta l’India. Questo, insieme ad una stretta sul lavoro minorile, assicurerà un Diwali che non sarà solo ecosostenibile ma, in tutti i sensi, il trionfo del bene sul male.

Di Anna Isaac, Traduzione di Elena Roda

Nota: Anna Isaac è una giornalista indiana specializzata in giornalismo di guerra e affari esteri. Ha lavorato per tre anni come giornalista televisiva in India. 

UP IN SMOKE

Many images may come to mind when you think of India – the Taj Mahal, a big fat Indian wedding in all its grandeur, a fiery curry perhaps, and sometimes even its beautiful festivals. Diwali also known as Deepavali, the Festival of Lights is celebrated by millions across India by lighting lamps and bursting firecrackers, which symbolise the triumph of good over evil.
Over the years, however Diwali has become synonymous with rising air pollution in India’s big cities, triggered by the burning of thousands of firecracker on the occasion. A thick blanket of grey smoke descend upon cities like New Delhi, Mumbai, Kolkata and Chennai during the festival, leaving many of its citizens breathless or with severe respiratory problems. Studies conducted in several Indian cities show a significant increase in noxious gases, air pollutants and toxic metals during Diwali. One study by Chest Research Foundation reports that burning firecrackers increases the level of sulphur dioxide 200 times above the limit prescribed by the World Health Organisation (WHO).
The clouds of smoke during the Festival of Lights have set off alarm bells in many quarters. Environmentalists together with state governments like New Delhi have endorsed a firecracker-free Diwali, with campaigns raising awareness among citizens especially school children on the health and environmental hazards of bursting firecrackers during the festival. But it’s not just air pollution levels during Diwali that is a cause of concern. The bangs and explosions produced by firecrackers, at any time of day (and night) forced the Supreme Court of India in 2005 to restrict loud crackers being set off between 10pm and 6am. India’s highest court has also banned firecrackers that produce more than 125 decibels of sound, fearing the alarming rise in noise pollution.
Although banning fireworks altogether in India may be a moot point given the religious sentiments attached to the festival, manufacturers have come up with eco-friendly alternatives. These eco-friendly fireworks produce less smoke, and are therefore said to emit less air pollutants. Many environmentalists and NGOs have also prescribed lighting traditional earthen lamps that are friendlier to the environment.
However, the campaigns pressing for cleaner and greener Diwalis do not seem to have translated to action on the part of the common man; this going by figures released by the respective state pollution control board last Diwali. The cities of Mumbai, Kolkata and Chennai all recorded higher air pollution levels in 2011 than the previous years. Though India’s capital, New Delhi recorded lower levels of air pollution last Diwali, national newspaper The Hindu suggests the wind conditions on the festival day may have accounted for the decrease in pollution rather than the government’s environmental campaigns.
So, what then? Should Indians sit back as their cities go up in smoke every Diwali? The answer is and should be a firecracker-loud ‘no’. Fireworks manufacturers in India came under scrutiny in the ‘90s after reports of children being employed in the factories were published. Despite child labour laws in India prohibiting children below the age of 14 years from being employed in factories, reports such as the 2002 International Labour Organisation and one more recently by the Campaign Against Child Labour in 2011, claim that the problem of child labour still persists. The need of the hour is for environmentalists, child welfare organisations and the government to join forces and carry out a sustained anti-firecrackers campaign through the length and breadth of India. This together with stricter enforcement of child labour laws will ensure that Diwali is not only eco-friendly, but is also in every sense, the triumph of good over evil.

Editor’s Note: Anna Isaac is an Indian journalist specialized in war reporting and international affairs. She has worked for a private television news channel in India for three years.

Immagini:
In copertina: Boy playing with fireworks on Diwali CREDIT sowrirajan s (Chennai)
Earthen lamps lit on Diwali CREDIT Ashwini Sukhdeve
Streets littered after bursting firecrackers on Diwali CREDIT Ranjith Kumar Inbasekaran 

 

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