SCENE DA UN NATALE AMERICANO

Ad appena un mese dalla grande scorpacciata già si sente l’eco delle campane natalizie. Negli Stati Uniti, freschi della rielezione di Barack Obama, c’è già un concerto in atto. Merry Christmas. Dietro queste due parole si nasconde, insieme all’aureola di Baby Jesus, il bimestre dell’anno più ricco per gli esercenti americani. Dall’inizio di novembre una ricerca dell’Università dell’Indiana ha stimato in circa 440 miliardi di dollari la spesa per shopping natalizio dei cittadini a stelle e strisce. Shop til’ you drop, come si dice da queste parti. Un business che finisce in America ma che coinvolge colossi dell’economia mondiale come la Cina. Forse gli american kids non lo sanno, ma gli Stati Uniti importano circa 4.3 miliardi di dollari di giocattoli made in China. Ma i regali sotto l’albero non bastano, e gli auguri, pacchi, pacchetti viaggiano anche da una parte all’altra del paese. L’UPS, il servizio postale americano, ha registrato un traffico di 17 miliardi di cartoline d’auguri, lettere e regali tra Thanksgiving e Natale nel 2011. Auguri e regali che volano anche oltre confine. Nel 2009, quando gli States erano ancora coinvolti sia in Iraq che in Afghanistan, più di 100mila tonnellate tra biglietti di auguri, pacchi regalo e lettere vennero recapitate ai soldati americani.
Un grande Natale, un grande spreco. Greenpeace sottolinea come il periodo di feste negli States rischi di essere devastante per il pianeta. Solo carta e buste regalo producono 4 milioni di tonnellate di spazzatura. Secondo uno studio dell’Accademia del Massachusetts se ogni famiglia americana impacchettasse almeno tre regali usando dei materiali già utilizzati in precedenza si potrebbero coprire 45mila campi di football americano e circondare il pianeta con un cordone lungo 38mila miglia di fiocchi regalo. Persino con gli oltre 2 miliardi e mezzo di cartoline di Natale vendute ogni anno nella terra di George Washington si potrebbe riempire uno stadio football di 10 piani. Se ogni americano mandasse un augurio cartaceo in meno, si risparmierebbero 50mila yard cubici di carta. E gli alberi di Natale? Cinquanta milioni sono comprati ogni anno tra San Francisco e New York. Di questi, rivela l’Environmental News Network, 30 milioni vengono gettati dopo il primo utilizzo. Ed oggi, circa 350 milioni di alberi di Natale stanno già crescendo per inondare di verde le case a stelle e strisce durante i prossimi Natali.
Una delle reazioni più innovative all’impatto ambientale dello shopping natalizio americano è la nascita della comunità freecycle.org: un network online che promuove lo scambio gratuito di oggetti usati. Secondo il Time magazine: “Babbo Natale dovrebbe prenderlo in considerazione per le proprie liste-regalo”. Freecycle venne fondato da Deron Beal nel 2003.
Beal voleva sbarazzarsi del suo letto usato, ma senza arricchire le discariche statunitensi. Così decise di fondare un forum per cedere gratuitamente oggetti usati. Dai 30 membri del 2004, oggi la comunità ha raggiunto circa 9 milioni di iscritti intorno al mondo, con oltre 5mila gruppi locali (presenti in 23 città, tra le quali anche Torino, Milano, Napoli e Roma). Secondo uno studio dell’Università dello Iowa oggi questo network evita che oltre 300mila tonnellate finiscano nelle discariche americane. Il Time ha posizionato questa comunità nell’esclusiva top 10 delle idee più “verdi” dell’anno 2008, individuando nel network uno dei mezzi più efficaci per contrastare gli sprechi natalizi. Così sulla comunità on line spiccano richieste per decorazioni natalizie, alberi ed i classici regali riciclati. “Negli ultimi anni freecycle sta crescendo in maniera folle nel periodo prenatalizio – spiega Beal- la gente cerca di trovare oggetti usati come regali o fare scorte di oggetti diversi per riutilizzarli in un altro contesto. Nelle piccole città le mamme si incontrano in gruppi locali per scambiarsi giocattoli che i propri figli non utilizzano più”. Beal è convinto che i regali natalizi non siano così importanti, “ basti pensare che i giorni con più visite e più scambi del sito sono quelli appena successivi a Natale”. “Il nostro obiettivo – conclude – è quello di contribuire alla diminuzione della spazzatura in eccesso nei giorni precedenti a Natale. Se la gente spenderà meno e riutilizzerà più oggetti, potremmo dirci soddisfatti”.

Di Fabrizio De Rosa

Nota: Fabrizio De Rosa è un giornalista italiano. Ha vissuto e studiato negli Stati Uniti dove si è formato alla Graduate School of Journalism dell’Università di Berkeley, California. E’ direttore del magazine MIXTAPE (www.mixtape.it).

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