PESCATORI DI TUNISIA. OBIETTIVO AMBIENTE

Lontano dalla confusione della politica Tunisina, i pescatori della città di El-Kratin, nell’arcipelago orientale di Kerknnah, hanno lanciato una richiesta di aiuto per contrastare il disastro ecologico che sta mettendo in serio pericolo la vita marina in quella zona. Sono pescatori che si stanno spendendo contro la tradizione della pesca con reti a strascico, una tecnica che consiste nel buttare una rete sul fondo marino e trascinarla portando con sé anche piccoli animali nelle prime fasi della loro crescita. Nonostante gli effetti catastrofici di questa tecnica sul fondo marino, la pesca con reti a strascico continua a essere praticata apertamente e giornalmente nella totale impunità.
La pesca è una delle più importanti attività della popolazione che vive a Kerknnah. La tradizione delle reti a strascico ha portato a un’allarmante diminuzione delle specie marine che hanno portato i pescatori a rompere il silenzio. Per prima cosa hanno indetto proteste per smuovere il governo. Poi la lotta è diventata sempre più intensa quando alcuni pescatori hanno minacciato di cercare asilo in Italia per ottenere supporto internazionale. Data la passività del governo, i pescatori si sono spinti ancora oltre bloccando con le loro barche il passaggio marittimo che collega l’isola alla terraferma, a Sfax, nel sudest del Paese.
Non avendo altra alternativa, si sono mossi verso l’Italia ma le condizioni atmosferiche avverse hanno impedito la traversata e sulla strada del ritorno l’esercito nazionale ha informato i pescatori sulla risposta tanto attesa del governo. Mohamed Ben Salem, ministro per l’agricoltura, ha risposto alla richiesta chiedendo un incontro.
“Sono passati sei anni dalla prima richiesta per un intervento del governo per mettere fine al disastro ecologico nella nostra isola. Durante il regime precedente, la corruzione ha permeato ogni strato della società. Abbiamo visto barche ‘arare’ il fondo marino, prendendosene tutta la ricchezza e distruggendo la vita senza alcuna presa di posizione da parte del governo. Tutte barche di proprietà di qualcuno di influente”, racconta un pescatore.
I pescatori hanno negato qualsiasi accusa di regionalismo e hanno confermato la loro volontà a accogliere tutti quelli che vogliano pescare nella zona senza distruggere l’ambiente. “Trattiamo sempre bene i pescatori che vengono da fuori ma siamo contro la pesca a strascico che sta mettendo a rischio le nostre vite e il futuro dei nostri figli. Alla gente di Kerknnah comincia a mancare il cibo. Noi locali rispettiamo le stagioni di pesca e ora il problema è che non riusciamo più a trovare niente, su un fondo marino che è sempre più arido”, ha aggiunto un altro pescatore.
La tecnica di pesca a strascico non solo trascina con sé piante e animali marini ma anche la roccia dove vive e si nasconde il polpo. Oggi, secondo i pescatori, un polpo pesa solo 500 grammi, a fronte dei 5 chili a cui arrivava pronto per la vendita in passato. “In passato la pesca a strascico era permessa nelle acque profonde, oggi invece si fa nelle acque superficiali e questo è totalmente folle”, si lamenta un pescatore.
Secondo il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile, la Tunisia rispetta le convenzioni internazionali sull’ambiente. Un esempio è la firma dell’Accordo sulla Conservazione dei Cetacei nel Mar Nero, nel Mar Mediterraneo e nell’area contigua dell’Oceano Atlantico, firmato a Monaco il 24 novembre 1996. Nonostante la Tunisia rispetti le leggi internazionali per la protezione dell’aria e dell’acqua, le attività di pesca a strascico e l’inquinamento creano seri problemi ecologici. In pratica queste leggi non sono applicate.
Durante l’incontro con il ministro, i pescatori hanno chiesto l’intervento di esperti per valutare la situazione e l’equilibrio ecologico del mare. I pescatori si sono mostrati determinati a mettere fine e smantellare il sistema attuale di pesca. Al suo posto hanno chiesto di ricominciare a pescare secondo la tecnica tradizionale del getto delle reti. Come soluzione hanno prospettato di non permettere l’entrata in porto di alcuna barca per la pesca a strascico.
A seguito dell’incontro il ministro Ben Salem ha promulgato una legge contro la pesca incontrollata e la penalizzazione dell’utilizzo della tecnica incriminata.
I pescatori hanno mostrato tutta la preoccupazione per il mare e il mantenimento del suo equilibrio. Storicamente, la gente di Kerknnah è sempre stata particolarmente attenta all’ambiente, con un stile di vita molto eco-friendly. Questo è chiaro, ad esempio, nella tradizione di conservare l’acqua piovana in cisterne per la stagione secca. Oltre a questo si sono sempre opposti alle ditte chimiche che hanno cercato di gettare in acqua i loro prodotti inquinanti.
In un paese nel pieno di una transizione politica come la Tunisia, i pescatori stanno lottando come gli altri tunisini per far sentire la loro voce. Questo è quello che ci sarebbe da fare anche contro altri abusi ambientali nel paese. I pescatori che hanno rifiutato di stare passivamente a guardare hanno fatto del loro meglio per attirare l’attenzione. Da un altro punto di vista, la decisione ha toccato un nervo aperto con i pescherecci e i pescatori che sono ora furibondi verso la decisione del governo. Hanno cercato di bloccare il passaggio marittimo che lega l’isola alla terraferma come un modo per mettere pressione e esprimere la loro rabbia contro la decisione del ministro di mettere fuorilegge la pesca a strascico.

di Afifa Ltifi, traduzione di Elena Roda
Nota: Afifa Ltifi è una giornalista tunisina. Lavora a Tunisia Live, il primo media inglese fondato dopo la rivoluzione tunisina. Ha lavorato come presentatrice alla radio tunisina in lingua inglese RTCI. E’ un’attivista e socio membro della prima organizzazione tunisina per i diritti dei neri.
Immagini: Khaled Elkahla ©

FISHERMEN IN TUNISIA. THE ENVIRONMENT IN MIND

Away from the hustle and bustle of Tunisia’s politics, Tunisian fishermenin the town of El-Kratin in the eastern archipelagoof Kerknnah, launched an urgent environmental call to action for the ongoing ecological disaster threatening the sea life there. Those fishermen stood against a prevalent tradition of fishing, that of the bottom trawling method. Bottom trawling is a fishing technique that consists in towing a trawl net along the seafloor which drags with it a lot of the sea life including animals in their budding stages of development. Regardless of the detrimental effect it has on the seabed, trawling is an activity that is very openly practiced and daily carried out with utter impunity. Fishing is one of the most important activities that constitutes Kerknnah’s locals’ livelihood. Yet, this bottom trawling tradition led to an alarming scarcity of many sea species which pushed fishermen to ultimately break their silence. At first, the islanders peacefully protested to draw the government’s by organizing protests. Then, protests escalated when fishermen threatened to seek asylum in Italy in order to gain foreign support. Due to the government’s passivity regarding their call, fishermen pushed it further to block the maritime passage that related the island to the mainland of Sfax, a southeastern governorate, with their boats. Left with no other choice they headed to Italy with their boats, yet, adverse weather conditions stood against reaching the Italian borders, which compelled them to return back to their island. The decision to sail to Italy was a bargaining chip from the fishermen to stop the abuse on environment. On their way back, the national army contacted the sailors and told them about the long awaited governmental response; Mohamed Ben Salem, the Tunisian minister of agriculture eventually responded to their call and asked for a meeting.
‘‘This is our 6th year since our first call for a governmental intervention to end the ongoing ecological disaster in our island. Yet during the previous regime, corruption touched almost all walks of life. We were seeing bottom trawling fishing boats ‘ploughing the sea’’ taking its richness and aborting every sign of life in it without any fear from the government. Those bottom trawling boats were owned by people of influence,’’ Said one of the fishermen. Fishermen negated any accusation of regionalism and confirmed their willingness to welcome all sailors who are legally fishing without harming the environment. ‘‘We treat non local fishermen very well, but we are against the trawling fishing method, it’s putting our lives in jeopardy and the future of our kids too! People started to starve here in Kerknnah. We locals respect the legal seasons for fishing, and now it is getting alarming that we are not finding anything, in the barren seafloor,’’ added another fisherman.
Not only does the trawling technique trawl the plants and marine animals, it also carries with it the rocks wherein octopus live and hide. Today, according to those fishermen, an octopus weighs 500 grams, compared to the 5 kilograms common octopus those fishermen used to sell before. ‘‘Before, trawling fishing boats were allowed to practice their method in deep water. Now they are allowed to do it on shallow water which is insane!’’ complained another fisherman. According to the Ministry of Environment and Sustainable Development, Tunisia complies with international laws and environmental conventions. For instance, Tunisia signed the Agreement on the Conservation of Cetaceans in the Black Sea, Mediterranean Sea and contiguous Atlantic area concluded in Monaco November 24, 1996. Although Tunisia complies with international laws of air and water protection, bottom trawling activities, and pollution are creating a serious ecological problem. In practice, these laws are not always applied.
During their meeting with the minister, fishermen asked to host experts to assess and evaluate the situation and the ecological balance of the sea. Fishermen were determined to put an end and completely dismantle the bottom trawling fishing method. They called instead for implementing the traditional cast net fishing technique. As a solution, fishermen suggested not to allow any trawling boat into the sea from the harbor. Following the meeting, the minister Ben Salem implemented a law regulating uncontrolled fishing and penalizing the use of the bottom trawling technique. Fishermen are very anxious about the sea and how it should maintain its balance. Historically the people of Kerknnah have shown a great concern about the environment, as they are known for their eco-friendly lifestyle. For instance, they are famous of preserving rain water in wells and cisterns, for drought seasons. Further, people of the islands have always battled against the chemical factories that attempted to throw their chemical waste in the sea.
In a country undergoing a political transition like Tunisia, fishermen are striving like other Tunisians to make their voice heard. There is still much to be done regarding many environmental violations in the country. Fishermen who refused to passively prop their chins in their hands had done their best to eventually rivet attention. From another standpoint, the decision touched a raw nerve with trawlers who are furious at the decision of the government. They tried in turn to block the maritime passage that related the island to the mainland as a way to make pressure and express their anger at the minister’s decision of outlawing bottom trawling.

Editor’s Note: Afifa Ltifi is a Tunisian journalist. She has been working with Tunisia Live, the first English media website established after the Tunisian revolution. She was also an English radio program presenter for RTCI in Tunisia. She is a youth activist, and a founding member of the first Black right organization.
Pictures: Khaled Elkahla ©

 

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