L’ANNO DEL DRAGO

Cari lettori,
inauguriamo oggi una nuova rubrica, Tradizioni in città, che ogni mese ospiterà un guest post di uno degli amici di Urbano Creativo sparsi in tutto il mondo. Amici che ci accompagneranno per mano alla scoperta di feste, usi e costumi di Paesi vicini e lontani… Per capire meglio le città e i loro abitanti, attraverso la loro cultura e la loro storia.
Il primo ospite della nostra nuova rubrica è Stefano Misesti, illustratore, fumettista e pittore che vive e lavora tra Milano e… Taipei. A lui il compito di catapultarci nel Capodanno cinese, e farci scoprire le tradizioni legate a questa festività.

Da sette anni trascorro una buona parte dell’anno a Taipei, la città più grande di Taiwan. Vivo  e lavoro tra questa grande metropoli asiatica e Como.
Sono sposato con una taiwanese e il periodo tra fine gennaio e inizio febbraio, che in passato per me non aveva significati particolari, è diventato molto importante. Sono i giorni in cui si festeggia il capodanno cinese (o “ChunJie”, festa di primavera).
E’ il periodo più importante dell’anno per i taiwanesi e per tutte le culture orientali che seguono il calendario lunare. Ogni anno questa festività cade in giorni diversi, perché il mese lunare ha una durata minore di quello del nostro calendario e perché il primo giorno dell’anno lo si fa coincidere con la prima luna nuova. Solitamente il capodanno cinese cade tra gli ultimi dieci giorni di gennaio e i primi venti di febbraio.
La prima volta che ho trascorso queste feste a Taipei immaginavo le strade piene di gente e di dragoni di cartapesta, come si vede nei film. Sono rimasto deluso.
Si trascorre la sera della vigilia in famiglia. Il capodanno cinese a Taiwan é l’occasione per andare a ritrovare i genitori o i parenti che vivono lontano, per ritornare ai paesi d’origine e trascorrere  un po’ di tempo con i propri cari.
Si cena a casa mangiando ravioli al vapore o fritti, perché i ravioli hanno la forma delle antiche monete cinesi e quindi portano fortuna e denaro. C’è anche del pesce a tavola. “Yu” è la parola cinese che significa “pesce” e ha lo stesso suono della parola “risparmio” o “guadagno” (di soldi).
Un dolce tipico della serata è il NianGao che significa “dolce dell’anno”, ma che ha la stessa pronuncia di “anno alto”, un augurio per passare bene l’anno che sta per iniziare. Il dolce è fatto con farina di riso glutinoso e viene cotto in padella.
Un momento importante è quello dello scambio delle buste rosse che contengono soldi. Solitamente le si danno come regalo ai bambini, agli studenti e ai familiari che non hanno reddito.
Dentro la busta non ci deve mai essere una cifra con il numero quattro, perché questo numero ha una pronuncia simile a “morte” e porta sfortuna.
Il primo giorno dell’anno solitamente è dedicato alla visita al tempio e molte persone attendono la mezzanotte all’ingresso di questi luoghi sacri, per essere i primi ad accendere i bastoncini di incenso come ringraziamento agli dei e per chiedere buona fortuna.
E poi è un continuo scoppiare di petardi… non solo a mezzanotte, ma per tutte le due settimane successive. I petardi hanno la funzione di allontanare gli spiriti malvagi e i mostri. Vengono spesso utilizzati anche durante le processioni religiose.
Le feste del nuovo anno lunare non sono limitate solo al primo giorno, ma durano due settimane. Il quindicesimo giorno dopo l’inizio dell’anno è la festa delle lanterne, che chiude le festività del capodanno cinese. La gente scrive delle parole sulla carta delle lanterne, che, riempite di aria calda, salgono in cielo portando i messaggi alle divinità.
Solitamente il secondo giorno del capodanno le figlie sposate, che per tradizione vivono con la famiglia del marito, tornano nella città d’origine per rendere omaggio ai genitori e ai parenti anziani.
A Taiwan il sesto giorno del Capodanno è il giorno in cui si può ritornare a fare affari. Le attività commerciali riprendono e si festeggia la riapertura dei negozi facendo scoppiare i petardi.
Le scuole in questo periodo rimangono chiuse 3 settimane: sono le vacanze invernali tanto attese dagli studenti. Le famiglie approfittano delle scuole chiuse e vanno in vacanza. Questo grande spostamento di persone rende molto difficile trovare posti negli alberghi.
A volte io e mia moglie trascorriamo il Capodanno cinese lontano da Taiwan, perché, come quest’anno, ci troviamo in Italia. Allora festeggiamo questa ricorrenza facendo un pranzo con amici taiwanesi e cinesi che vivono nella zona di Milano, mangiando ravioli, pesce e niangao.

Di Stefano Misesti
misesti.blogspot.com

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