CAR SHARING, PERCHE’ NO?

Andare al lavoro in macchina a volte è davvero un’impresa. Soprattutto se non lavori nella stessa città in cui vivi. Questo è proprio il mio caso, vivo a Milano e lavoro a Como. Così tempo fa ho preso una decisione: lasciare l’auto nel box e usare i mezzi pubblici.
Probabilmente ci metto un po’ di più, ma almeno risparmio soldi (benzina e autostrada), utilizzo il tempo del viaggio per leggere il giornale o per dormire, e soprattutto non inquino. Peccato che non sempre la combinazione metro/treno risulti vincente, basta infatti che la prima faccia ritardo per perdere il secondo.
La settimana scorsa mi è successo esattamente questo! Il problema era che avevo una riunione e non potevo proprio aspettare il treno successivo!
Così mi sono guardata in giro e l’occhio mi è caduto sulla scritta “e-vai” il servizio di car sharing già attivo in varie stazioni della Lombardia.
In realtà ci avevo già fatto caso in passato e mi ero sempre ripromessa di informarmi meglio, così questa volta ho colto l’occasione e sono andata a vedere come funzionava.
Il responsabile della stazione di Milano Cadorna è stato gentilissimo, mi ha spiegato come funziona lo “sharing” e che prenotando prima si può anche scegliere quale mezzo utilizzare tra i veicoli a zero impatto ambientale, cioè quelli elettrici, o a basso impatto, gli euro 5.
Così in meno di dieci minuti ero già profilata e il mio bolide elettrico mi stava aspettando. Elettrico avete letto bene!
Son salita in macchina, ho messo in moto e… nulla! Non è successo assolutamente nulla!
Devo aver avuto una faccia molto stupita visto che l’addetto si è subito avvicinato a me per darmi qualche spiegazione in più. Mi ha spiegato che la macchina era già accesa, ma che essendo elettrica non faceva nessun rumore (non un suono all’accensione, non un borbottio del motore in folle, neanche un bip quando ingrani la prima).
La macchina elettrica quindi non fa rumore, il che è un pregio, ma anche un difetto visto che non la senti arrivare.
Sul quadro ho notato, oltre alle classiche spie e ai classici indicatori, gli indicatori della percentuale di carica della batteria e un indicatore di temperatura, al che mi son chiesta a cosa potesse servire! Ed ecco il secondo dubbio svelato: la batteria si può surriscaldare, il che comporta (generalmente) che non è più in grado di sostenere l’andatura di viaggio, e in quel caso bisogna fermarsi e farla raffreddare per almeno mezz’ora. Praticamente il rischio diventa reale nel momento in cui si affronta un tratto di autostrada (come nel mio caso), per cui mi è stato consigliato di non superare gli 80Km/h, così da evitare possibili problemi di surriscaldamento. Inoltre se la velocità è troppo elevata la batteria non solo si surriscalderebbe ma si scaricherebbe molto prima del dovuto, rischiando di lasciarci a piedi in autostrada.
Con queste poche ma chiare informazioni sono partita verso Como, chiedendomi se ce l’avrei mai fatta ad arrivare in tempo con quella che sembrava, a tutti gli effetti, più la macchina elettrica del mio nipotino, che un veicolo con cui affrontare l’autostrada.
E invece mi sono dovuta ricredere! La macchina è ben accessoriata, il servosterzo la rende maneggevolissima, la radio fa compagnia e il clima aiuta a superare tutte le stagioni. Mi sono dovuta ricredere anche della ripresa, me l’aspettavo molto lenta e invece non lo è per nulla. Unico problema è sicuramente il limite degli 80km h, soprattutto se è da mantenere in autostrada dove anche i camion di sfrecciano veloci accanto e tu fino alla fine continui a chiederti “reggerà la batteria?”.
La mia ha retto, sono arrivata senza intoppi fino a Como dove ho riconsegnato la macchina ad un responsabile che si è anche complimentato visto che avevo utilizzato solo il 50% della ricarica!
Grazie anche ad un costo contenuto – 5euro/h tutto compreso – la macchina elettrica può ritenersi una valida soluzione per spostarsi soprattutto in città. Anche perché puoi circolare nei giorni con il blocco del traffico, e nei Comuni convenzionati puoi passare nelle corsie preferenziali e accedere alle zone “ZTL” – per esempio a Milano puoi entrare nell’area C senza dover pagare il ticket giornaliero – e puoi parcheggiare gratuitamente nelle strisce blu!
Insomma muoversi comodamente è sicuramente più facile, più economico e anche più ecologico.

Alice

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *