AREA C… PROVO

Da alcuni giorni tra polemiche e frasi entusiastiche è partita Area C, la congestion charge della città di Milano. Mentre a Roma si è passati alle targhe alterne, nella metropoli lombarda si è deciso di proseguire l’esperienza di Ecopass con un cambio drastico: da “pollution charge”, tassa sull’inquinamento, a imposizione riferita proprio alla causa del traffico urbano.
E quindi, ecco le istruzioni d’uso per tutti coloro che si troveranno ad affrontare Area C nei prossimi giorni.
I primi due giorni di attivazione del provvedimento hanno visto il cuore della città svuotarsi praticamente dal traffico: i dati di lunedì 16 e di martedì 17 gennaio parlano rispettivamente di meno 19mila e meno 17mila ingressi veicolari entro l’area dei bastioni.
Possibile che sia solo effetto dei primi giorni, ma sicuramente i dati sono impressionanti. La città ha risposto bene. In fin dei conti, questo provvedimento non fa altro che dare seguito alla risposta popolare ottenuta dal referendum del mese di giugno 2011.
Alla mia indagine, nel pomeriggio di martedì 17, effettivamente le auto sono molto poche già in uscita dall’autostrada. Pochi veicoli in zona fiera, ma anche pochi cartelli segnalatori della nuova iniziativa. Passando da via Scarampo arrivo infatti fino ad un’area piuttosto centrale e di indicazioni su AreaC non ne trovo sulla nostra strada. A dire il vero incrocio con gli occhi due cartelloni pubblicitari che ne parlano sul fianco di un capannone di FieraMilanoCity in via Eginardo: ma è distante dalla strada, e le informazioni sono riportate con un carattere troppo piccolo perché io riesca a capirle durante la guida.
Mettiamoci nei panni di un turista, o di una persona che si trova a Milano per lavoro. Se questo è il modo per lui di conoscere Area C fino a qui per lui la multa è assicurata.
Il primo riferimento ad Area C, a partire dall’ingresso in città lo trovo in via Mascheroni.
Proprio in prossimità delle telecamere. Forse era meglio un segnale posto in precedenza, per consentire la manovra o segnalare il parcheggio scambiatore più vicino.
Entro in città, alla guida di un veicolo bi-fuel benzina/metano.
Le strade interne sono praticamente deserte, nessuna coda ai semafori, sono le tre di un tipico martedì pomeriggio milanese, normalmente congestionato. Fa un freddo cane, ma le persone sono tutte in attesa dei mezzi alle pensiline.
Sulle pensiline non ci sono particolari riferimenti ad Area C: perché non darne segnalazione, accogliendo con un sorriso i nuovi utenti che si rivolgeranno al trasporto pubblico dopo aver deciso di lasciare l’auto in garage. Magari un pannello con l’indicazione dei tipi di biglietto per viaggiare in città, offerte speciali e così via.

In centro si trova parcheggio praticamente ovunque, nessun giro supplementare. Cerchiamo il gratta e sosta e, sorpresa! A Milano sono tornati i parcometri. Non devo più lasciare l’automobile incustodita per cercare nelle strade circostanti l’operatore che mi vendesse il tagliando. Alla colonnina il pagamento è consentito in moneta, con l’apposita Card Atm, oppure con semplice bancomat (fastpay) o carta di credito. Anche qui è possibile pagare Area C, è riportato sul fianco della struttura. Non sono però disponibili altre indicazioni su come effettivamente procedere al pagamento. L’adesivo si limita a riportare il numero di telefono e il sito a cui rivolgersi per avere informazioni.
Faccio un giro in centro, che come sempre pullula di persone, turisti, gente che lavora, nonostante la temperatura polare. Auto anche ora pochissime.
Atm ha confermato l’aumento delle corse dei mezzi pubblici in città, e in effetti, sarà anche perché di auto ce ne sono pochissime, autobus e tram spiccano con il loro colore arancio tra le strade e il cielo ghiacciato.
Mi trovo ormai a Milano da quasi due ore, e finalmente incontro un cartello che parla di Area C. Delusione: è un foglio A4 che riporta la protesta dei residenti del quartiere ticinese che per il provvedimento saranno costretti a pagare “come tutti gli altri”, con uno sconto di quaranta ingressi all’anno. Si sentono “confinati” e quindi con questo cartello proponevano una protesta “pacifica e dai toni moderati” per la scorsa domenica.
Insomma: se vieni da fuori Milano non c’è verso di sapere niente di AreaC. Anche questo è strategico: in questo modo, per non avere problemi di sorta, chi proviene da fuori sicuramente si muoverà con i mezzi.
E’ solo a porta Ticinese, di fronte alle Colonne di San Lorenzo, che finalmente trovo i primi cartelli esplicativi del provvedimento. Evviva! L’auto bi-fuel entra gratuitamente fino alla fine del 2012. L’accesso infatti è libero per i veicoli elettrici, ciclomotori e motocicli e per veicoli trasporto disabili. Ibridi, bifuel (appunto), metano e gpl invece hanno accesso libero solo fino alla fine del prossimo dicembre.
Accesso vietato invece, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 fino alle 19.30 per tutti i vecoli di dimensioni superiori ai sette metri, e per chi ha un veicolo euro 0 a benzina, o diesel fino al motore euro3. E’ consentito l’ingresso a pagamento per tutti i veicoli a benzina e diesel fino alla motorizzazione euro5 (oggi considerato quello più ecologico) compresa. Entrare in Area C costa 5 euro, e il pagamento può essere effettuato entro la mezzanotte del giorno successivo all’accesso in città. Consente di entrare, uscire o transitare senza limiti per l’intera giornata, e può essere pagato attraverso gli appositi tagliandi cartacei (che però non abbiamo trovato da nessuna parte né abbiamo visto segnalazioni), ai Bancomat di Banca Intesa, ai parcometri, con Rid bancario, al numero verde 800 437 437 o sul sito internet www.areac.it. Sempre sul sito si trova l’apposito format per registrarsi come residenti e ottenere quindi i relativi permessi.
Ovviamente sono molte le alternative all’automobile: ma le vedremo in dettaglio nella prossima puntata. Molto bene, missione compiuta. E’ tempo di tornare a casa.

a presto…

Michelina

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