UN PAVIMENTO CERTIFICATO

Lo scorso mese vi ho raccontato come grazie al riscaldamento a pavimento potevo finalmente avere la possibilità di mantenere una buona temperatura in casa e i piedi caldi. Questo, per me, fa rima con piedi scalzi. E così la scelta del materiale per il pavimento non poteva che essere il parquet.
Il parquet oltre a essere un materiale speciale alla vista e confortevole al tatto ha altre straordinarie qualità. Prima di sceglierne il tipo, anche questa volta, mi sono messa a fare ricerca per studiarne le caratteristiche, le differenze e poi optare per un materiale green e salutare.
Partiamo dalle caratteristiche. Ovviamente se si pensa al legno tutti sanno che è il materiale naturale per eccellenza utilizzato delle nostre case (quando viene trattato correttamente). E’ l’unica materia rinnovabile utilizzata per le coperture, è biodegradabile e riciclabile. Il legno è poi un ottimo isolante naturale, protegge dal freddo, regola l’umidità e contribuisce a creare degli ambienti sani e privi di polveri (perfetto per chi soffre di allergie come me!).
Quello che mi premeva di più sapere oltre alla tipologia di legno da scegliere, erano le lavorazioni, la produzione per ottenere la materia finita e i trattamenti di finitura. Infatti il problema maggiore quando si parla di utilizzo del legno è capire la provenienza, se il suo prelevamento sia avvenuto rispettando l’ambiente e se la sua finitura possa esser definita ecologica.
Esistono certamente molti boschi gestiti in modo responsabile ma molto spesso, e soprattutto in corrispondenza delle grandi foreste del mondo, i nostri polmoni verdi, la distruzione avviene in maniera irresponsabile. Le foreste dell’Africa, del Sud-est Asiatico e dell’Amazzonia da cui deriva il legname più pregiato, come il Wengè e il Teak, vengono infatti distrutte a ritmi folli e in maniera irresponsabile non promuovendo la ripiantumazione delle essenze, e non cercando di sviluppare l’economia delle popolazioni locali. Inoltre non si può tralasciare l’impatto ambientale che hanno le navi che trasportano i tronchi provenienti da questi paesi.
Una scelta responsabile e sostenibile per il mio parquet era quindi d’obbligo.
Per questo ho deciso di scegliere un legno europeo. In particolare il rovere europeo certificato FSC. I parquet con questo marchio sono una garanzia della provenienza del prodotto in cui le foreste vengono gestite secondo i criteri della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Ho scelto tra i diversi rivenditori un artigiano a pochi passi da casa a cui ho richiesto tutta la certificazione di provenienza del parquet.
Bisogna poi prestare attenzione alla superficie del legno. Spesso vengono applicati impregnanti e vernici tossiche per migliorare le prestazioni del legno, per proteggerlo da muffe o per conservarlo più a lungo. Questi trattamenti risultano aggressivi per la salute e l’ambiente sia in fase di produzione sia quando entrano nelle nostre case. Lo stesso può avvenire nell’utilizzo della colla per la posa finale che spesso contengono solventi e sostanze nocive; questo è però il metodo più utilizzato perché è molto pratico ed economico.
Anche in questo caso viene in nostro soccorso un certificato, l’Ecolabel che attesta l’impatto ambientale di un prodotto in tutte le fasi del suo ciclo di vita e per queste tipologie di prodotti garantisce il limitato uso di sostanze pericolose e nocive. Ho chiesto al mio artigiano la possibilità di vedere le schede di sicurezza dei prodotti che avrebbe utilizzato e l’etichetta della colla per la posa. In questo modo mi sono assicurata che fossero tutti certificati Ecolabel.
Per la finitura del parquet ho optato per mantenere il colore naturale del rovere trattato con olio vegetale. Il risultato è stato quello di avere un parquet opaco molto simile a come si presenta il legno in natura.

Attento alle certificazioni:

La certificazione FSC (Forest Stewardship Council), è ritenuto il più affidabile tra le certificazioni forestali dalle associazioni ambientaliste perché è l’unico che in grado di assicurare una sufficiente affidabilità dei controlli e delle verifiche su standard omogenei, in grado di assicurare la piena preservazione della foresta ed il rispetto dei diritti dei popoli indigeni che la abitano.
È sempre meglio non fidarsi delle auto-certificazioni ecologiche delle aziende produttrici ma fare più confronti incrociati.

di Malta

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