STOP AI PIEDI FREDDI

Aver trovato casa, a pensarci bene, forse è stata la cosa più semplice. Trasformarla poi in un modello di risparmio energetico è stato infatti un lavoro impegnativo, ma del resto se vuoi una cosa fatta bene gli devi dedicare il giusto tempo!
Dopo aver deciso di realizzare il cappotto termico, scelto la tipologia di isolamento e di caldaia, alla mia casa mancava ora il riscaldamento e il pavimento.
Avevamo deciso di rifare gli impianti idraulici ed elettrici e il mio fido progettista mi aveva proposto di optare per un riscaldamento a pavimento. Dopo qualche delucidazione tecnica mi sono catapultata su internet per cercare altre informazioni che mi potessero aiutare nella scelta dell’impianto. Voglio essere a conoscenza di quello che farò in casa mia e non subire passivamente la scelta di altri!
Nella mia ricerca ho cercato di capire le differenze tra i vecchi impianti di riscaldamento, a “caloriferi” come quelli che avevo nella casa dei miei genitori (e di un po’ tutte le nostre case dell’infanzia!), e i nuovi impianti a pavimento.
I vecchi impianti di riscaldamento usano la convezione naturale come mezzo per trasferire il calore. Il calore proviene direttamente dai termosifoni, che quando sono in funzione sono caldissimi e causano una temperatura non uniforme nei locali. La temperatura del soffitto ad esempio può raggiungere i 5 o 6 gradi in più rispetto al pavimento; infatti, se si cammina scalzi e magari con pavimento a piastrelle, ci si ritrova ad avere i piedi congelati! Inoltre avviene l’opposto di quello che il nostro corpo richiede; infatti la temperatura ideale dovrebbe essere più alta in corrispondenza degli arti inferiori, i più lontani dal cuore e a livello della testa, di modo che l’aria possa risultare meno rarefatta e più respirabile. E soprattutto così si ottiene una temperatura più alta al soffitto, cosa estremamente inutile! Non ci serve scaldare in alto e soprattutto maggiore è la dispersione maggiore sono i consumi e i costi!
In verità, realizzando il contro soffitto avevo già fatto un primo passo contro la dispersione del calore.
Gli altri effetti indesiderati causati dall’eccessivo surriscaldamento dei termosifoni sono da un lato la riduzione di umidità e quindi il senso di oppressione e secchezza alla gola (e da qui il vecchio rimedio della nonna di applicare gli umidificatori ai caloriferi); dall’altro che mettono in circolo polveri più sottili, non benefiche per il nostro corpo e in particolare per me che soffro di asma e di una forte allergia alle polveri.
La differenza maggiore tra i termosifoni e il riscaldamento a pavimento è il buon livello di comfort abitativo prodotto dai tubi nascosti sotto il pavimento che portano l’acqua calda, a bassa temperatura (32/36 gradi), in tutti i locali riscaldando lentamente e uniformemente. In questo modo la temperatura sarà più gradevole in corrispondenza di piedi e gambe eliminando così la sensazione di “freddo ai piedi” e ottenendo un abbassamento della temperatura a livello della testa e del soffitto. In pratica l’opposto di quello che avveniva con i termosifoni! E finalmente potrò girare per casa scalza!
Utilizzando questo sistema, quindi riuscendo a riscaldare la casa mantenendo una temperatura media più bassa, il consumo sarà inferiore. Essendo minore la temperatura anche le tubazioni disperderanno meno calore migliorando il rendimento e riducendo i costi. Inoltre decidendo in principio la distribuzione delle tubazioni si può scegliere come scaldare le diverse zone della casa: ho deciso di non riscaldare la zona di ingresso e di poter controllare distintamente la temperatura della zona giorno e dalla zona notte, in modo da lasciarla più fresca. Con questo impianto la produzione di polveri dannose è risolta e viene mantenuta la giusta umidità relativa negli ambienti; un punto in più per il mio problema di asma!
E dato che le nostre case tendono ad essere sempre più piccole e avendo perso parecchi centimetri per la realizzazione del cappotto interno avere i locali liberi dai caloriferi è un bel vantaggio!
Riscaldamento a pavimento sia! E i risparmi sono notevoli! Il risparmio energetico derivato dall’utilizzo di sistemi di riscaldamento con produzione di acqua a bassa temperatura, (caldaie a condensazione, di cui ho parlato il mese scorso), raggiunge il 30% dei consumi.
La conferma l’ho avuta all’arrivo della prima bolletta nei mesi invernali! Investire in una casa  a risparmio energetico conviene!

DIZIONARIO

Convezione: è uno dei tre modi di condurre il calore. Si ha quando un fluido come l’acqua o l’aria, entra in contatto con un corpo con temperatura maggiore a quella del fluido stesso. Aumentando la temperatura, il fluido a contatto con l’oggetto si espande e diminuisce di densità, generando moti convettivi in cui il fluido caldo sale verso l’alto e quello freddo verso il basso (convezione naturale).

Caldaia a condensazione: a differenza delle caldaie tradizionali, queste recuperano parte del calore altrimenti espulso coi fumi e lavorano a bassa temperatura; questo permette un maggior rendimento e quindi un minor consumo e costo di gestione. Teniamo presente che il trasporto del calore è più costoso più alta è la temperatura dei fluidi

di Malta

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