RACCOLTA DIFFERENZIATA: NIENTE PIU’ SEGRETI

Troppi rifiuti recuperabili continuano a finire nel contenitore sbagliato. E tu? Sei sicuro di seguire tutti gli accorgimenti possibili per una raccolta differenziata di qualità?
In un precedente articolo di UC News vi abbiamo dato tutti i consigli per gestire al meglio la raccolta differenziata nella vostra casa.
Ricordiamo che i rifiuti devono essere separati in base alla tipologia e poi gettati nel giusto contenitore, a seconda delle indicazioni dettate per ogni territorio. Riciclare permette di riutilizzare materiali preziosi per la costruzione di nuovi oggetti. Tuttavia, non tutti i rifiuti possono essere riciclati in modo conveniente: per questo motivo alcuni sono recuperati e utilizzati per produrre energia. Per i rifiuti che non potranno seguire neanche questa via si procederà allo smaltimento in discarica, che resta l’ultima possibilità.

Consigli per differenziare al meglio 

– Prima di gettare i contenitori, assicurarsi di aver tolto i residui di cibo. Se le confezioni sono troppo sporche, allora andranno buttate nell’indifferenziata (rifiuto solido urbano – R.S.U.).
– Ricordarsi sempre di scomporre gli imballaggi composti da materiali diversi, ogni materiale ha la sua destinazione.
Piegare e ridurre di volume scatole, bottiglie di plastica e lattine.
Svuotare completamente le bombolette spray prima di gettarle.
Non mischiare mai le lampadine con il vetro: le lampadine a incandescenza o alogene si buttano nel sacco indifferenziato, mentre quelle fluorescenti a basso consumo devono essere portare presso uno dei centri di raccolta comunali oppure gettate negli appositi bidoni presso le isole ecologiche.
– Anche le cassette di legno della frutta o del vino sono riciclabili e devono essere portare al centro di raccolta.

Attenzione alle sigle sulle confezioni 

L’identificazione dei materiali utilizzati per gli imballaggi e le confezioni è regolata da direttive e vari riferimenti normativi. I produttori quindi sono invitati a indicare le caratteristiche del materiale usato per l’imballaggio così che i consumatori possano scegliere correttamente la via di smaltimento. Tuttavia, l’uso di tali marchi oltre che non essere obbligatorio, è determinato da una legislazione autonoma per ogni Paese. Capita di trovare accanto a simboli adottati dai produttori in tutto il mondo, altri il cui uso è legato al singolo produttore, alla tipologia di materiale e alla regione geografica in cui viene distribuito il prodotto.
In attesa di una soluzione normativa che renda chiaro e univoco questo tipo di esigenza, scopriamo quali sono i simboli e le sigle che ricorrono più frequentemente.

È nota l’icona a forma di triangolo formato da tre frecce che si rincorrono: è il simbolo internazionale che indica il riciclo dei rifiuti. All’interno del triangolo si può trovare un numero che corrisponde ad un codice associato al tipo di materiale utilizzato. Ad esempio, i numeri dallo 01 allo 07 indicano le plastiche[1]. Al posto o in aggiunta ai numeri si possono trovare caratteri alfabetici.
Tra le sigle più frequenti troviamo ACC, simbolo che si riferisce alla banda stagnata, ovvero l’acciaio, metallo utilizzato per la produzione di molti contenitori, così come l’alluminio, AL, utilizzato soprattutto per la produzione di lattine e scatolette.
PET è il simbolo del Polietilentereftalato. Si tratta di una plastica la cui composizione chimica permette un riutilizzo praticamente illimitato. È un materiale usato di frequente per fabbricare le bottiglie. Sempre tra le plastiche, il PP è usato per la produzione di un numero elevatissimo di oggetti come vasche, contenitori, utensili casalinghi, siringhe, pennarelli, flaconi. PVC, invece, è il simbolo del Polivinilcloruro col quale si producono tapparelle e tubazioni, materiali per imballaggi, finte pelli, giocattoli, parti di automobili, nastro isolante, fili elettrici. Tutti i materiali citati sono riciclabili.

Nella prossima puntata parleremo di come usare in modo utile e creativo alcuni materiali con un focus dedicato alla quantità di riciclo dei singoli materiali una volta giunti alla piattaforma ecologica.

di Giulia Cattoni

In copertina: Raccolta differenziata d’altri tempi © Phlegrean


[1] I numeri compresi tra il 20 e il 39 sono associati alla carta. I numeri dal 40 al 49 sono utilizzati per i metalli. Dal 50 al 59 per i materiali in legno. I codici compresi tra il 60 e il 69 sono associati a materiali tessili. Quelli tra il 70 e il 79 al vetro. I numeri dall’80 fino al 99 sono usati per indicare materiali compositi.

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