MOBILI INQUINANTI? NO GRAZIE!

E’ stata lunga ma ce l’abbiamo fatta. Finalmente i lavori di ristrutturazione sono finiti! L’involucro della mia casa è completato. Pavimento posato, caldaia funzionante, acqua e gas attaccati, finestre ben sigillate. Gli ultimi elementi da ristrutturare sono le vecchie persiane; per loro ho deciso di riutilizzare quelle esistenti su consiglio del mio falegname. Le persiane erano state realizzate in legno di faggio, un legno molto resistente, pesante e poco elastico e questo ha permesso loro di resistere benissimo al passare degli anni. Il falegname le ha rimesse in squadra e io prima le ho ripulite dalla vecchia vernice e poi ho stuccato le parti che con il tempo si erano rovinate di più. Infine mi sono improvvisata pittrice per farle rinascere. E’ un lavoro davvero lungo ma in questo modo una piccola parte della casa sarà stata rimessa a nuovo da me!

Dato che mura e pavimenti sono a posto è tempo di pensare a mobili. I mobili che arredano la nostra casa non sono solo elementi di corredo ma sono elementi che vivono con noi. Essere a conoscenza dei materiali di cui sono fatti, della composizione di colle e vernici è essenziale perché la salubrità dei nostri ambienti domestici dipende spesso dalla loro presenza.

Colle, rivestimenti, vernici, prodotti in legno pressato, compensato, carta da parati ma anche cosmetici e altri oggetti del nostro quotidiano sono accomunati dal contenere formaldeide. La formaldeide è un gas incolore, solubile in acqua e reagisce con molte sostanze che si trovano nell’ambiente e nell’aria. L’esposizione prolungata alla formaldeide è tossica per l’uomo già a basse dosi; infatti le molecole di cui è fatta tendono con il tempo a essere rilasciate nelle nostre case e questo gli conferisce il titolo del più diffuso inquinante per interni. Già nel 2004 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) aveva classificato la formaldeide tra i maggiori cancerogeni per l’uomo. Ma se si conosce la tossicità di questo materiale, perché è ancora presente nelle nostre case? La normativa esiste ma è contraddittoria e ha permesso alla formaldeide di continuare a vivere indisturbata. Per questo motivo e in attesa che anche dal punto di vista normativo si faccia chiarezza si può ovviare al problema con un po’ di attenzione negli acquisti e nei comportamenti.

Prima di tutto essendo un gas dobbiamo ricordarci che la si può combattere con la stessa moneta; l’aria. É lei la nostra arma vincente! Partiamo dagli ambienti; per abbassare la concentrazione di formaldeide la regola di base è cambiare l’aria tutti i giorni!

Per quanto riguarda l’acquisto dei mobili bisognerebbe sempre affidarsi a mobili naturali e in legno massiccio. Scelta impraticabile per chi mette su la prima casa. Esiste però una “buona pratica” da associare all’acquisto di mobili in legno pressato o truciolato: prima di metterli in casa togliamoli dall’imballaggio ed esponiamoli per un po’ all’aria aperta. Basta aspettare una domenica di sole per avere arredi un po’ più sani! E nei giorni successivi al montaggio ventilare ripetutamente le stanze (anche più di una volta al giorno). Un’alternativa è quella di riutilizzare mobili usati; io ho recuperato le vecchie sedie e un bel tavolo massiccio dalla vecchia casa di mia nonna! Utilizzare mobili usati è una buona idea perché le emissioni di formaldeide sono più alte nei primi periodi di vita degli arredi e in questo modo gran parte delle sostanze nocive sono già state rilasciate.

Ricordiamoci poi di tenere sempre aperte le finestre quando tinteggiamo i locali e di scegliere vernici ecologiche (ormai esistono sul mercato da diversi anni, se si cerca bene si può anche risparmiare un po’!). Se abbiamo stufe o camini, oltre a controllare che siano sempre in buona condizione, non usiamo legname proveniente da mobili perché potrebbe essere stato trattato e quindi rilasciare sostanze nocive. Attenzione ai deodoranti per ambienti: se contengono terpeni possono combinarsi con l’ozono presente nell’aria e dare origine a formaldeide. Infine il fumo di sigaretta nei locali chiusi, oltre a dar fastidio ai non fumatori, fa male anche perché ci espone maggiormente alla formaldeide. Quindi non fumiamo in casa!

Anche la natura può aiutarci a mantenere un ambiente sano; la prossima volta vi parlerò delle piante che aiutano a diminuire l’inquinamento domestico.

La normativa

Formaldeide: è ammessa come conservante per alimenti (con la sigla E240) anche in forti concentrazioni; se ne prevede la presenza regolamentata nella carta per alimenti, anche nel caso di etichetta ecologica (la margherita europea), ma le norme ambientali per il macero destinato a riciclo ne prevedono la totale assenza.

Qualche misura più coerente e restrittiva è stata invece presa per regolamentare la presenza della formaldeide nel legno truciolare. Un decreto legge (D.M. 10.10.2008) ha infatti vietato il commercio di pannelli a base di legno e di manufatti con essi realizzati se il rilascio nell’ambiente di formaldeide supera il valore di 0,1 ppm (0,124 mg al metro cubo)

di Malta 

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