LUCE SULLA TARES

Proprio in questi giorni molti italiani stanno iniziando a ricevere le lettere per il pagamento della nuova tassa rifiuti, la Tares, che prenderà il posto delle vecchie imposte Tia e Tarsu.
In questo appuntamento cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su cosa comporta questo cambiamento; bisogna però sottolineare che a oggi non si può sapere se saranno apportate delle ulteriori modifiche.

Con l’introduzione della Tares si esegue un cambio di rotta rispetto alla Tia, la tariffa d’igiene ambientale introdotta dal decreto-Ronchi del 1997 che aveva sostituito (non completamente) la Tarsu, ovvero la tassa rifiuti. Il prelievo di questa nuova tassa sarà proporzionale alla quantità del servizio reso, in linea con il principio europeo “chi più inquina più paga”.

Ma che cos’è la Tares e cosa finanzia? Come le precedenti imposte, il presupposto per l’applicazione del tributo è il possesso, l’occupazione o la detenzione, a qualsiasi titolo, di locali ed aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati.
Fino ad oggi le precedenti tasse rifiuti servivano però solo a finanziare il servizio di gestione dei rifiuti. Con l’introduzione della Tares invece, oltre a coprire totalmente i costi della gestione della raccolta e dello smaltimento rifiuti, verranno finanziati anche altri servizi. Questi vengono definiti come i “servizi indivisibili” e comprendono i costi di polizia locale, anagrafe, illuminazione pubblica, manutenzione del verde e delle strade. Verranno perciò finanziate altre attività rispetto alle vecchie Tia e Tarsu e questo significa che la spesa per le famiglie sarà maggiore.

Inoltre, per legge, i Comuni dovranno aumentare la tassa di un importo variabile tra 0,30 e 0,40 euro per metro quadrato dell’immobile o dell’area occupata dal contribuente. I soldi ricavati dall’aumento andranno però direttamente allo Stato e non ai comuni. Per quanto riguarda il calcolo della Tares, di norma, sarà commisurata all’80% della superficie catastale di riferimento. Inizialmente la base su cui calcolare la Tares sarà la stessa di Tarsu e Tia. Questa è però una soluzione provvisoria e cambierà quando i Comuni entreranno in possesso delle effettive superfici catastali delle abitazioni.

Per questo motivo l’importo della tassa è suddivisa in tre rate e la prima è determinata a titolo di “acconto”. Il saldo verrà determinato, sulla base delle indicazione di legge, nell’autunno del 2013.
Anche se non si è ancora a conoscenza dell’importo complessivo della tassa, per i cittadini residenti nei comuni in cui vigeva la Tia non sono previsti aumenti eccessivi, mentre per chi era sottoposto alla Tarsu il carico sarà maggiore. Purtroppo alcune categorie sentiranno maggiormente il peso dell’aumento, come le famiglie numerose residenti in grandi abitazioni.
I diversi Consigli Comunali potranno poi deliberare a favore di eventuali riduzioni ed esenzioni. Anche in questo caso i valori potranno cambiare da un comune all’altro.

Per avere qualche delucidazione sulle possibili riduzioni e agevolazioni e sulla differenziazioni di calcolo tra quota fissa e variabile è utile l’approfondimento di Lettera43.
Per chi avesse bisogno di maggiori informazioni o tutele sulla tassa rifiuti ci si può rivolgere al servizio PiT di Cittadinanzattiva.
Altre informazioni si possono trovare sul sito GuidaFisco.

di Malta

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