ETERNIT, UN PO’ DI CHIAREZZA

Alzi la mano chi non conosce l’amianto. Basta osservare con un po’ d’attenzione tetti di vecchi capannoni, condomini, garage e pollai per scovare la tipica copertura grigia e ondulata. Questo materiale è stato largamente utilizzato fino agli anni novanta. I motivi del suo ampio utilizzo sono dovuti alla sua resistenza alla corrosione, alla temperatura, all’usura e la sua leggerezza. Negli anni novanta si è però scoperto che le sue polveri erano altamente cancerogene e per questo tra il 1992 e il 1994 è cessata la commercializzazione. L’ampio utilizzo dell’amianto, oltre ad aver causato danni gravissimi ai lavoratori esposti alla produzione e alla lavorazione del materiale, ha lasciato sul territorio una situazione ambientale disastrosa. Così, successivamente al divieto d’uso, si è cercato di capire in quali situazioni questo materiale risulta dannoso per l’uomo e l’ambiente e in quali casi il materiale va eliminato e dove andrà smaltito. Oggi si parla di bonifica, risanamento e censimento dell’amianto. Tutto però risulta abbastanza confuso! Cercheremo quindi di fare un po’ di chiarezza in merito alla questione.
Erroneamente si crede che l’amianto sia stato utilizzato esclusivamente nelle coperture ma in realtà è stato utilizzato per tantissimi componenti edilizi come rivestimenti di facciate, pavimenti e pareti, nei pannelli isolanti di impianti elettrici, nella coibentazione di tubi o nelle fioriere. Praticamente ovunque! La cosa importante da capire è quando l’amianto può diventare un pericolo per gli inquilini. Il “rischio amianto” dipende dallo stato fisico in cui si trova, infatti il pericolo deriva dall’inalazione del materiale sottoforma di polvere. Questo avviene quando lo stato dell’amianto è degradato e la sua composizione risulta friabile; le sue fibre diventano sempre più sottili e si disperdono nell’aria. Una volta inalate, l’organismo non è in grado né di degradarle né di espellerle. Le conseguenze in queste condizioni sono gravi: è sufficiente la presenza nell’aria di minime concentrazioni di polvere d’amianto per favorire l’insorgenza di malattie polmonari.
Quindi, essere a conoscenza della presenza di amianto o cercare di capire lo stato di degrado del materiale è fondamentale.
Per questa ragione, oltre ad atti di sensibilizzazione e al divieto di estrazione e produzione di amianto (Legge 257/92), sono stati emanati alcuni decreti e circolari applicative con l’obiettivo di gestire il potenziale pericolo derivato dalla presenza di amianto negli edifici, manufatti e coperture. A seguito del Decreto 18 settembre 2001, n. 468: “Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale” è iniziato il censimento dell’amianto sul territorio nazionale. Cosa prevede il censimento? In pratica, chi è a conoscenza di possedere coperture in amianto dovrà comunicarlo all’Asl della propria città secondo quanto stabilito dalla legge (articolo 12 comma 5 della legge 257/92 (PDF)). A questo punto l’azienda sanitaria  di competenza provvederà al censimento e alla valutazione del rischio di deterioramento.
Questo iter varia però da regione a regione e questo è il motivo per cui non esistono regolamenti uguali per tutti. Inoltre, è anche possibile far valutare il grado di rischio tramite un tecnico autorizzato.
Nel nostro prossimo appuntamento approfondiremo l’argomento amianto parlando di bonifica, ristrutturazioni, pannelli solari e incentivi.

Intanto vi saluto segnalandovi dei link utili per approfondire l’argomento:

  • Per la normativa sull’amianto dal sito del Ministero della Salute comprendente la legge 257/92 e il decreto D.M. 18.09.01 clicca qui.
  • Per il Piano Regionale Amianto Lombardia (PRAL) clicca qui.

di Malta

 

2 thoughts on “ETERNIT, UN PO’ DI CHIAREZZA

    • Ciao Luca, grazie a te per aver dato visibilità al nostro articolo. Daremo sicuramente un’occhiata al blog!
      Grazie ancora e buon lavoro
      La redazione di urbanocreativonews

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