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IL TEATRO SI FA RISTRETTO

Non c’è comunicazione senza contenuti. E quando i contenuti vengono a mancare, i mezzi di comunicazione, come belve affamate, si muovono alla ricerca di nuove prede da sbranare il più velocemente possibile, prima di rilanciarsi in una nuova caccia.
Questo, in sintesi, il senso de “L’Ospite”, l’ultimo spettacolo che ho scritto e diretto.
Uno spettacolo che segue le linee guida del Teatro Ristretto (teatroristretto.it), che è pensato e realizzato per essere rappresentato in piccoli spazi, come il salotto della propria casa.
I personaggi si muovono in un futuro prossimo, in cui la Crisi è finalmente finita e tutti sono immersi in una costante e diffusa felicità. Le persone sono perennemente connesse a HappyWorldWeb, condividono ogni dettaglio della loro vita in StreamingLife e non perdono mai il sorriso grazie all’effetto quasi magico de le Petit Sourire, una miracolosa crema di bellezza.
I personaggi che vivono in questo mondo votato alla Felicità sono in realtà persone alienate, imprigionate in una grottesca e comica solitudine.
La Star vive, come un recluso, nella sua splendida villa nella quale ha allestito il suo studio di registrazione. Ci rimane giorno e notte, immerso in esperimenti alchemici di parole, alla perenne ricerca della sua pietra filosofale: trasformare le sue parole in oro. Parole per non perdere il suo pubblico, il suo sponsor, la sua ricchezza. Non gli importa se quello che dice abbia senso, se sia coerente o veritiero. L’unica cosa che gli importa è che le sue parole incantino, seducano, convincano. La verità, ma anche la verosimiglianza, non sono che aspetti secondari assolutamente trascurabili.
L’altro, il Povero Diavolo, ricorda il Matto cantato da De Andrè: Tu prova ad avere un mondo nel cuore, e non riesci ad esprimerlo con le parole. Vive isolato da tutti, incapace di relazionarsi e convinto che esista un Complotto Globale per governare il mondo. In questa solitudine il Povero Diavolo si rende conto che avrebbe un universo da raccontare, se solo avesse la capacità di farsi ascoltare; decide per questo di rapire la Star e di obbligarlo a dargli le parole e lo spazio che crede di meritare.
Entrambi i personaggi sono persone sole; vittime, in modi differenti, della famelica bramosia del dio della Comunicazione. Entrambi, nel loro incontro-scontro dentro al magico e tecnologico antro della Star, giocano una partita pericolosissima che li porta a mettere in discussione i loro ruoli e determinare chi, tra i due, sarà il nuovo sacerdote del dio e chi, invece, la nuova vittima sacrificale. Perché il dio dall’insaziabile appetito non è interessato a chi lo ha servito fedelmente o a chi lo ha sempre rinnegato: vuole solo emozioni da consumare, storie da divorare e nuove vite da plasmare. O da distruggere.

Jacopo Boschini

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