DA SETTEMBRE L’ATTORE SEI TU

Arriva il periodo estivo. Tempo di pausa e riflessione.
Come ogni anno, dopo l’estate, proporrò i miei corsi di teatro. Che sono piuttosto particolari. E allora lancio una provocazione: perché non cambiare prospettiva? Perché non immaginarsi per una volta attore e non più spettatore?
Da qualche anno le persone non mi chiedono più corsi di teatro tradizionali. A pochi ormai interessa imparare la dizione, la respirazione con il diaframma, saper “impostare” la voce come i grandi attori del passato… Finalmente si inizia a comprendere che questi aspetti hanno a che fare con la recitazione solo in maniera marginale, e – diciamolo! – tutto sommato sono tecniche poco interessanti per chi non vuole fare l’attore di professione. Cosa chiedono allora i miei allievi? Di stare bene. Di vincere la timidezza. Di essere più spigliati. Di imparare nuove vie per ascoltare se stessi e gli altri. Di conoscere nuove persone e di diventare persone nuove. Di scoprire le proprie potenzialità creative. Di divertirsi.
Avete ancora dubbi? Ecco allora qualche risposta.
Il corso di teatro. Che cos’è? Un laboratorio teatrale amatoriale.
Perché è diverso dagli altri? Perché il teatro è un mezzo, non un fine. È un modo per stare bene con se stessi e con gli altri. Per conoscere se stessi e gestire le proprie emozioni. È un momento creativo di crescita.
Cosa serve per partecipare? Solo tanta voglia di mettersi in gioco, di divertirsi assieme ad altre persone e di esprimere se stessi attraverso le proprie capacità creative.
Come funziona? Molto semplice: noi ci troviamo una volta alla settimana, iniziamo ad ottobre e finiamo a giugno. Il nostro per-corso è diviso in tre tappe.
Partenza: i primi mesi del laboratorio li impieghiamo per conoscerci e per creare un efficiente gruppo di lavoro.
Prima tappa: continuiamo il nostro viaggio avvicinandoci alle principali tecniche teatrali e giocando con l’improvvisazione.
Traguardo: mettiamo in pratica tutto quello che abbiamo appreso nei mesi precedenti costruendo uno spettacolo teatrale dalle fondamenta, fino a portarlo in scena in un saggio finale e affrontare pubblico e palcoscenico.

Di Jacopo Boschini

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