OTTOBRE, L’ULTIMO RACCOLTO

Domenica 30 settembre è stato il gran giorno del raccolto. Cassette di peperoni, pomodori multicolori per fare la salsa, melanzane di ogni tipo da conservare sott’olio, le ultime zucchine per una pasta tipicamente estiva, i peperoncini baci di satana pronti da riempire con il tonno e soprattutto le tre varietà di patate, le vitelotte viola, le blu d’artois e le bicolori olandesi.
Un intero pomeriggio, complice una temperature estiva, impiegato a raccogliere in cassette gli ortaggi e stiparli in cantina e proseguendo poi con la lunga fase della raccolta dei tutori e bastoni utilizzati per le piante di pomodoro, melanzana e peperoni, oltre allo sradicamento delle piante ormai secche e dei frutti guasti.
Nell’ultimo articolo ci eravamo lasciati con la curiosità legata alle mini angurie, alle patate viola e bicolori ed alla maturazione dei cassabanana. Per essere il primo anno di impianto, le patate patate viola delle qualità vitelotte, le blu d’artois e le olandesi bicolori ( gialle e rosse) hanno permesso di ottenere un buon raccolto. Adesso ci sarà la fase della trasformazione in piatti pronti soprattutto per le patate viola, come il sempre sorprendente purè di patate viola, oltre a provare quest’anno a fare anche gli gnocchi viola. Per le mini angurie ( la troppa acqua di questi ultimi giorni di settembre le ha fatte letteralmente scoppiare) e per i “cetrioli cassa banana” ( tante foglie e qualche fiore destinati purtroppo a seccare per il freddo) ci penseremo il prossimo anno, ancitipando però le semine di almeno un mese!

 

Il mese di ottobre segna di fatto la fine della stagione orticola e la fine dei raccolti, infatti sono pochi i frutti che resistono ancora sulle piante, da quelli ormai appassiti a quelli guasti a causa delle piogge e dell’umidità mattutina.
Ci sono le verdure invernali che devono ancora maturare ( cavoli, cavoli cappuccio et..) e la semina di quelle varietà invernali più resistenti al freddo. A Ottobre si possono seminare bietole, lattughe, ravanelli, radicchio, cime di rapa, piselli, prezzemolo, rucola, fave, spinaci, carote. In questo mese si possono trapiantare anche i bulbi di aglio e cipolla.
La prima operazione necessaria prima dell’abbandono dell’orto, è la rimozione di tutti i detriti vegetali ancora presenti nelle aiuole, comprensivi della parte aerea e delle radici, da togliere a mano ( in caso di presenza di film plastico o con l’aiuto di una vanga.
I materiali di scarto possono essere bruciati ( dove ancora possibile) dopo averli lasciati seccare sul terreno, immessi nella compostiera solo se non attaccati da marciumi o malattie varie (residui di peronospora in particolare), mentre se si tratta di frutti ormai marci e guasti si preferisce interrarli nel terreno cospargendoli di calce. Pulito il terreno, si può procedere ad una lavorazione profonda, interrando concime organico, oppure si attende che tutto il terreno sia libero per effettuare una lavorazione completa.
Concimare con il letame è il miglior modo per ottenere un raccolto abbondante, grazie alla sua capacità di innovare la fertilità del terreno e mantenerla nel tempo, perché si rende disponibile all’utilizzo solo gradualmente. Il letame deve essere preso maturo (da un contadino possibilmente) e deve essere di un bel colore scuro e lo si conserva in mucchi fino al suo utilizzo che può avvenire quando l’orto è di fatto ripulito da qualsivoglia coltura, dando così tempo al terreno di ricevere io benefici del letame nella stagione invernale, oppure in primavera durante le operazioni di vangaggio e preparazione del terreno per la nuova stagione. Un terreno ben concimato a letame, vedrà una produzione abbondante soprattutto per quelle colture che richiedono grossi sforzi al terreno in termini di principi nutritivi, e parlo in particolare di zucchine, pomodori, cetrioli, melanzane e peperoni, per le quali è sempre e comunque consigliata la rotazione.

di Simone Moretti

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