COLTIVARE L’ORTO IN TEMPO DI CRISI

La situazione di crisi economica che ha invaso il nostro Paese (e non solo) sta portando tantissime persone a tornare alle origini, riprendendo in mano zappa, vanga e rastrello per coltivare il proprio orto familiare. La mia personale esperienza parte quattro anni fa, dopo aver accettato l’invito a riprendere le buone tradizioni di famiglia e ricoltivare lo spazio adibito all’orto che era rimasto in disuso…
Detto e fatto!

La coltivazione dell’orto, oltre che dare soddisfazioni al palato, aiuta anche a scaricare la tensione di una giornata lavorativa magari pesante e permette anche di coinvolgere l’intero nucleo familiare, i più piccoli in particolare, nella varie operazioni di raccolta e preparazione. Il primo anno è stato di apprendistato assoluto, nel senso che ho commesso parecchi errori che mi sono serviti per il futuro. L’importante per partire bene, oltre alle operazioni di aratura del terreno, è individuare il giusto orientamento del sole per le colture che devono godere della sua luce per la stragrande maggioranza della giornata. Altro accorgimento importante, visti anche gli impegni lavorativi ed extra che ognuno di noi ha, è stato quello di cercare di migliorare in termini di “comodità” tutte quelle operazioni di pulizia e irrigazione necessarie: infatti il primo anno, le operazioni di sradicazione delle malerbe e il passaggio obbligato con l’annaffiatoio la sera sono state le operazioni più lunghe e noiose in senso assoluto. Altre operazioni che richiedono tempo e attenzione sono relative ai trattamenti da eseguire alle colture per prevenire le malattie inevitabili causate dai più vari fattori, dalla classica peronospora dei pomodori che porta al marciume delle piante e dei frutti, alla cavolaia dei cavoli, alla dorifora per le melanzane e patate. Non tutti sono trattamenti con prodotti chimici: alcuni possono essere naturali come l’utilizzo del macerato d’ortica per gli afidi o il verderame (ammesso anche nella coltivazione Bio) per pomodori e uva o ancora il Bacillus Thuringiensisper la dorifora. Tutte queste premesse le ho ritenute necessarie non certo per scoraggiare a intraprendere la pratica orticola, ma per iniziare fin da subito nel modo migliore senza commettere i miei stessi errori da principiante. I consigli che mi sento di dare, e che ho applicato dal secondo anno di pratica a tutt’oggi sono i seguenti:
•    Arare una prima volta il terreno, dividerlo in “prode” o aiuole leggermente rialzate dal terreno e delimitare i sentieri tra una proda e l’altra. Dal secondo anno sarà sufficiente arieggiare la superficie di ogni proda e praticare la rotazione delle colture per avere buoni risultati, evitando così di doverle rifare ogni anno;
•    Pacciamare (cioè coprire) le prode con telo di plastica nero o con un telo biodegradabile, per evitare da una parte la formazione delle malerbe, dall’altra per mantenere il calore utile per far crescere le nostre coltivazioni. Nei sentieri tra una proda e l’altra può essere sparsa l’erba appena sfalciata, che impedirà ulteriormente la nascita delle malerbe;
•    Al di sotto dei teli consiglio vivamente di organizzare un piccolo impianto di irrigazione con manichette a goccia da collegare con il rubinetto;
•    Predisporre uno schema dell’orto fin dal primo anno, segnando su di un foglio ciò che si pianta il primo anno, per poter fare una rotazione delle diverse colture con un’alternanza di quattro anni, evitando così di impoverire il terreno. Le coltivazioni devono essere diverse anche come famiglie. Non posso mettere per due anni di fila sulla stessa proda piantine appartenente per es. alle cucurbitacee come le zucchine, i cetrioli ecc, ma dovrò alternare le stesse con pomodori, zucchine, insalata e cavoli e poi ritornare alle zucchine.

La scelta delle piante da orto
Finite le operazioni di preparazione del terreno, aver risolto il problema erbacce e approvvigionamento idrico, eccoci alla parte più interessante, la scelta delle nostre piante da orto.
Un consiglio, dedicate una parte del vostro orto alle erbe aromatiche: ce ne sono tantissime e alcune molto particolari. Menta e melissa grazie al loro vigore invaderanno fin da subito le zone preposte, ma alternate a queste possono esserci le coste gialle e rosse, la salvia ananas che in autunno farà bella mostra di sé con i suoi pennacchi rossi o la limoncina, o ancora la menta fruttata o l’erba cipollina. Dopo la parte estetica, la parte pratica. Personalmente ho raggiunto questo accordo in famiglia: pianto di sicuro le varietà più classiche di pomodori cuore di bue rossi, le melanzane nere, i peperoni rossi e gialli e le zucchine verdi… Ma dopo il “classico”, ecco che ci si può sbizzarrire. Esistono in commercio e in natura una stragrande varietà di ortaggi, storiche o dimenticate dalla grossa produzione, che hanno colori e sapori particolari, che però non sono apprezzati dal grande pubblico perché non convenzionali. Per questo la mia esperienza di questi anni mi ha portato a provare a coltivare con successo e a gustare le coltivazioni di numerose varietà di: pomodori a strisce gialle e rosse, green zebra, gialli da inverno, marmade e brandywine giallo, Nero di crimea o Bianco; peperoni color cioccolato, bianchi  e arancioni; peperoncini piccanti Habanero e Baci di Satana (ottimi da fare ripieni con il tonno); melanzane fucsia, striate bianco/viola (di Gandia), rosse e striate di giallo e verde (stripped toga australiane), bianche e gialle; cetrioli bianchi e Cassabanana; zucchine gialle, a corona bianca, zucchino alberello di Sarzana; zucca Butternut, di Chioggia e Siciliana da Pergola; patate viola della varietà Vitelotte e Tonde d’Artois, oltre alla Bicolori Olandesi. Basta provare, scegliere e gustare, non ve ne pentirete!
Dalle vostre piante potrete poi ricavare i semi, e con semplici mosse riprodurre da voi le piantine: è un procedimento che richiede del tempo, ma per alcune varietà particolari ne vale la pena.
E se la produzione dovesse risultare copiosa, niente paura: frutta e soprattutto verdura possono sempre venire trasformati in ottime confetture, marmellate, sughi e salse o conserve sott’olio/sott’aceto che possono essere consumate durante la stagione invernale o regalate ad amici e parenti per le festività natalizie!. Buon orto a tutti!

di Simone Moretti

2 thoughts on “COLTIVARE L’ORTO IN TEMPO DI CRISI

  1. Che bell’articolo mi è davvero piaciuto anche per gli ortaggi rari che vengono citati.
    Sono alla ricerca delle patate viola ma non son riuscita a trovarle quest’anno è tardi pazienza….
    Vale la pena di conservare i tuberi e le sementi degli ortaggi più rari per moltiplicarli.
    Per le patate attenzione agli afidi se volete conservarle possono indebolire i tuberi che l’anno dopo non si sviluppano al meglio.
    Parlo di questo e di coltivazioni ortive nel mio blog
    Riccarda
    http://www.ortopertutti.com

  2. Riccarda buonasera e grazie per aver letto e commentato l’articolo.
    Le patate Viola Vitelotte le ho trovate grazie a internet su http://www.madecosrl.it un’azienda produttrice di Viterbo ( Grotte di Castro). Mi avevano inviato 5 kg di patate viola per Natale, poi da quelle rimaste, messe al buoi è avvenuta la germinazione e le ho interrate…e sono nate delle gran belle piante che sto curando solo contro la dorifora.
    Altre patate che ho seminato sono le Olandesi Bicolore e le Blu d’Artois, più piccole e tonde rispetto alle Vitelotte.
    L’idea da mettere in rete e vedere se ha dei riscontri sarebbe quella di creare un vera e propria Banca dei Semi delle varietà più rare e che qui producono, così da diffondere la passione per l’orto anche alla generazioni future.
    Quest’anno avrò alcune varietà particolari di pomodori ( pomodoro patata tedesco dalla foglia simile appunto alla patata, il giallo d’inverno e spero il nero di crimea). Invece le melanzane striate si stanno sviluppando, così come le zucchine gialle che oltre al colore hanno il vantaggio di esserte estremamente visibili per determinare il giusto momento della raccolta.
    La novità 2012 è stata la mega produzione da 5 piante di CARCIOFI della qualità rossa romagnola, ottimi con il risotto!! E sono curioso di capire se la piantas di Cappero sarà produttiva!

    Complimenti per il BLOG.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *