APRILE DOLCE DORMIRE? NO GRAZIE, RIPARTE LA STAGIONE ORTICOLA!

Finalmente siamo arrivati nel mese di aprile che tradizionalmente dovrebbe essere baciato da piacevoli temperature che invogliano ad uscire di casa per dedicarsi agli hobby come il giardinaggio e l’orticoltura. Purtroppo in questo 2013 la brutta stagione e soprattutto il freddo stanno condizionando pesantemente la ripresa dell’attività, sia quella vegetativa delle piante da frutto, sia quella dei provetti orticoltori smaniosi di rimettersi in gioco e stanchi di rimanere chiusi in casa.
Nella speranza ormai prossima che le temperature possano alzarsi è comunque già possibile iniziare tutte quelle operazioni (anche noiose, ma necessarie) di pulizia e rifacimento delle aiuole grazie all’aratura, previa eliminazione dei teli di film plastico ( per chi li utilizza), concimazione e posa dei nuovi teli, optando anche per quelli biodegradabili o perché no, sostituendoli in toto con la paglia.
Quest’anno vorrei provare a sostituire i teli in film plastico proprio con la paglia, potendo contare su indubbi vantaggi e non solo dal punto di vista estetico. La pacciamatura con la paglia durante la stagione estiva mantiene mite la temperatura del terreno con un notevole beneficio per la produttività delle piante, permette inoltre di utilizzare al meglio l’acqua piovana consentendone l’infiltrazione nel suolo.
Se si vuole invece optare per la pacciamatura con telo plastico, lo stesso protegge dalle erbe infestanti e migliora il microclima del terreno.
Una volta rifatte le aiuole e decisa la pacciamatura, possiamo pianificare i trapianti e le semine, accompagnati dal nostro immancabile quaderno di campagna, dove ogni anno, in una rotazione di almeno quattro, annoteremo tutti i trapianti e procederemo alla classica rotazione.
La regola aurea è di cercare di evitare il più possibile di seminare o trapiantare sullo stesso terreno, proda o aiuola la stessa coltura: questo sia per ragioni sanitarie, sia per evitare l’esaurimento delle sostanze nutritive presenti nel terreno. Nessuna coltura dovrebbe succedere a se stessa o a una coltura della stessa famiglia, prima di tre o quattro anni.
L’importante sarà in ogni caso procedere ad una vangatura, manuale o meccanica accompagnata da una generosa concimazione con letame maturo così da preparare al meglio il terreno.
Qui a Como, clima pianura padana, almeno fino alla metà di aprile non è il caso di pensare ad alcun trapianto o semina azzardata, pena il rischio di gelate tardive che comprometterebbero l’attecchimento e lo sviluppo delle nuove piante. Se proprio si volesse procedere con le colture più resistenti, le stesse dovranno essere poste sotto a tunnel protetti da tessuto non tessuto.
La scelta delle piantine da trapiantare dovrà andare verso quelle di media grandezza, ben formate, ben ancorate nel terreno e di un bel colore brillante, senza ingiallimenti.
Importante sarà effettuare il trapianto nel terreno il giorno stesso dell’acquisto: questo impedirà di far subire alla pianta ulteriore stress.
Tenendo ben presente la zona climatica nella quale si vive, è importante ricordare che il trapianto dovrà avvenire solo ed esclusivamente se la temperatura notturna non scende più sotto i 12-13 °C.
Buon lavoro e alla prossima!

di Simone Moretti 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *