LE ORCADI, TRA L’OCEANO E IL FOLK

“Un palco aperto a tutti: solisti, gruppi; cantanti, musicisti o entrambi”. Sgombra il campo da ogni equivoco la definizione che dà di se l’Orkney Folk Festival sul proprio sito ufficiale. Ed è inevitabile che “l’evento dell’anno”, com’è stato definito dagli Scots Trad Music Awards, sia anche il più universale possibile.
L’Orkney Folk Festival è il trionfo della musica folk, popolare e sociale: una manifestazione di tre giorni che ricorre in concomitanza con il Bank Holiday di fine maggio da ormai 31 anni e che esalta le note tradizionali di una cultura lontana da tutto e tutti. Una cultura che, nonostante la distanziano poche miglia nautiche dalle coste scozzesi, è rimasta sempre sulle sue, malgrado le ripetute e ben poco gradite visite di Romani, Vichinghi, Celti, Scozzesi e infine Inglesi. Ma, in fondo, è dalle ricorrenti invasioni che il carattere delle Orcadi ha attinto nuova linfa. Allo stesso tempo, è stato grazie all’isolamento in cui oggi vive questo arcipelago che le sue tradizioni si sono radicate, divenendo inestirpabili dal territorio: 20mila isolani e 20mila storie da raccontare e canzoni da cantare. Tanto che il Festival di musica folk è l’appuntamento più importante del calendario delle Orcadi.
In quei quattro giorni, Stromness, la seconda “città” delle isole, si trasforma. Dopo essersi truccata a puntino e aver vestito l’abito di gala, si butta in una festa che dura tutto il weekend tra ceilidh, cantastorie, musicisti, cori vocali e danzatori.
Le vie, o per meglio dire i vicoli che s’ingarbugliano nel centro del paese si affollano in un attimo e la musica che esce dai pub, parrocchie e centri culturali, echeggia contro i secolari muri di pietra delle case dei pescatori rendendo Stromness una cassa di risonanza.
Come spesso accade in comunità raccolte come quella delle Orcadi, il Festival ha cambiato faccia a tutto l’arcipelago. Se trent’anni fa, pochi turisti si avventuravano oltre al Fiordo di Pentland, oggi, da fine maggio in poi, i traghetti che salpano da Thurso, il porto più settentrionale della Gran Bretagna, sono spesso pieni. Il Folk Festival ha rinvigorito un’economia che oltre alla pesca aveva ben poche prospettive e la musica tradizionale, non proprio di moda fino agli anni 80, si è trasformata in richiamo per viaggiatori musicali da tutto il mondo.
Come ogni manifestazione di musiche folkloriche che si rispetti, anche l’Orkney Folk Festival si nutre e cresce grazie alla comunità locale e alle sue espressioni artistiche. Gran parte dei palchi sono, infatti, destinati a musicisti nati sulle Orcadi e capaci, anche grazie all’importante contributo della radio BBC Orkney, di dar vita a una scena musicale.
Come scritto, trent’anni fa nessuno in quegli approdi, si sarebbe mai aspettato di leggere il nome di Stromness tra i luoghi legati alle note più caratteristici al mondo e nessuno si sarebbe aspettato d’accogliere turisti e musicisti curiosi d’immergersi in un patrimonio culturale conservato per secoli.
Ma l’interesse nato verso le tradizioni di queste isole è del tutto giustificato, perché la musica, la danza e lo storytelling sono sempre stati il modo più eloquente ed efficace in cui le comunità isolane si sono espresse e hanno saputo tramandare, di generazione in generazione, la storia dell’arcipelago.

di Marco Canepari

In copertina: Orkney Folk Festival 2014 – Day 4 (Sunday) © Orkney Folk Festival

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