MUSICA E DANZE SOTTO IL SOLE (DI MEZZANOTTE)

Le ultime settimane di giugno sono il periodo più glorioso dell’anno nelle terre a cavallo del Circolo Polare Artico. Nel nord della Scandinavia, ad esempio, sono i giorni della cosiddetta estate Lappone, durante i quali il sole non s’allontana mai dall’orizzonte e la natura, così come le popolazioni locali, danno finalmente sfogo a emozioni ed energie accumulate durante l’inverno. Per questo motivo, la maggior parte dei festival artistici e culturali sono concentrati nel periodo che va tra il solstizio d’estate e le sospirate vacanze alla volta di climi più temperati. Sempre per questa ragione, dal 1972 a oggi, lo spirito più ruspante della regione si manifesta e mette in mostra ogni ultimo weekend del mese di Giunone grazie allo Jutajaiset. Lo Jutajaiset Folklore Festival non è “solo” un’ode effimera estate polare, ma è anche inno e presa di coscienza di una delle minoranze etniche più rilevanti al mondo: i Sami; una popolazione di ottanta0mila persone che ricorda le proprie origini con orgoglio e coglie occasione per rinvigorire le proprie tradizioni appena possibile.

Da più di trent’anni, nella Lapponia finlandese, lo Jutajaiset aiuta i Sami proprio in quest’opera: nel salvaguardare e promuovere la cultura Lappone. Nel corso di quattro giorni, musica, danza e artigianato esibiscono, infatti, i costumi locali e introducono decine di migliaia di spettatori a una cultura gelosamente preservata dalla tundra artica.

Negli ultimi anni, dopo il trasloco dal piccolo paese di Sodankylä (uno dei più settentrionali della Finlandia) al più importante centro di Rovaniemi, la rassegna ha però allargato i propri orizzonti. Da Festival della Gioventù Lappone, come venne battezzato nella sua prima edizione, ed espressione dei più vivaci spiriti artistici delle province a ridosso del Circolo Polare Artico, l’evento non solo ha acquisito un carattere nazionale ospitando i maggiori artisti del folk finlandese, ma ha addirittura superato il Mar Baltico, proponendo coinvolgenti commistioni tra generi esotici come tango e fanfare balcaniche e i loro estimatori finnici.
Così, accanto ai cori joik e alle danze sciamaniche, che rimangono ancora oggi massima espressione della spiritualità Lappone, sui palchi dello Jutajaiset sono saliti eroi musicali nazionali come il fisarmonicista Kimmo Pohjonen e i Värttinä dalla Karelia, ma anche esponenti di tradizioni originarie di ogni parte del mondo come i Mari dalla Russia, danzatori Sufi dalla Turchia, e gli Amamene, tra i maggiori rappresentanti del folklore ghanese.

Se Rovaniemi è riuscita negli ultimi anni a staccarsi di dosso l’etichetta di ‘paese di Babbo Natale’, è stato soprattutto grazie allo Jutajaiset, che ha dato ai turisti un motivo ben più che valido per fermarsi qualche giorno nella città e non usarla solo come base per esplorazioni nel profondo Nord scandinavo. Per merito delle numerose manifestazioni del folklore locale, la città che nelle notti di mezza estate non dorme mai si è definitivamente innalzata ad anima della cultura Lappone ed è stata capace di dar vita a sogni musicali che poche altre realtà scandinave possono vantare.

di Marco Canepari

In copertina: © Jutajaiset

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