PROPOSTE MUSICALI: AUSTIN POWER

Dicono che i musicisti ad Austin siano come le slot machine a Las Vegas: se ne trovano ovunque; pretendere quindi di scovare sorprese o eventi di nicchia nell’universo dei festival musicali texani è impresa impossibile.
La loro copertura mediatica e i tutto-esaurito di pubblico sono caratteristiche costanti, quasi quanto la buona musica che vi si suona.
Però, nelle prime settimane d’autunno, quando la temperatura comincia a scendere anche nel Profondo Sud e s’assesta ben al di sotto della soglia d’allerta, nella esuberante Austin si tiene un evento che “fortunatamente” non gode della popolarità dei suoi fratelli maggiori.
Un evento che conserva ancora una dimensione contenuta, quasi locale.
L’Austin City Limits, rassegna che prende il nome dallo storico programma televisivo americano in onda da quarant’anni sulla PBS, raggiungerà questo ottobre la sua 12° edizione e, per la seconda volta dalla sua nascita, s’estenderà lungo la durata di due weekend.
Sei giorni in cui la musica è l’assoluta padrona di casa: nello spazio verde cittadino di Zilker Park, più di 130 concerti portano sui palchi dell’ACL illustri artisti come Pearl Jam, Outkast e Beck, ma anche nomi autoctoni meno altisonanti come i Nightowls, Penny & Sparrow e Dawn & Hawkes.

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Le nuove realtà musicali locali, cresciute strimpellando i loro primi pezzi nei garage di Austin, hanno sempre goduto d’ampi spazi al City Limits, anche perché il legame tra il Festival e la città che lo ospita è molto intenso: rivolto a una continua collaborazione.

Se da una parte la città texana, che gode di una nutrita popolazione studentesca, può vantarsi del titolo di “capitale mondiale della musica dal vivo”, dall’altra l’Austin City Limits è l’evento che meglio ne esprime le molteplici anime.

La proposta musicale presentata durante la manifestazione abbraccia l’ampio ventaglio di generi tipico della musica americana contemporanea e, nonostante sia principalmente diretta a un pubblico appena “graduato” o ancora bazzicante i campus cittadini, sono comunque numerosi i “grey hairs” che gironzolano tra un palco e l’altro.

Accanto alla moltitudine d’eventi destinati a coccolare le orecchie degli spettatori, grande importanza viene riservata anche ai vizi del palato.
Austin, come gran parte del Texas, è uno dei paradisi culinari a stelle e strisce, e siccome non di sole note vive l’appassionato musicale, per tutto lo Zilker Park, decine di bancarelle mettono in mostra e nei piatti tutti i sapori, colori, e varianti della cucina texana: dalla tex-mex alla dixie, passando per il Texan BBQ, per la cucina cajun e quella creola.

Per terminare in bellezza, è importante mostrare come, a suggellare il rapporto tra la comunità locale e la rassegna musicale, sia soprattutto il cuore d’oro che si nasconde sotto le sembianze rockettare della manifestazione.
Un’intera area del parco è, infatti, destinata all’ACL Cares: un punto di ritrovo e di promozione per tutte quelle associazioni che attraverso le arti, la cucina e lo sport fanno dell’impegno sociale la loro missione, aiutando Austin ad essere una tra le città più vivibili non solo dello Stato della stella solitaria, ma di tutti gli Stati Uniti.
L’Austin City Limits è l’ennesimo esempio di come la musica possa e sappia aiutare una comunità, difendendola e promuovendola, facendola divertire e riflettere allo stesso tempo.

di Marco Canepari

In copertina: Austin City Limits Stage © Austin Kleon

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