BRETAGNA: FESTIVAL MUSICALE TRA CANZONI E SALSEDINE

Ogni due anni, il secondo weekend d’agosto, puntuale come la marea, il paese bretone di Paimpol, per una strana legge d’attrazione gravitazionale, attira a se decine e decine d’artisti, musicisti, cantastorie, attori e ballerini.
Ai suoi moli attraccano centinaia d’imbarcazioni, vascelli, velieri, piccoli natanti e pescherecci.
Nelle sue strade si riversano migliaia (quest’edizione addirittura 130mila) d’appassionati di musica, di navi, semplici turisti e lupi di mare.

Tutto questo è il Festival dei Canti dei Marinai o Festival du Chant de Marin, che, con quella di quest’anno, ha raggiunto la sua undicesima edizione.
Paimpol 2013 (2)L’area del porto del borgo (comune che, nei giorni non di festa, conta meno di 10mila abitanti) viene colta dalla febbre per il mare, le onde e per porti vicini e lontani.
Le canzoni diventano mezzo per raccontare storie, trasmettere messaggi, a cui affidare ricordi. Come se esistesse solo un’unica tradizione: quella orale.

Per tre giorni, dalla mattina del venerdì fino a notte inoltrata della domenica, Paimpol s’illude d’essere tornata agli splendori del tardo Medioevo. Sin dal XVº secolo, infatti, ha rappresentato uno dei porti pescherecci più importanti d’Europa: molo per rotte dirette nelle acque dei mari del Nord, dalla Scandinavia al Canada.
Dagli esordi del secolo scorso, però, il lento declino delle attività marittime, ha segnato anche il tramonto di Paimpol, che solo negli ultimi decenni ha saputo reinventarsi come una delle capitali turistiche della Bretagna.
Spiagge, degustazione di ostriche e attività culturali hanno portato il suo nome sulle guide di viaggio, ma ad aver acceso l’interesse nei suoi confronti è stato, soprattutto, il debutto del Festival nel 1989.
Un Festival che, con àncora ben salda nella tradizione bretone (con tanto di bilinguismo, dai menu dei chioschi al sito internet) e di conseguenza celtica, è capace di tracciare rotte sonore verso tutti e quattro i punti cardinali.
Ogni edizione presenta un tema differente ed ospiti ad hoc. Dalle rive del Mediterraneo nel 2003, navigando per i mari Orientali (2005), africani (2007), americani (2009) si è giunti, negli ultimi anni, a temi più “concettuali” come gli approdi celtici (2011) e le isole (2013). Sempre alternando artisti locali, regionali e nazionali a star della world music.
Malavoi @ Paimpol 2013Ed è così che per i moli e sui palchi di Paimpol hanno suonato (tra i tanti): Goran Bregovic, Tito Puente, Rokia Traoré, Seun Kuti, Marianne Faithfull, i Buena Vista Social Club, Sergent Garcia e Rachid Taha.
Però, piuttosto che montarsi la testa e divenire prodotto commerciale, il Festival du Chant de Marin ha saputo conservare la propria anima battente orgogliosamente bandiera bretone.
Più che trasformarsi in maxi-evento è, per così dire, divenuto festa popolare (o fest-noz) “allargata” al mondo intero. Durante la quale il pubblico ha la possibilità, più unica che rara, d’immergersi nelle tradizioni locali senza rinunciare a uno scenario culturale ad ampio respiro.
Dopo più di vent’anni di storia il Festival du Chant de Marin è diventato o, forse sarebbe meglio scrivere, è ancora qualcosa di unico: un sentito tributo al mare (in tutte le sue sembianze), che profuma di iodio e rimane appiccicato addosso come salsedine.

di Marco Canepari 

Testo e foto © Marco Canepari    

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *