SHANGHAI E IL “BUBBLE BUILDING”

Ricerca, lungimiranza e passione. Ecco i tre aggettivi che mi sono passati per la testa leggendo del progetto “Bubble Building” di Shanghai.
Attualmente il progetto è stato sviluppato solo su carta ma, se verrà realizzato, renderebbe un anonimo edificio cinese una vera e propria icona architettonica tutta green capace di riqualificare l’area urbana in cui è inserito.

Come il nome lascia presagire si tratta di una struttura gonfiabile, che abbraccia un edificio esistente aumentandone l’appeal a livello architettonico-urbanistico e rendendolo all’avanguardia dal punto di vista energetico-ambientale.
Bolle in materiale plastico ecologico, ETFE per la precisione, che si gonfiano, sgonfiano e oscillano al vento avvolgendo un’anonima (solo per ora) struttura collocata nel centro di Shanghai.
L’ETFE non è altro che un polimero termoplastico riciclabile, resistente, ignifugo e con un peso 100 volte inferiore a quello del vetro, oggi impiegato in architettura proprio per gli enormi guadagni in termini di sostenibilità.

Fantascienza o realtà neanche troppo lontana?
A sviluppare l’avveniristico progetto è lo studio d’architettura 3GATTI con sede a Roma e nella popolosissima città cinese nella quale sorge anche il palazzo oggetto di riqualifica.
Le bolle, realizzate con questo materiale molto caro all’architettura moderna, sono state gestite in modo tale che si trovino in corrispondenza di ciascun ambiente, per massimizzare gli aspetti ambientali positivi.
La forma delle bolle e il materiale impiegato consentono un’amplificazione della luce solare proprio negli spazi ove necessaria. Sensori appositi, che rendono il progetto all’avanguardia dal punto di vista domotico, consentono di “miscelare” la luce naturale a quella artificiale, massimizzando il confort per gli utenti e riducendo al minimo i consumi energetici. Di notte l’edificio diventa poi una vera e propria fonte di luce conservando però il proprio carattere green.

Le bolle rappresentano anche una camera d’aria che funge da isolante naturale, inoltre tra il vetro dell’edificio e il tessuto della membrana sono collocate “barriere” verdi, realizzando una vera e propria micro serra con caratteristiche ottimali per la pulizia dell’aria e per la regolazione del clima interno.
Il risparmio energetico è garantito anche dalla flessibilità della struttura, in grado di sgonfiarsi ogni qual volta l’edificio sia inattivo ed in grado di “adattarsi” alle condizioni ambientali esterne.

Solo il tempo ci dirà se l’architettura verrà rivoluzionata da un “semplice” cuscino in plastica.

di Fabio De Martino

In copertina: soap bubbles © Roberto Trm

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