DA FIENILE A UFFICIO

Convertire un vecchio edificio agricolo dismesso mantenendone i tratti fondamentali e cambiandone destinazione d’uso al fine di far rivivere una struttura in disuso.
Possiamo così sintetizzare il lavoro svolto dallo studio d’architettura Arend Groenewegen Architect BNA per convertire il fienile fiammingo ottocentesco Flemish Barn Bolberg situato nella città di Bavel in Olanda, in uffici e spazi multifunzionali.

Condizione necessaria per il cambiamento di destinazione è stata il mantenimento del carattere e dei tratti storici dell’edificio, obiettivo possibile grazie minuzioso lavoro svolto dagli addetti ai lavori.
La struttura portante è stata in parte mantenuta e ricomposta, grazie alla numerazione e catalogazione delle singole componenti strutturali, il tetto ricostruito in paglia e le facciate (originariamente rivestite con pannelli di asfalto grezzo), composte da pannelli mobili di pino trattati al fine di aumentarne durabilità e conferirne un colore simile all’originale. Le lamelle lignee dei pannelli sono regolate da un sistema computerizzato che cambia le inclinazioni delle stesse al fine di ottimizzare la luce solare che entra nell’edificio.
I materiali sono stati scelti in funzione della facilità di reperimento nel paese di costruzione, al fine di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale dell’intervento, massimizzandone al contempo gli obiettivi di carattere ambientale.

La scelta di realizzare il tetto in paglia presenta numerosi vantaggi propri del materiale stesso come la leggerezza, l’economicità, la capacità di isolamento termico mantenendo al contempo buone caratteristiche di aereazione all’interno della struttura. Questo tipo di copertura sta tornando oggi in auge per il suo modesto impatto ambientale e per lo sviluppo della tecnica che permette di risolvere quei problemi che hanno fatto cadere il materiale in disuso a partire dal XIV secolo (scarsa resistenza al fuoco e durabilità modesta in primis).
La riattazione del fienile passa anche attraverso un sistema di ventilazione meccanica interna, sviluppato per massimizzare il confort. Completa il tutto il riscaldamento a pavimento a pannelli radianti.
Indubbiamente interessanti sono le soluzioni architettoniche proposte, anche internamente all’edificio, dove i progettisti hanno deciso di non suddividere gli spazi ma di ricreare un ambiente aperto, unico. Questo permette a chi entra nell’edificio una lettura immediata dell’unitarietà compositiva originaria data dalle capriate e dall’ossatura portante in legno.
In ultimo, ma non per importanza, il progetto si è dimostrato vincente per la la scelta dei materiali. Ciò che è stato utilizzato per l’intervento rispecchia la volontà di un recupero lungimirante e un’attenzione concreta verso l’ambiente e le tradizioni del territorio.

di Fabio De Martino

In copertina: Secret Life © RossoGialloBianco   

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